Bonus ristrutturazione 2027: cosa cambia dal 1° gennaio (e come si pianifica un cantiere a cavallo d’anno)
Bonus ristrutturazione 2027: cosa cambia dal 1° gennaio (e come si pianifica un cantiere a cavallo d’anno)
Aggiornato al 27 ottobre 2026. La legge di bilancio 2027 non è ancora stata presentata alle Camere: se cambia qualcosa, aggiorneremo l’articolo.
Ogni autunno arriva la stessa domanda dai clienti: “conviene far partire i lavori adesso o aspettare l’anno nuovo?”.
Di solito la risposta dipende da quello che farà la manovra.
Quest’anno è diverso, perché la risposta è già scritta in una legge approvata.
Il calo delle aliquote del bonus ristrutturazione nel 2027 non è un’indiscrezione e non è un rischio da valutare. È la normale conseguenza della legge di bilancio 2026, che ha rinviato di un anno il taglio ma non l’ha cancellato. Quello che resta davvero aperto è un’altra cosa: se il Parlamento deciderà di cambiare le cose.
E su questo, oggi, non c’è niente di approvato.
Vediamo cosa dice esattamente la norma, quanto vale in euro e che cosa cambia per chi deve organizzare un cantiere a cavallo tra il 2026 e il 2027.
Cosa dice la legge, in concreto
La L. 199/2025 (legge di bilancio 2026), art. 1, comma 22, ha prorogato al 2026 le aliquote maggiorate che esistevano per il 2025 e ha fissato quelle degli anni successivi. Per il bonus ristrutturazione il quadro è questo:
| Anno di pagamento | Abitazione principale | Altri immobili | Tetto di spesa per unità |
|---|---|---|---|
| 2026 | 50% | 36% | 96.000 € |
| 2027 | 36% | 30% | 96.000 € |
| Dal 2028 | 30% | 30% | 48.000 € |
La detrazione si recupera in 10 rate annuali di pari importo.
Colpisce soprattutto l’ultima riga. Dal 2028 spariscono sia la differenza tra prima e seconda casa sia il tetto da 96.000 euro, che si dimezza. Il 2027 è dunque l’ultimo anno con un massimale pieno, ma già con aliquote più basse.
L’aliquota più alta spetta solo a chi ha un diritto sull’immobile e lo usa come abitazione principale: proprietario, oppure titolare di un diritto reale di godimento come l’usufrutto. Un familiare convivente, un inquilino o un comodatario può detrarre le spese che ha sostenuto, ma con l’aliquota ordinaria: 36% nel 2026 e 30% nel 2027.
Quanto si perde davvero
Le percentuali dicono poco finché non le si applica a una cifra. Su una ristrutturazione da 20.000 euro la differenza è questa:
- Prima casa: 10.000 euro di detrazione nel 2026, 7.200 nel 2027. Si perdono 2.800 euro.
- Altra casa: 7.200 euro nel 2026, 6.000 nel 2027. Si perdono 1.200 euro.
Sul tetto massimo, 96.000 euro di spesa sulla prima casa, la detrazione passa da 48.000 a 34.560 euro. La differenza è di 13.440 euro.
Sono importi lordi, che il contribuente recupera in dieci anni. Ma è esattamente il tipo di numero che un cliente capisce al volo, e che rende l’argomento concreto prima ancora di parlare di norme.
Perché la data del bonifico pesa più della data dei lavori
Qui sta il punto che fa più differenza nella pratica. Per i privati la detrazione segue il criterio di cassa: conta l’anno in cui si paga, non l’anno in cui il cantiere parte o finisce.
Un lavoro iniziato a ottobre 2026 e finito a marzo 2027 si divide quindi in due parti. Quello che viene pagato entro il 31 dicembre 2026 segue le aliquote 2026. Quello che viene pagato dal 1° gennaio segue le aliquote 2027. Il cantiere è uno solo, ma la detrazione viaggia su due binari.
Per chi lavora con i clienti questo ha una conseguenza molto pratica: il calendario dei pagamenti diventa parte del progetto. Se un cantiere è già avviato, vale la pena guardare con l’impresa come sono impostati acconti e stati di avanzamento, e capire quanto del lavoro sarà effettivamente pagato entro fine anno.
C’è però un limite, che è anche un invito alla prudenza: non ha senso anticipare pagamenti su lavori non ancora definiti solo per prendere l’aliquota più alta. Un acconto versato a dicembre su un progetto incerto, o su una fase che poi cambia, rischia di creare più problemi di quanti ne risolva. Il risparmio fiscale non è un motivo sufficiente per far partire male un cantiere.
Ecobonus, sismabonus e bonus mobili
Il calo non riguarda solo il bonus ristrutturazione. Ecobonus e sismabonus seguono lo stesso schema nel biennio: 50% e 36% nel 2026, 36% e 30% nel 2027, distinguendo tra abitazione principale e altri immobili. Cambiano i tetti di detrazione per tipo di intervento, ad esempio 60.000 euro per involucro e infissi e 30.000 euro per la sostituzione della caldaia.
Il bonus mobili ed elettrodomestici ha invece una regola a parte. La detrazione del 50% su un massimo di 5.000 euro è stata estesa agli acquisti del 2026 ed è legata a un intervento di ristrutturazione sulla stessa abitazione. Per il 2027 servirebbe una nuova norma, che oggi non esiste.
Una nota per chi ricordava il bonus per le barriere architettoniche al 75%: valeva per le spese fino al 31 dicembre 2025 e non è stato prorogato.
E la manovra? Cosa c’è di vero
Qui conviene distinguere con cura tra ciò che è fatto e ciò che è ipotesi.
Le notizie di stampa di queste settimane dicono che il Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles non anticipa proroghe per bonus ristrutturazione, ecobonus e sismabonus. Il disegno di legge di bilancio, alla data del 23 ottobre, non era ancora stato approvato dal Consiglio dei ministri, e il suo arrivo è atteso proprio in questi giorni.
Intorno a questo tema circolano alcune proposte: tra queste, mantenere il 50% sulla prima casa e riportare l’ecobonus al 65%. Sono proposte, non atti, e nessuna è stata approvata. Non sappiamo se arriveranno, a quali condizioni e con quali coperture.
Per un tecnico il criterio è semplice. Il preventivo si costruisce sulla legge in vigore: 36% e 30% nel 2027. Se la manovra dovesse migliorare le cose, sarà un vantaggio in più, non il presupposto del progetto.
Domande frequenti
Il bonus ristrutturazione al 50% vale ancora nel 2027? Con la legge attuale no. Il 50% sulla prima casa vale per le spese pagate nel 2026. Nel 2027 scende al 36%, salvo modifiche in legge di bilancio.
Per le detrazioni conta la data dei lavori o quella del pagamento? Per i privati conta la data del pagamento. I lavori possono continuare nel 2027, ma la parte pagata dal 1° gennaio segue le aliquote del 2027.
Il bonus mobili esiste nel 2027? Non con le norme attuali. È confermato per gli acquisti fino al 31 dicembre 2026. Per il 2027 serve una proroga.
Il tetto di 96.000 euro resta? Sì, per le spese del 2026 e del 2027. Dal 2028 scende a 48.000 euro per unità immobiliare.
Il punto
Il calo del bonus ristrutturazione nel 2027 è già legge, e nessuna proroga è stata approvata. Questo non cambia il modo di lavorare: cambia il calendario con cui lo si organizza.
Per chi segue clienti e pratiche, la parte utile è tutta lì. Tradurre le aliquote in euro, mettere nero su bianco la data dei pagamenti, e trattare qualsiasi proroga come un eventuale vantaggio in più. Se la manovra porterà novità, questo articolo verrà aggiornato.



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