Annullamento PDC in Autotutela: Il Comune può Annullare il Permesso per l’Omissione di Un Vincolo Paesaggistico?
Annullamento PDC in Autotutela: Il Comune può Annullare il Permesso per l’Omissione di Un Vincolo Paesaggistico?
Negli ultimi anni, lavorando tra pratiche edilizie, urbanistiche, e contenziosi di ogni genere, mi è capitato di affrontare situazioni particolari legate al permesso di costruire rilasciato “con leggerezza”.
E voglio pensare che il motivo sia stata solo “la leggerezza“. 🤔
Oggi vi racconto di un caso molto meno raro di quanto si possa immaginare.
Un Comune si accorge a distanza di anni che un permesso di costruire non sarebbe dovuto essere rilasciato.
Motivazione?
Il privato richiedente e il suo tecnico si sono “dimenticati” di indicare l’esistenza di un vincolo paesaggistico.
Il Comune device di esercitare il potere dell’autotutela e procede con l’annullamento del permesso di costruire.
Di per sè si può pensare che sia corretto: hanno rilasciato erroneamente un permesso di costruire in presenza di in vincolo paesaggistico, e quindi in assenza della dovuta autorizzazione paesaggistica, e a distanza di anni procedono con l’annullamento del PDC mediante il potere dell’atutotutela.
E qui partono le domande, più che legittime:
- Il Comune può annullare il PdC in autotuela senza limiti di tempo?
- Il Comune avrebbe dovuto conoscere l’esistenza del vincolo e pertanto ha una parte significativa di colpa?
Oggi voglio portarvi dentro una riflessione che parte da una recente e significativa sentenza del Consiglio di Stato, la n. 1702 del 26 febbraio 2025.
Un tema importante, soprattutto per noi tecnici che ogni giorno ci muoviamo in un equilibrio sempre precario tra legalità e interpretazione amministrativa.

Il Potere dell’Annullamento in Autotutela
Non sono un giurista, quindi non mi addentrerò nei tecnicismi di una materia che non conosco.
E’ importante, però, per noi tecnici, avere almeno una piccola base di comprensione di quelli che sono gli strumenti della Pubblica Amministrazione (e i nostri): conoscere le norme, anche quelle apparentemente lontane dalla nostra professione, è molto importante per capire come muoversi e come portare e termine i risultati.
L’autotutela è il potere che ha la Pubblica Amministrazione di correggere i propri errori. (scusate la semplificazione, ma è necessario per comprenderne il concetto base).
Tradotto: se il Comune rilascia un permesso di costruire sbagliato, può annullarlo anche dopo averlo concesso.
Ma …. esiste un grosso “ma” …
L’esercizio del potere di autotutela non è un potere assoluto.
In base all’articolo 21-nonies della Legge n. 241/1990, l’annullamento d’ufficio:
– deve rispettare criteri di interesse pubblico concreto e attuale;
– in linea di massima deve avvenire entro 12 mesi dal rilascio dell’atto.
Quindi, non si può annullare un permesso di costruire così, dopo anni, solo perché nel frattempo ci si è “ripensati”.
Vediamo, nel dettaglio, che cosa prevede l’articolo 21-nonies della L. 241/1990 (che, in gergo, si chiama “laduequattrouno” 😂)
1. Il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensi dell’articolo 21 octies, esclusi i casi di cui al medesimo articolo 21-octies, comma 2, può essere annullato d’ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole, comunque non superiore a dodici mesi dal momento dell’adozione dei provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, inclusi i casi in cui il provvedimento si sia formato ai sensi dell’articolo 20, e tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati, dall’organo che lo ha emanato, ovvero da altro organo previsto dalla legge. Rimangono ferme le responsabilità connesse all’adozione e al mancato annullamento del provvedimento illegittimo.
2. È fatta salva la possibilità di convalida del provvedimento annullabile, sussistendone le ragioni di interesse pubblico ed entro un termine ragionevole.
2-bis. I provvedimenti amministrativi conseguiti sulla base di false rappresentazioni dei fatti o di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà false o mendaci per effetto di condotte costituenti reato, accertate con sentenza passata in giudicato, possono essere annullati dall’amministrazione anche dopo la scadenza del termine di dodici mesi di cui al comma 1, fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali nonché delle sanzioni previste dal capo VI del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
Art 21-nonies – L.241/1990
Dalla lettura dell’articolo, il provvedimento illegittimo (nel nostro caso il permesso di costruire) deve, per poter essere annullato d’ufficio mediante l’autotutela:
- l’annullamento deve avere ragione di interesse pubblico
- essere annullato entro un tempo ragionevole, non superiore a 12 mesi
- i 12 mesi si calcolano dall’adozione del provvedimento o dall’attribuzione dei vantaggi
Il comma 2-bis, però, ci fornisce alcuni elementi importanti:
- se un provvedimento è basato su falsità (dichiarazioni, o rappresentazioni), può essere annullato anche dopo i 12 mesi.
Bene … per il nostro caso, dove il Comune ha annullato il permesso di costruire in autotutela per l’omissione di un vincolo paesaggistico (falsa rappresentazione dei fatti ?), rimane da comprendere quale sia il limite applicativo di questo comma 2-bis.
Vediamo che ha detto il Consiglio di Stato nella sua Sentenza 1702 del 26 febbraio 2025.
Omissione del Vincolo Paesaggistico: E’ Possibile l’Annullamento in Autotuela?
In linea di principio sembrerebbe di sì.
Eppure … eppure …
Se un cittadino ottiene un permesso fornendo dichiarazioni false o reticenti essenziali, allora i termini dei 12 mesi non si applicano.
L’abbiamo letto nel comma 2-bis dell’articolo 21-nonies della L.241/1990 che ho riportato sopra.
Ma attenzione: questo non vuol dire che ogni minima omissione permette al Comune di annullare liberamente, e senza limiti di tempo.
Come confermato dal Consiglio di Stato, devono essere soddisfatte due condizioni affinché il Comune possa esercitare il suo potere di autotutela e annullare il permesso di costruire rilasciato in omissione di un vincolo paesaggistico, anche trascorsi i 12 mesi dal rilascio dell’atto:
- L’omissione o la falsità deve avere inciso in modo determinante sulla decisione amministrativa.
E nel caso di specie, l’omissione non è stata ritenuta determinante sulla decisione amministrativa perchè il vincolo paesaggistico, che prevede l’inedificabilità assoluta per la zona dove è stato rilasciato il permesso di costruire illegittimo, era noto da tempo all’Amministrazione, che l’avrebbe dovuto comunque considerare durante la fase di istruttoria, anche se non dichiarato dal presentante.
Omesso Vincolo Paesaggistico: Riepilogo del Caso Trattato
Nel caso trattato dal Consiglio di Stato, con la sentenza 1702 del 26 febbraio 2025:
- un Comune aveva rilasciato un permesso di costruire;
- anni dopo, ha scoperto l’esistenza di un vincolo (un diritto di uso civico sul terreno);
- ha deciso di annullare il permesso ben oltre i 12 mesi.
La PA ha sostenuto che il privato aveva omesso queste informazioni, tuttavia, il Consiglio di Stato ha respinto l’annullamento tardivo, chiarendo che:
- il vincolo emergeva dagli atti pubblici;
- il Comune stesso, se avesse effettuato un’istruttoria diligente, avrebbe potuto accorgersene fin da subito.
In parole povere: non si può scaricare sul privato la colpa della propria negligenza.
Questo ci insegna due cose:
- Se sei un tecnico che lavora per un Comune, devi istruire con cura le pratiche, perché non basta accusare il privato di omissione per derogare ai termini stabiliti dalla legge
2. Noi tecnici liberi professionisti dobbiamo aumentare il livello qualitativo ed essere a supporto alla PA nella fase di presentazione dei nostri progetti, cercando di presentarli in modo chiaro, comprensibile, e che permetta loro di svolgere correttamente la fase istruttoria, senza omissioni o altre furberie.
Conclusioni smart: Usa UrbisMap – Il Geoportale per Tutti
Alla fine dei giochi il tema dell’autotutela ruota tutto attorno a un concetto che è tanto semplice a dirsi quanto difficile da praticare: professionalità.
Per professionalità si intende anche adottare tutte quelle buone pratiche e quegli strumenti che ci permettono di effettuare al meglio il nostro lavoro.
Uno strumento che ci permette di accedere a tutta l’informativa urbanistica, pesaggistica, e vincolistica in Italia è il geoportale UrbisMap.
La conoscenza dei vincoli esistenti su un territorio passa anche per l’utilizzo di UrbisMap
Per i Comuni significa istruire seriamente i procedimenti. Per noi tecnici, significa operare con la massima competenza e, a volte, anche con un po’ di sano “spirito di diffidenza preventiva”.
Come diceva il grande ingegnere Pier Luigi Nervi:
“La costruzione non ammette improvvisazioni. Ogni errore, piccolo o grande, si paga.”
Pier Luigi Nervi
E questo vale anche nei documenti amministrativi.
Scarica il Testo integrale della Sentenza Del Consiglio Di Stato N.1702 del 26 Febbraio 2025




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