Superbonus 65% nel 2025: fine di un’era o nuova occasione per costruire meglio?
Superbonus 65% nel 2025: fine di un’era o nuova occasione per costruire meglio?
A partire dal 2025 il Superbonus assume una forma più sostenibile: l’aliquota scende al 65%, la detrazione si distribuisce in dieci anni e la platea dei beneficiari si restringe.
Non si tratta di una nuova misura, ma dell’evoluzione controllata di quella introdotta nel 2020, ora rientrata nel perimetro dei bonus edilizi ordinari.
L’obiettivo è semplificare la gestione, contenere la spesa pubblica e rendere strutturale la riqualificazione energetica, con regole più stabili e verificabili.
Dal 110% al 65%: il nuovo assetto
Il quadro attuale è definito dalla Legge 67/2024 (conversione del DL 39/2024) e dalla Legge di Bilancio 2024.
Dal 1° gennaio 2025 l’aliquota di detrazione per il Superbonus è fissata al 65%, valida fino al 31 dicembre 2025.
Possono beneficiarne:
- Condomìni;
- Edifici da 2 a 4 unità immobiliari, anche con unico proprietario;
- Organizzazioni non profit, in particolare ONLUS, APS e ODV.
Restano esclusi gli edifici unifamiliari e gli immobili di lusso (categorie A1, A8, A9, salvo A9 aperti al pubblico).
La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo, a conferma di una strategia di sostenibilità finanziaria.
Superbonus 65% In sintesi
| Voce | Dettagli aggiornati (ottobre 2025) |
|---|---|
| Aliquota | 65% (detrazione in 10 anni) |
| Durata | Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 |
| Beneficiari | Condomini, edifici da 2-4 unità, ONLUS/APS/ODV |
| Interventi trainanti | Isolamento termico (>25% superficie disperdente), sostituzione impianti con pompe di calore o sistemi ibridi |
| Interventi trainati | Serramenti, fotovoltaico, accumulo, colonnine EV |
| Salto energetico richiesto | Minimo 2 classi (APE ante e post) |
| Massimali di spesa | 50.000 € (unifam.), 40.000 € (2–8 unità), 30.000 € (>8 unità) |
| Obblighi tecnici | CAM (DM 23/06/2022), costi MiTE (16/03/2022), UNI/TR 11715–11716, CCNL edilizia > 70 000 € |
| Nuove limitazioni | Niente sconto/cessione; esclusi impianti a combustibili fossili; limiti per redditi > 75 000 € (art. 16-ter TUIR) |
Fine della cessione del credito: la gestione ordinaria
Dal 29 maggio 2024, con il DL 39/2024, è cessata definitivamente la possibilità di utilizzare sconto in fattura o cessione del credito.
Il Superbonus 2025 torna a funzionare come un incentivo fiscale diretto: il contribuente anticipa la spesa e recupera il 65% in dieci anni tramite dichiarazione dei redditi.
È un ritorno alla responsabilità fiscale individuale, che limita gli abusi e favorisce interventi pianificati su basi economiche solide.
Chi ha capienza IRPEF sufficiente può così programmare interventi strutturali con ritorni misurabili nel tempo.
Interventi ammessi: il cappotto resta il cuore dell’incentivo
Definiti i criteri generali, vediamo cosa si può ancora agevolare con il Superbonus 65%.
Interventi trainanti
- Isolamento termico dell’involucro con sistemi a cappotto su oltre il 25% della superficie disperdente;
- Sostituzione impianti di climatizzazione con pompe di calore, sistemi ibridi o caldaie a condensazione non alimentate da combustibili fossili (novità 2025).
Interventi trainati
- Serramenti e infissi ad alta efficienza;
- Impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo;
- Colonnine di ricarica per veicoli elettrici;
- Dispositivi di building automation.
In tutti i casi, è obbligatorio un miglioramento di almeno due classi energetiche, attestato da APE ante e post intervento.
Limiti di spesa e requisiti tecnici
Una volta individuati gli interventi, la progettazione deve rispettare i massimali e i requisiti tecnici stabiliti dal Ministero della Transizione Ecologica.
| Tipologia edificio | Massimale per unità immobiliare |
|---|---|
| Edifici unifamiliari / unità indipendenti | 50.000 € |
| Edifici da 2 a 8 unità | 40.000 € |
| Edifici oltre 8 unità | 30.000 € |
Tutti i materiali isolanti devono essere conformi ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) del DM 23 giugno 2022 e ai valori massimi MiTE del Decreto 16 marzo 2022.
La progettazione deve seguire la UNI/TR 11715 e la posa essere affidata a installatori qualificati secondo la UNI 11716.
Per i lavori oltre 70.000 €, è obbligatorio applicare il CCNL edilizia.
Adempimenti e nuove responsabilità
L’accesso al beneficio richiede una gestione documentale rigorosa:
- CILA Superbonus prima dell’inizio lavori;
- Asseverazione tecnica su requisiti e congruità costi;
- Polizza professionale del tecnico con massimale adeguato;
- Comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori;
- Pagamenti con bonifico parlante e indicazione del codice fiscale del beneficiario.
Le false asseverazioni restano penalmente sanzionabili (art. 28-bis, Legge 25/2022).
L’Agenzia delle Entrate ricorda inoltre l’obbligo di tracciabilità dei contratti e della corretta applicazione del CCNL nei rapporti di appalto.
È ancora conveniente?
Sì, se interpretato nel modo giusto.
Non è più un incentivo “a costo zero”, ma resta un’occasione concreta per ridurre i consumi, migliorare il comfort e aumentare il valore di mercato dell’immobile.
Un esempio pratico:
Spesa: 60.000 € per cappotto condominiale
Detrazione 65% = 39.000 € in 10 anni
Recupero annuale: 3.900 € di IRPEF
Chi ha capienza fiscale e una visione di medio periodo continua a ottenere un rendimento reale sul risparmio energetico, con tempi di ritorno di 6-8 anni.
Una nuova fase per l’edilizia italiana
Il Superbonus 65% segna la fine della stagione degli eccessi, ma apre quella della qualità e della competenza.
La prospettiva non è più “spendere senza pagare”, ma investire per costruire bene, in modo sostenibile e duraturo.
Ed è proprio qui che i professionisti possono fare la differenza: progettisti, tecnici e imprese qualificati diventano i veri protagonisti della nuova edilizia italiana.
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