Cliente che Non Paga: Che Cosa Possiamo Fare?
Può capitare che un cliente scelga di non pagare la nostra fattura. In questi casi, come possiamo comportarci? Che cosa possiamo fare per avere quanto in nostro diritto?
Cliente che non paga.
Purtroppo, nell’esercizio della nostra professione, può capitare un cliente che pensa di essere più furbo di tutti, e dopo aver ottenuto il nostro lavoro, scelga deliberatamente di non pagare.
Vediamo quali strategie possiamo attuare per evitare che un cliente non paghi, e che cosa possiamo fare quando un cliente sceglie di non pagare la nostra parcella.
Le strategie che consiglierò sono legali: no, quindi nessun gambizzazione o altre operazioni che le leggi italiane ritengano non lecite 😂.
Cliente che Non Paga: Come Prevenire

E’ proprio vero, prevenire è meglio che curare.
La prima strategia che possiamo attuare è quella di evitare di metterci nella condizione che un cliente possa non pagare i nostri servizi professionali.
Un buon consiglio è quello di strutturare la nostra lettera di incarico per non trovarsi mai, o quasi, nella condizione di dover essere noi a dover inseguire il pagamento.
Strutturarla in acconto sulla prestazione svolta è, pertanto, una buona strategia (non sempre possibile, ma certamente consigliabile).
In acconto … alias … pagamenti in anticipo sulle singole fasi lavorative
Provo a fare un esempio pratico: la nostra convenzione di incarico professionale potrebbe prevedere che veniamo pagati al rilascio del permesso di costruire.
In questo caso, rischiamo che il committente, una volta ottenuto il permesso di costruire, scelga di non pagarci, e ci troveremo nella condizione di dover “inseguire” quanto ci è dovuto e quanto promesso.
Cambiare l’approccio, ovvero, scrivere una convenzione di incarico professionale che preveda il pagamento alla presentazione del progetto (o magari prima della presentazione), ci mette nella condizione di sicurezza, opposta.
Questa strategia è consigliabile e consigliata ma non sempre possibile: non è possibile quando si ha a che fare con grandi aziende che impongono i loro flussi di cassa o quando si ha a che fare con le amministrazioni pubbliche.
Se però, non ci vogliamo trovare a dover rincorrere un privato per le poche centinaia di euro che ci deve riconoscere per un attestato di prestazione energetica, l’unico modo possibile è quello del pagamento in acconto.
Se poi non è proprio possibile ottenere il 100% in acconto, allora potete strutturare degli step di pagamento, sempre in acconto, sull’avanzamento del vostro lavoro.
Cliente che Non Paga: Come Comportarsi Quando Succede

A volte può capitare che il cliente, ottenuta la nostra prestazione professionale, scelga di non pagare l’onorario.
Non abbiamo avuto modo di prevenire, e pertanto ci troviamo nella condizione di rincorrere il cliente che non paga.
Il primo approccio che consiglio è quello “morbido“.
Con le buone, spesso, si ottiene tutto.
O quasi.
Quindi, una chiacchierata per comprenderne i motivi, valutarli e capire se sono superabili ci può mettere nella condizione di ottenere il pagamento, magari con un ulteriore piccolo sforzo.
Attenti però a non cadere nel tranello di alcuni che ci chiedono sempre quel qualcosa in più, promettendo un pagamento che non arriverà mai: in questo caso, la loro strategia è solo quella di ottenere ancora più lavoro da non retribuire.
Cliente che Non Paga: Che Fare? Spostare la comunicazione da informale a formale

Se da una parte è vero che con le buone si ottiene tutto, dall’altra è anche vero l’esatto contrario.
A volte, con le buone, non si ottiene proprio nulla, e bisogna spostare la comunicazione su un altro livello.
E’ solo a questo punto che le comunicazioni da informali (chiamate, messaggi, e email) possono spostarsi su un livello più formale, come le PEC.
Il mio consiglio, in questo caso però, è quello di evitare di scrivere una comunicazione formale (PEC) senza un ausilio di un consulente legale.
Lo so che può sembrare prematuro: questo, però, è l’anticamera del contenzioso e scrivere qualcosa che ci si possa ritorcere contro è da evitare.
Prima di procedere, però, con una lettera di un legale è bene procedere con una nostra comunicazione formale (magari con il solo ausilio nascosto di un legale), in modo da sperare di trasformare il cliente che non paga in cliente che paga.
A questo punto abbiamo due possibilità:
- paga
- non paga
Esistono anche dei casi in cui paga … ma meno di quanto dovrebbe; questo caso lo assimiliamo al “non paga”.
Cliente che Non Paga: Che Fare? Spostare la comunicazione da formale a legale

In caso di un ulteriore rifiuto a procedere all’onorare l’onorario, allora la comunicazione formale (PEC) passa per la mano, e la firma di un legale.
Il consiglio è quello di scegliere un avvocato che vi aiuti a non andare in contenzioso.
Cercare di chiuderla prima vi aiuta a recuperare più soldi, guadagnare tempo, e guadagnare in salute.
Ottenere il 100% della parcella tra 5 anni a seguito di litigio legale, contro l’ottenerne l’80% subito e senza andare oltre, se contiamo il potere di spesa di quella parcella e le spese legali da sostenere, sicuramente ci conviene chiuderla subito.
L’importante è non farsi prendere dal “è una questione di principio” 🤦♂️: bisogna rimanere sempre razionali e calcolatori.
Soprattutto perchè non sappiamo come andrà a finire: purtroppo l’esito è incerto anche quando dovrebbe essere certo.
Se anche le comunicazioni “bonarie” dell’avvocato non sono utili allo scopo di ottenere il pagamento di quanto dovuto, allora si può passare ad un decreto ingiuntivo.
Cliente che Non Paga: Il Decreto Ingiuntivo

Il Decreto Ingiuntivo è qualcosa da chiedere ad un giudice, per il tramite del vostro legale.
Quando la richiesta del Decreto Ingiuntivo viene accolta, il Giudice, in buona sostanza, impone alla persona di procedere al pagamento.
In assenza di questo pagamento, con il Decreto Ingiuntivo in mano, potrete procedere al recupero forzoso della somma mediante la notifica alla banca del vostro cliente o mediante la notifica al datore di lavoro; questi procederanno al pagamento come imposto dal giudice.
Facile no?
In realtà non è così facile.
Senza entrare troppo in procedimenti e definizioni che non conosco precisamente, dovete sapere che il decreto ingiuntivo può essere immediatamente operativo (e quindi darvi la possibilità di pignorare le somme dal conto o dal posto di lavoro del cliente che non ha pagato), oppure esecutivo dopo un decorso temporale.
Il cliente non pagante a cui viene notificato il decreto ingiuntivo, sia che questo sia esecutivo immediatamente o dopo un termine, può sempre opporsi.
L’opposizione al Decreto Ingiuntivo si chiama, in avvocatese, “riconvenzionale“: ovvero il cliente che non ci ha pagato diventa il principale attore che agisce contro di noi, per l’annullamento del decreto ed eventuali altre richieste.
Insomma … non è tutto oro quel che luccica.
Cliente che non paga: Sintesi Smart
Prevenire con una buona lettera di incarico che ci metta nelle condizioni di avere il compenso prima del lavoro.
Lavorare in acconto è sempre una buona strategia.
Quando non è possibile, e il cliente non paga, provare ad agire con le buone e con un approccio morbido: cercare di comprendere le ragioni per i quali il cliente ha scelto di non onorare l’onorario è un primo passo per trovare un accordo senza andare oltre.
Se fino ad ora tutti i tentativi non sono andati a buon fine, si può passare alle comunicazioni formali (PEC), magari con l’ausilio nascosto di un legale (in questa fase dobbiamo scrivere ufficialmente, senza che quel che scriviamo ci si possa ritorcere contro successivamente).
Successivamente, si procede alla lettera del legale.
In ultimo, un bel decreto ingiuntivo del giudice ci potrebbe risolvere la situazione.
Il consiglio migliore è, però, sempre quello di evitare tutto questo!
Ti è piaciuto l’articolo? Iscriviti alla newsletter!
