Tettoia chiusa abusivamente: il Consiglio di Stato fa chiarezza sulla “pertinenza” e gli ordini di demolizione
Tettoia chiusa abusivamente: il Consiglio di Stato fa chiarezza sulla “pertinenza” e gli ordini di demolizione
La sentenza del Consiglio di Stato n. 6516 del 23 luglio 2025 rappresenta un punto di riferimento importante per la comprensione degli interventi edilizi abusivi, soprattutto per quanto riguarda la definizione di “pertinenza” in ambito urbanistico e le modalità con cui devono essere gestiti gli ordini di demolizione.
Il caso esaminato non solo chiarisce aspetti tecnici ed interpretativi della legge urbanistica, ma offre anche utili spunti per ingegneri e professionisti del settore che operano nel campo degli interventi edilizi, evidenziando l’importanza di rispettare le normative, anche per quelle che sembrano modifiche marginali.
Il Caso in Esame: Una Tettoia Contesa
Il ricorso al Consiglio di Stato è stato presentato dagli eredi di una proprietaria di un fabbricato a Napoli.
La proprietaria aveva impugnato un’ordinanza del Comune di Napoli che contestava la realizzazione abusiva di un manufatto sul terrazzo di copertura, una struttura in legno con chiusure in pannelli metallici e vetro scorrevoli di circa 19 mq. Il Comune ordinava la rimozione della struttura, ai sensi dell’art. 27 del D.P.R. n. 380/2001.
La Decisione del Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso, ma solo in parte. Ha stabilito che la tettoia originale in legno, costruita con regolare DIA nel 2011, non rappresentava un abuso edilizio.
L’abuso, infatti, era legato alla chiusura della tettoia con pannelli, che ha trasformato la struttura in un nuovo spazio chiuso e coperto, non più aperto su tre lati come originariamente autorizzato.
La Tettoia e la Sua Chiusura:
Il Consiglio di Stato ha chiarito che l’ordinanza di demolizione era errata perché includeva anche la tettoia originale, realizzata con permesso nel 2011.
La chiusura con pannelli, che ha creato un nuovo volume, è stata considerata una modifica sostanziale, e quindi non conforme alla normativa.
Cos’è una “Pertinenza” in Urbanistica:
La proprietaria aveva sostenuto che la chiusura della tettoia fosse una semplice “pertinenza”, ossia un’opera accessoria che non necessitava di permesso.
Il Consiglio di Stato ha ribadito che una “pertinenza” in ambito urbanistico è definita come un’opera di dimensioni contenute e che non modifica l’assetto del territorio.
In questo caso, la chiusura della tettoia ha creato uno spazio stabile, richiedendo pertanto un permesso edilizio.
Gli Ordini di Demolizione:
Il Consiglio di Stato ha anche affermato che l’ordine di demolizione è un atto dovuto.
Non è necessario che l’amministrazione giustifichi ulteriormente l’ordine, se non per il fatto che l’opera è stata costruita senza titolo edilizio.
In altre parole, un abuso edilizio comporta sempre l’obbligo di rimozione, senza necessità di motivazioni aggiuntive da parte delle autorità.
La Multa Arriva Solo Dopo:
Inoltre, la sentenza precisa che la possibilità di sostituire la demolizione con una sanzione economica è valutata solo successivamente, dopo che l’ordine di demolizione non è stato rispettato.
Cosa Impariamo da Questa Sentenza (Per Noi Ingegneri):
- Ogni Modifica Conta: La modifica di una struttura preesistente, anche se considerata minore, come nel caso di una tettoia chiusa, può rappresentare un cambiamento significativo dal punto di vista urbanistico. Non dare mai per scontato che una piccola modifica non richieda un nuovo permesso.
- “Pertinenza” non è una Scusa: Non puoi qualificare come “pertinenza” un intervento che modifica l’assetto della struttura o crea nuovi volumi. Il caso esemplifica chiaramente come una tettoia, purtroppo chiusa in modo errato, non possa essere considerata una pertinenza.
- L’Abuso è una Cosa Seria: La costruzione senza permesso può sembrare una violazione minore, ma comporta comunque l’ordine di demolizione. È importante rispettare sempre la legge, altrimenti si rischiano serie conseguenze.
- Controllare Bene i Titoli: È essenziale che ogni intervento edilizio sia realizzato nel rispetto delle normative vigenti e che siano ottenuti tutti i permessi necessari. Una piccola modifica può trasformarsi in un grosso problema.
Aspetti Giuridici Aggiuntivi:
Nella sentenza, il Consiglio di Stato richiama la giurisprudenza consolidata, come la sentenza n. 9/2017 dell’Adunanza Plenaria, che ha stabilito che un ordine di demolizione non necessita di motivazioni aggiuntive sull’interesse pubblico alla rimozione, poiché l’obiettivo principale è il ripristino della legalità.
La “pertinenza” non è sinonimo di edilizia libera: In base all’art. 6 del D.P.R. n. 380/2001, interventi che determinano la creazione di nuovi spazi chiusi, anche se ritenuti “temporanei”, non sono considerati di edilizia libera. Nel caso della tettoia, l’intervento ha creato una variazione dei volumi, quindi è stato necessario un titolo edilizio.
Conclusioni:
In sintesi, il Consiglio di Stato ha stabilito che la tettoia originale era legittima, ma la sua chiusura abusiva, che ha modificato il volume dell’edificio, ha comportato la necessità di un nuovo permesso.
La sentenza evidenzia l’importanza di rispettare le leggi edilizie e di non considerare mai interventi “minori” come non rilevanti ai fini della normativa urbanistica.
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