Tag Archivio per: acustica

La Normale Tollerabilità in Acustica

La Normale Tollerabilità nell’Acustica è un principio derivante del Codice Civile secondo il quale ogni proprietario può emettere rumori dalla sua proprietà sempre e solo entro un limite di normale tollerabilità.

Trovo molto interessante

la mia parte intollerante

Caparezza
@smartingegnere

La Normale Tollerabilità in Acustica Il principio della Normale Tollerabilità nell’Acustica, derivante dal Codice Civile, stabilisce che ogni proprietario ha il diritto di generare rumori dalla propria proprietà, purché non superino il limite di tollerabilità considerato normale. In questo video esamineremo alcune considerazioni riguardanti tali requisiti, scorri a destra per saperne di più #edilizia👷‍♂️ #ediliziatiktok #ediliziaprivata #capcut #ingegneria

♬ suono originale – smartingegnere – smartingegnere

La normale tollerabilità è un principio giuridico disciplinato dall’articolo 844 del Codice Civile.

normale tollerabilità acustica - caparezza - la mia parte intollerante

Vediamolo insieme

Art. 844 Codice Civile – Immissioni

Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi.

Nell’applicare questa norma l’autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso.

Articolo 844 Codice Civile

Questo principio stabilisce che nessuno può impedire le emissioni normali di un vicino, a meno che non superino la normale tollerabilità.

Se da una parte nessuno può impedire le emissioni entro un limite di normale tollerabilità, questo significa che dall’altra ogni proprietario ha il diritto di fare tutto ciò che vuole sulla sua proprietà, sempre all’interno di quel perimetro di tollerabilità normale, e sempre che non causi danni alla proprietà altrui.

La Normale Tollerabilità in Acustica Ambientale

Senza voler entrare troppo nel merito, l’acustica ambientale è quella parte della fisica che studia il suono e il rumore nell’ambiente.

Gli ingegneri acustici (in Italia vengono riconosciuti come “Tecnici Competenti in Acustica Ambientale“, e iscritti in appositi elenchi regionali) lavorano per misurare e minimizzare l’impatto del rumore sull’ambiente e sulla salute umana.

Se prendiamo il concetto espresso dall’articolo 844 del Codice Civile, e lo decliniamo in campo acustico, notiamo che:

  • un proprietario può generare rumore ed emetterlo al di fuori del proprio fondo
  • il confinante (nel campo acustico, un ricettore) non può impedire che il vicino generi questo rumore e non può impedire che questo rumore entri nella sua proprietà
  • può impedirlo solo se, non tanto l’emissione del primo, quanto l’immissione di questo rumore nella sua proprietà supera un limite di “normale tollerabilità

In acustica, la normale tollerabilità è quel perimetro entro il quale livello di rumore prodotto da una proprietà rimanga entro i limiti accettabili.

Se il livello di rumore supera la normale tollerabilità, il proprietario può essere obbligato a ridurre il rumore o a prendere misure per mitigarlo.

Misure di mitigazione legali … aggiungo.😂😂

Limiti di Normale Tollerabilità in Acustica

Ma quali sono questi limiti di normale tollerabilità nel campo dell’acustica?

La domanda è lecita e la risposta è diretta

  • +3 dB (decibel)

A voler essere più precisi, si tratta di un aumento di 3 decibel rispetto al valore di fondo espresso come valore percentile statistico L95, ponderato secondo la curva A con costante di tempo Fast (0,125 s).

Se volessimo tradurre dal linguaggio acustico ad un italiano tecnico ma comprensibile 😂, si potrebbe dire che

  • la soglia della normale tollerabilità è un aumento di 3 decibel rispetto al rumore di fondo.

Ricordiamoci che questo limite di tre decibel è relativo sia al periodo notturno che al periodo di riferimento diurno.

Il periodo diurno è quello che va dalle 6 del mattino alle ore 22, mentre si definisce periodo notturno in acustica ambientale quello che va dalle 22 alle 6 del mattino.

Spesso nei Piani di Classificazione Acustica o di Zonizzazione Acustica dei comuni, viene indicato un differenziale rispetto al rumore di fondo differente per il periodo notturno e il periodo diurno.

Spesso si trovano

  • differenziale di +5dB per il periodo diurno
  • differenziale di +3 dB per il periodo notturno

Ricordiamoci, però, che quei valori non rappresentano i limiti della normale tollerabilità.

Ritorniamo all’aumento dei 3 dB previsti per la normale tollerabilità.

Un aumento di tre decibel, che sembrano pochi, in realtà corrispondono ad un raddoppio della potenza sonora.

Poiché corrisponde al raddoppio della potenza sonora, possiamo assumere una relazione di questo tipo.

Se per esempio rileviamo una L95, ponderato in A e in costante Fast) di 35 dB, allora la potenza sonora della nostra sorgente potrà essere al massimo di altri 35 dB

La somma dei due logaritmi 35 db + 35db porta infatti ad un aumento di 3 decibel, ovvero 38 dB

Pertanto la nostra sorgente potrà emettere un rumore che è pari al rumore di fondo rilevato in L95.

Come Misurare Il Contributo della Sorgente per la Normale Tollerabilità?

Lo so, l’immagine non è quella di un fonometro.

Per misurare il contributo di una sorgente di emissione di rumore per la normale tollerabilità sono necessari alcuni elementi:

  • fonometro in classe 1, con certificazioni e tarature
  • Tecnico competente in acustica ambientale, iscritto in un elenco regionale e nell’elenco nazionale Enteca
  • Colla Vinilica, e forbici arrotondate.

Fatto?

Bene.

A parte il terzo punto, il tecnico competente in acustica ambientale dovrà misurare, oltre al rumore di fondo con L95, il contributo della sorgente sonora che potenzialmente può superare il limite di normale tollerabilità.

  • Sorgente con Rumore Continuo
    • immissioni stazionarie o continuative nel tempo, LAF95 sarà un buon descrittore
    • immissioni stazionarie o continuative nel tempo, con pause, LAF95 sarà un buon descrittore previo mascheramento della pause
    • immissioni stazionarie o continuative nel tempo, con componenti tonali e/o impulsive, LAF95 sarà un buon descrittore + 5dB (LC = LAF95 + 5dB sia per le componenti tonali che per le componenti impulsive)
  • Sorgente con Rumore Continuo Variabile nel Tempo
    • immissioni variabili e continuative nel tempo, LAeq sarà un buon descrittore
    • immissioni variabili e continuative nel tempo ma con pause, LAeq sarà un buon descrittore previo mascheramento delle pause
    • immissioni variabili e continuative nel tempo ma con componenti tonali e/o impulsive, LAeq sarà un buon descrittore+ 5dB (LC = LAeq + 5dB sia per le componenti tonali che per le componenti impulsive)

Ti è piaciuto l’articolo? Iscriviti alla newsletter!

Soluzione Tecnica Per Il Foro di Aerazione Senza Ponte Termico e Ponte Acustico

Nelle costruzioni nelle quali dobbiamo garantire l’aerazione di alcuni ambienti, possiamo studiare una soluzione che permetta il passaggio d’aria senza perdere in prestazioni energetiche e acustiche dell’edificio, evitando il ponte termico e il ponte acustico

Quando si spezza il ponte, entrambe le sponde continuano a esistere.

Frase letta sul web.

In alcuni ambienti delle nostre costruzioni, a volta, è necessario garantire una presa d’aria che permetta l’aerazione dell’ambiente.

Mi viene in mente, nel residenziale, il caso delle cucine per le quali è spesso necessario la realizzazione di un foro che permetta l’aerazione e/o la ventilazione.

Nel 95% dei casi, io continuo a vedere che la realizzazione avviene mediante un foro passante nella muratura, diretto, e senza nessuna protezione.

Questo foro passante per permettere l’aerazione dell’ambiente cucina genera una forte dispersione del calore interno, nonché un sicuro ponte acustico, dove il rumore è libero di entrare.

Nel testo che segue vedremo i motivi termici e acustici per i quali è da evitare la realizzazione di un foro passante, e quali sono alcune soluzioni tecniche da adottare per ridurre al minimo le dispersioni di calore e i ponti acustici

Sul Perché Realizzare un Foro Passante Per l’Aerazione degli Ambienti è Un Errore Sotto il Profilo Energetico e Acustico

L’oggetto di questo articolo non è, certamente, quello di indicare che non siano da realizzare, laddove necessari, le aerazione e ventilazioni di alcuni ambienti, come le cucine, in ossequio a quello che richiede la normativa di settore.

La soluzione tecnica maggiormente adottata, e certamente errata, è di quella di realizzare un foro passante privo di protezione che permette all’aria di entrare direttamente dall’esterno verso gli ambienti interni.

Gli ambienti interni sono quelli che le persone abitano, e per i quali ambienti le persone spendono dei soldi per riscaldare e raffrescare questi ambienti.

Non solo.

Sono gli ambienti dove le persone trascorrono il loro tempo (spesso parliamo delle mura domestiche), e sono ambienti nei quali le persone vorrebbero passare questo tempo in tranquillità.

Avere un foro che permette ai rumori di entrare direttamente, e all’aria fredda/calda di uscire/entrare, non agevola quello che si chiama “comfort termico e acustico” di detti ambienti.

Si spende tanto per riscaldare l’immobile … e poi c’è un foro che permette al calore di uscire, senza nessun ostacolo.

Oltre alla creazione di correnti d’aria che aumentano la sensazione di freddo interno agli ambienti.

O peggio ancora se analizziamo il problema sotto il profilo acustico.

Se prendiamo il caso delle nuove costruzioni, si spendono tanti soldi per far in modo che l’immobile abbia dei requisiti acustici passivi che, oltre a rispettare la normativa sulla carta, li rispettino anche nella realtà.

Progettare e realizzare una parete che abbia un potere fonoisolante alto, e poi perdersi in un dettaglio quale un foro diretto, passante, senza nessun tipo di protezione equivale ad aver realizzato una parete non prestante.

Praticamente, abbiamo buttato i soldi relativi all’isolamento acustico.

Esiste un ma … per nostra fortuna!

Esistono delle soluzioni tecniche che permettono di ovviare al problema della dispersione di calore derivante dal foro per l’aerazione e che permettono di ovviare al problema del mantenere una buona protezione dell’edificio dal rumore esterno.

Foro per l’Aerazione: Soluzioni per Evitare i Ponti Termici e i Ponti Acustici

Se nel paragrafo precedente abbiamo visto le motivazioni sul perché realizzare dei fori passanti, privi di protezione termica e acustica, rappresenta un errore sotto il profilo energetico e acustico, in questo paragrafo vedremo

I concetti fondamentali che stanno alla base delle soluzioni che vedremo sono i seguenti:

  • Aspetti Energetici:
    • far in modo che la temperatura dell’aria in ingresso sia il più possibile vicino alla temperatura dell’aria dell’ambiente interno
    • far in modo che l’aerazione non determini una discontinuità della prestazione energetica dell’involucro
  • Aspetti Acustici:
    • far in modo che il rumore in ingresso dall’esterno verso l’interno venga abbattuto mediante assorbimento durante il percorso

Sembra banale, eppure non lo è.

Di seguito vi mostro alcune soluzioni tecniche adottate per ovviare al problema del foro passante privo di protezione

evitare ponte acustico foro aerazione cucina
soluzione foro aerazione ambienti evitare ponte termico cucina

Entrambe le soluzioni proposte sopra sono delle buone soluzioni per evitare il ponte termico e il ponte acustico.

Sotto il profilo energetico, il vantaggio di entrambe le soluzioni è che si incassano all’interno dell’elemento murario e, mediante il disallineamento del foro di ingresso dal foro di uscita, evitano che esista una sezione passante non coibentata.

Inoltre l’elemento stesso è costituito di materiale coibente, e per questo il suo inserimento all’interno della struttura opaca verticale eviterà che la trasmittanza termica sia inferiore a quella della parete.

Sotto il profilo acustico, si basano entrambi su un concetto che è quello del far percorrere al suono un percorso più lungo e contorto:

  • nella prima immagine, seppur il foro di ingresso e di uscita sono allineati, tra essi vi sono delle ostruzioni, con materiali fonoassorbenti, che faranno rimbalzare il suono in un percorso più ampio e lungo pareti che ne riducano l’energia
  • nella seconda immagine, si applica lo stesso concetto di un suono che dovrà percorrere un tragitto più lungo prima di entrare negli ambienti interni, e dovrà rimbalzare lungo le pareti di materiale fonoassorbente; in questo secondo caso, i due fori sono disallineati

Entrambe le soluzioni sono molto valide.

In base al vostro caso specifico potrete scegliere l’una, l’altra, o qualsiasi altra soluzione tecnica proposta da altre case che, molto probabilmente, si baseranno sui principi sopra descritti.

Foro per l’Aerazione: Soluzioni per Risolvere i Ponti Termici e i Ponti Acustici già Esistenti

A volte possiamo progettare da zero l’immobile, ed è molto semplice prevedere queste soluzioni al fine di ottenere l’obiettivo dell’aerazione degli ambienti, senza compromettere le prestazioni energetiche e le prestazioni acustiche del nostro edificio.

Altre volte dovremo intervenire in situazioni esistenti dove il foro passante senza nessuna protezione è già stato realizzato e noi siamo chiamati a sistemare il problema.

Per nostra fortuna, esiste una soluzione tecnica anche per questo caso specifico.

Se ci troviamo un ponte termico e un ponte acustico derivanti da un foro passante, alcune case produttrici forniscono dei buoni prodotti che applicano gli stessi concetti sopra indicati, ma in una sezione cilindrica.

Provo a spiegarmi meglio con questa immagine:

soluzione ponte acustico

Sarà sufficiente inserire, in un foro già esistente e previa rimozione delle griglie, questi sistemi che permettono all’aria di entrare ma ne modificano il percorso.

In questi silenziatori, infatti, il percorso diventa spirale all’interno del cilindro, e le pareti del percorso di materiale fonoassorbente, riducono l’energia sonora prima che entri negli ambienti interni

Ecco un’altra immagine

soluzione ponte acustico soluzione ponte termico foro aerazione

Spero che le soluzioni proposte possano esserti d’aiuto.

E da tecnici smart, nelle nostre progettazioni, ricordiamoci di non dimenticare di prevedere le adeguate protezioni energetiche e acustiche dei fori di aerazione :)

Ti è piaciuto l’articolo? Iscriviti alla newsletter!

Requisiti Acustici Passivi Degli Edifici – DPCM 5-12-1997

I Requisiti Acustici Passivi Degli Edifici previsti dal DPCM 5/12/1997. Che cosa sono e che prestazioni prevedono

L’abitudine è l’intersezione di conoscenza (cosa fare), abilità (come fare) e desidero (voler fare).

Stephen Covey
@smartingegnere

I requisiti acustici passivi sono tra le peculiarità fondamentali degli elementi strutturali di un edificio, che determinano le fonti sonore/acustiche esterne e interne dell’edificio stesso. In questo video esamineremo alcune considerazioni riguardanti tali requisiti, scorri a destra per saperne di più #edilizia👷‍♂️ #ediliziatiktok #edilizia #ingegneriacivile

♬ suono originale – smartingegnere – smartingegnere

I requisiti acustici passivi degli edifici sono previsti dal DPCM 5/12/1997.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 Dicembre 1997 intitolato “Determinazione dei Requisiti Acustici Passivi degli Edifici” reca, come dice il titolo stesso, quali sono i requisiti acustici, e come vanno determinati, degli edifici.

Perchè passivi?

Perché si tratta di rumore subìto.

Ovvero determinare quali sono le prestazioni in materia di riduzione dei livelli di rumore che proviene dall’esterno verso i nostri ambienti interni che dobbiamo verificare.

Requisiti Acustici Passivi degli Edifici – Campo di Applicazione e Data di Efficacia

Fino a quando pensi che il problema stia là, quello stesso pensiero è il problema

Stephen Covey

L’articolo 1 del DPCM 5/12/1997 che disciplina i requisiti acustici passivi degli edifici definisce il Campo di Applicazione

Art. 1. – Campo di applicazione.

  1. Il presente decreto, in attuazione dell’art. 3, comma 1, lettera e), della legge 26 ottobre 1995, n. 447,
    determina i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli

    edifici e dei loro componenti in opera, al fine di ridurre l’esposizione umana al rumore.
  2. I requisiti acustici delle sorgenti sonore diverse da quelle di cui al comma 1 sono determinati dai
    provvedimenti attuativi previsti dalla legge 26 ottobre 1995, n. 447.

Come abbiamo preannunciato, lo scopo è quello della riduzione dell’esposizione umana al rumore.

E’ importante ricordarsi che, in una casa con troppi rumori, vivere diventa impossibile.

Bene … ora che sappiamo il campo di applicazione, da quando sono vigenti?

L’articolo 4 del medesimo DPCM 5/12/1997 ci indica che tale decreto si applica decorsi 60 giorni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Il DCPM 5/12/1997 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 297 del 22 dicembre 1997, il DPCM 5/12/1997 sulla determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici diventa vigente dal 19 febbraio 1998.

Tutte le nuove costruzioni o ristrutturazioni importanti la cui richiesta di titolo è successiva al 19 febbraio 1998 devono rispettare i requisiti acustici passivi degli edifici.

Requisiti Acustici Passivi degli Edifici – Che Prestazioni Si Devono Rispettare?

determinazione_valutazioni_requisiti_acustici_passivi_ambienti_edificio
Immagine tratta dal sito Poroton.it

Le prestazioni sui requisiti acustici passivi degli edifici richieste dal DPCM 5/12/1997 riguardano i seguenti aspetti

  • Prestazioni relative alle trasmissioni di rumore di Facciata
  • Prestazioni relative alle trasmissioni di rumore tra Ambienti Adiacenti
  • Prestazioni relative alle trasmissioni di rumore tra Ambienti Sovrapposti
  • Prestazioni relative alle trasmissioni di rumore per Impatto
  • Prestazioni relative agli Impianti a funzionamento continuo
  • Prestazioni relative agli Impianti a funzionamento discontinuo

A voler essere più precisi:

  • Facciata —> isolamento acustico standardizzato di facciata (D2m,nT),
  • Ambienti adiacenti o sovrapposti —> potere fonoisolante apparente di elementi di separazione fra ambienti (R’)
  • Rumore da impatto —> livello di rumore di calpestio di solai normalizzato (L’n)
  • Impianti a funzionamento continuo —> LAeq: livello continuo equivalente di pressione sonora, ponderata A
  • Impianti a funzionamento discontinuo —> LASmax: livello massimo di pressione sonora ponderata A con costante di tempo slow

Non vi spaventate, sostanzialmente il decreto prevede che gli edifici siano progettati per proteggere le persone dall’esposizione al rumore derivante dall’esterno (facciata), da altre unità immobiliari interne (ambienti adiacenti e ambienti sovrapposti), da altre unità per impatto (il calpestio delle unità adiacenti o sovrapposte), e dagli impianti delle altre unità immobiliari (o delle zone comuni).

Requisiti Acustici Passivi degli Edifici – Le Prestazioni si Differenziano per Destinazione D’Uso

requisiti acustici passivi degli edifici dpcm 5 12 1997 limiti

Com’è facilmente intuibile, il decreto sui requisiti acustici passivi degli edifici ha differenziato le prestazioni in funzione delle destinazioni d’uso.

Ecco le Tabelle A e Tabella B che, definiscono le categorie, e per ognuna di esse, le singole prestazioni per ogni tipologia di requisito.

Requisiti Acustici Passivi degli Edifici: Attenzione ai Dettagli

Tutto ciò che ho scritto prima, non è niente di interessante che già non avresti potuto leggere all’interno del DPCM 5/12/1997.

Ora voglio fornirti alcuni consigli per progettare e realizzare immobili che rispettano i requisiti acustici passivi degli edifici.

I Dettagli Sono Tutto

Nell’acustica in edilizia, i dettagli sono tutto.

Progettare una parete con una alto potere fonoisolante, e poi realizzare il classico foro di aerazione passante della cucina, vanifica totalmente la prestazione acustica della parete, rendendo inutile la progettazione e i soldi spesi per la realizzazione di quella tamponatura esterna.

O peggio ancora, posare il materassino anticalpestio senza aver posato adeguatamente la banda perimetrale che serve per desolidarizzare il pavimento dal solaio.

Senza banda perimetrale, quel tappetino anticalpetsio non serve proprio a niente.

Potrei andare avanti per ore a citare dettagli realizzativi che rendono una buona progettazione, un pessimo lavoro.

Ricordati, I Dettagli Sono Tutto!

Conclusione e sintesi – Valutazione ?

I Requisiti Acustici Passivi degli Edifici:

  • Sono disciplinati dal DPCM 5/12/1997
  • Il DPCM 5/12/1997 si applica dal 19 febbraio 1998 (60gg dalla pubblicazione in G.U.)
  • Disciplinano le prestazioni in termini di protezione acustica che un immobile deve avere
  • Le prestazioni sono differenziate per destinazione d’uso
  • Le prestazioni riguardano:
    • prestazioni di facciata
    • prestazioni per rumore aereo tra ambienti adiacenti e sovrapposti
    • prestazioni per rumore da impatto tra ambienti adiacenti e sovrapposti
    • prestazioni di protezione acustica dagli impianti (continui o discontinui)
  • In acustica edilizia, I Dettagli sono tutto!

Ti è piaciuto l’articolo? Iscriviti alla newsletter!