Akrasia: che cos’è, e perché potrebbe essere il tuo peggior nemico?
È il lavoro che non inizia mai quello che richiede più tempo per essere terminato
J.R.R Tolkien
Vi dico la mia più sincera verità: ho immaginato la vostra faccia quando avete letto la parola Akrasia.
Semplicemente, è una parola di origini greca da ἀκρασία, ossia assenza di comando.
Tratteggiata da Platone ed Aristotele, l’Akrasia è quella condizione in cui l’uomo o la donna non agisce seguendo le indicazioni della ragione ma quelle della passione del momento.
Sei mai stato in una situazione in cui hai promesso a te stesso di fare qualcosa ma poi hai fatto esattamente il contrario?
Se sì, potresti aver sperimentato ciò che gli antichi greci chiamavano “akrasia“.
Questo termine, che significa letteralmente “senza potere“, si riferisce al fenomeno in cui una persona agisce contro il proprio giudizio o le proprie intenzioni, spesso succedendo nonostante una chiara consapevolezza delle conseguenze negative.
Esploriamo questo concetto complesso e universale, cercando di capire le sue radici psicologiche e le sue implicazioni nella nostra vita quotidiana.
L’akrasia, spesso associata al concetto moderno di mancanza di autodisciplina, ha intrigato filosofi, psicologi e scienziati per secoli.
Platone e Aristotele l’hanno esaminata nei loro scritti, proponendo diverse spiegazioni per questa discrepanza tra intenzione e azione.
Alcuni sostengono che l’akrasia possa derivare da conflitti interni tra desideri a breve termine e obiettivi a lungo termine, mentre altri suggeriscono che sia il risultato di una mancanza di conoscenza o di una percezione distorta della realtà.
Le moderne teorie psicologiche hanno ampliato questa discussione, esplorando le influenze dell’ambiente, dell’autocontrollo e delle emozioni sulla nostra capacità di prendere decisioni razionali e perseguire i nostri obiettivi.
Alcuni studi suggeriscono che l’akrasia possa essere mitigata attraverso strategie di gestione dello stress, pratiche di mindfulness e tecniche di autocontrollo.
C’è un libro che mi è piaciuto molto riguardo a questa tematica, si chiama Willpower: Rediscovering the Greatest Human Strength scritto da Roy Baumeister, professore di psicologia alla Florida State University, e dal giornalista del New York Times John Tierney.
Ecco gli insegnamenti più importanti relativi alla tematica dell’akrasia che ritengo meritevoli di menzione:
- La forza di volontà è una risorsa limitata: Gli autori spiegano che la forza di volontà è come un muscolo che può essere affaticato dall’uso eccessivo. Ciò significa che le decisioni difficili o il controllo degli impulsi possono esaurire la nostra capacità di autocontrollo, rendendoci più suscettibili all’akrasia.
- Pianificazione e preparazione possono aiutare a conservare la forza di volontà: Una delle strategie consigliate nel libro è quella di pianificare in anticipo le azioni che richiedono autocontrollo. Ad esempio, stabilire degli obiettivi chiari e pianificare le azioni necessarie per raggiungerli può ridurre la necessità di prendere decisioni difficili in situazioni di tentazione.
- Fornire incentivi a breve termine può migliorare la forza di volontà a lungo termine: Gli autori discutono della teoria del “supernormale stimulant”, secondo cui fornire ricompense immediate e tangibili per comportamenti desiderati può aumentare la motivazione e la forza di volontà a lungo termine.
- L’ambiente ha un impatto significativo sulla forza di volontà: Modificare l’ambiente in cui ci troviamo può influenzare la nostra capacità di resistere alla tentazione. Ad esempio, rimuovere le tentazioni o ridurre le distrazioni può rendere più facile mantenere il controllo degli impulsi e prevenire l’akrasia.
- La pratica e la consapevolezza possono rafforzare la forza di volontà: Come per molti altri aspetti della vita, esercitare la forza di volontà e essere consapevoli dei propri pensieri e comportamenti può aiutare a migliorare la capacità di autocontrollo nel tempo.
L’Akrasia per me…..che cosa ho imparato?
Durante periodi intensi di studio universitario, ho sperimentato l’akrasia quando dovevo resistere alla tentazione di procrastinare o di dedicarmi a svaghi piuttosto che al lavoro. Questa lotta mi ha reso consapevole dei limiti della mia forza di volontà e dell’importanza di adottare strategie per gestire efficacemente le mie energie mentali.
Per affrontarla , ho adottato alcune strategie concrete. Ad esempio, ho imparato a suddividere i compiti in piccoli passi gestibili e a pianificare il mio tempo in modo da avere periodi dedicati allo studio senza distrazioni, come ho consigliato in questi due articoli sugli obiettivi smart e sugli obiettivi okr.
Per mantenere alta la mia motivazione nel lungo termine, ho stabilito degli incentivi concreti per me stesso una volta raggiunti determinati traguardi.
Ad esempio, ho promesso a me stesso di concedermi una pausa di relax o di fare qualcosa di piacevole dopo aver completato una serie di task impegnative.
Devo ammettere che focalizzandomi su questi “premi”, mi ha aiutato tanto.
Sono consapevole dell’importanza di creare un ambiente favorevole alla concentrazione e alla produttività.
Ho organizzato il mio spazio di lavoro in modo da ridurre le distrazioni e favorire la mia concentrazione.
Inoltre, ho sviluppato abitudini come la meditazione e la respirazione profonda per gestire lo stress e mantenere alta la mia forza di volontà nel lungo periodo.
Parallelamente alla mia esperienza personale, trovo interessante notare il legame tra l’akrasia e la professione di ingegnere.
Gli ingegneri, con la loro dedizione alla risoluzione di problemi complessi e alla realizzazione di progetti ambiziosi, si trovano spesso ad affrontare sfide simili a quelle della akrasia.
Durante progetti lavorativi impegnativi, ho affrontato sfide simili a quelle dell’akrasia.
Ad esempio, ho dovuto resistere alla tentazione di prendere scorciatoie o di cedere alla pressione per delle consegne in tempi stretti, concentrandomi invece sulla qualità del lavoro e sul perseguire gli obiettivi prefissati.
Queste esperienze mi hanno insegnato l’importanza della disciplina e della coerenza nel perseguire i risultati desiderati senza mai mollare un centimetro.
Tuttavia, proprio come nell’affrontare l’akrasia nella vita personale, gli ingegneri possono adottare strategie per migliorare la loro resistenza mentale e la capacità di rimanere concentrati sui loro obiettivi a lungo termine. L’adozione di metodologie di project management efficaci, la collaborazione con colleghi solidali e la pratica della riflessione e dell’autovalutazione possono aiutare gli ingegneri a superare le sfide e a mantenere la coerenza tra intenzione e azione.
Adottare un approccio consapevole alla gestione del tempo e delle risorse, insieme alla capacità di gestire lo stress e le pressioni del lavoro, può aiutare gli ingegneri a mantenere alta la loro forza di volontà e a perseguire con successo i loro obiettivi professionali.
Attraverso una combinazione di disciplina personale, resilienza e impegno verso l’eccellenza, gli ingegneri possono superare le sfide dell’akrasia e realizzare progetti di successo che contribuiscono al progresso e al benessere della società.
Quindi, abbiamo visto come l’akrasia possa essere una brutta bestia se non gestita a dovere.
Il consiglio migliore che posso darti, da tecnico smart e amico, è quello di cercare di non perdere mai la propria rotta durante il cammino, che sia professionale o meno.
