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Come Richiedere la Certificazione dei Contributi Versati Inarcassa

Dove troviamo la Certificazione dei Contributi versati ad Inarcassa? Come possiamo chiedere la Certificazione dei Contributi Versati ad Inarcassa? E perchè è importante richiedere il certificato dei contributi versati Inarcassa?

In questo articolo vediamo l’importanza di chiedere la certificazione dei contributi versati ad Inarcassa nell’anno precedente a quell’ in corso.

Vediamo anche, step by step, come si può chiedere il certificato dei contributi versati ad Inarcassa, in che forma si presenta, a chi dobbiamo consegnarlo e che cosa ci permette di recuperare.

Eh sì, perchè (e qui anticipo il punto importante) richiedere la certificazione dei contributi versati ad Inarcassa ci permette di risparmiare sulle imposte che andremo a versare.

Andiamo per ordine, e vediamo il perchè è importante, e quanto possiamo risparmiare.

Certificazione dei Contributi Versati Inarcassa: perchè è importante?

Non sono un commercialista, quindi potrei farei confusione sui termini tecnici da adottare; lasciami passare, quindi, qualche imprecisione e concentriamoci sulla sostanza.

Diciamo la verità … a nessuno piace pagare le tasse e/o le imposte. 🥲

Ecco perchè, laddove la legge lo permette, è importante andare a dedurre tutto ciò che è possibile dedurre in sede di dichiarazione dei redditi, al fine di abbattere la quota parte sul quale saranno calcolate le tasse.

La certificazione dei contributi versati ad Inarcassa, almeno in parte e poi vedremo quale parte, contribuisce alla riduzione della base imponibile sul quale sarà calcolata l’imposta.

Partiamo da quello che possiamo definire un assioma 😂

Sono deducibili dal reddito complessivo le somme versate a titolo di contributi previdenziali e assistenziali in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché i contributi volontari versati alla gestione della forma pensionistica obbligatoria d’appartenenza

Tradotto:

  • Fatturi 100k
  • Spendi 30k
  • Base imponibile 70k

Da questa base imponibile di 70k puoi dedurrei contributi che hai versato ad Inarcassa.

Aggiorniamo il calcolo:

  • Fatturi 100k
  • Spendi 30k
  • Base imponibile 70k
  • Contributi versati Inarcassa 15k
  • Nuova base imponibile 55k

Su questi 55k, andrai a pagare le tue aliquote di imposta Irpef.

Certificazione dei Contributi Versati Inarcassa: Attenzione, non tutti sono deducibili!

I contributi versati ad Inarcassa che si possono portare in deduzione non sono tutti quelli versati, ma solo quelli versati come

  • Contributo soggettivo
  • Contributo maternità
  • Contributo paternità

Non concorre il contributo integrativo.

Se non sei un iscritto ad Inarcassa, il concetto è il medesimo. Sostituisci la parola Inarcassa con la tua Cassa di Previdenza (ad esempio la Gestione Separata INPS o la Cassa Geometri).

Certificazione dei Contributi Versati Inarcassa: perchè è importante nel Forfettario?

Anche nel regime forfettario è importante chiedere la certificazione dei contributi versati ad Inarcassa.

Il ragionamento che si effettua è il medesimo di qualunque regime, quindi se riprendiamo il calcolo sopra indicato, con delle cifre compatibili con il regime forfettario, abbiamo:

  • Fatturi 80k
  • La percentuale di spese, assunta forfettariamente è il 22%, quindi si calcola il 78% degli 80k, ovvero 80k*0,78 = 62,4k
  • Base imponibile 62,4k
  • Contributi versati 8k
  • Nuova base imponibile 62,4k – 8k = 54,4k
  • Se il tuo regime è al 15%, allora pagherai 54,4k * 0,15 = 8,16k

Certificazione dei Contributi Versati Inarcassa: quanto si risparmia?

Come abbiamo visto dagli esempi numerici precedenti, richiedere ad Inarcassa la certificazione dei contributi previdenziali versati ci permette di risparmiare sulle imposte che dovremo versare.

Ma quanto si risparmia?

Il risparmio dipende dal vostro regime fiscale e dalle aliquote che dovete versare.

Ecco la formula da applicare:

Contributi Versati x La tua aliquota di imposta

Se sei un forfettario al 15%, quello che risparmio è quindi pari a Contributi Versati x 015 (o 0,05 se sei nel regime al 5%).

Se sei un soggetto IRPEF, invece, il calcolo è analogo ma dovrai sostituire 0,15 con l’aliquota IRPEF al quale sei soggetto in funzione del tuo reddito.

Certificazione dei Contributi Versati Inarcassa: Come Richiederla e Dove trovarla

Richiedere e trovare la certificazioen dei contributi versati ad Inarcassa è più semplice di quanto possa sembrare.

Sarà sufficiente

  • entra nel sito Inarcassa Online, tramite SPID o CIE.
  • seleziona l’utenza desiderata
    • se hai una sola utenza è facile
    • se hai più utente, come nel mio caso anche quella di una Società tra professionisti, dovrai selezionare quella relativa alla tua persona fisica, quindi quella con il tuo cognome e nome, dove c’è “Associato”
  • Cliccare su “Domande e Certificati” e dal menu a tendina che si apre scegliere “Certificati”
  • Cliccare su “Certificato dei Versamenti
  • Si apre una pagina in cui dobbiamo eseguire 4 step; il primo è un’informativa e sarà sufficiente cliccare su “Avanti
  • Nei “Dati della Richiesta” dovremo selezionare
    • l’anno di nostro interesse (ad esempio l’ultimo anno disponibile)
    • sul tipo di contributi, potete selezionarli tutti, sarà poi il commercialista a dedurre solo quelli deducibili
    • natura del versamento: capitale e interessi
  • Vi apparirà una tabella di riepilogo, cliccate su “Richiedi Certificazione
  • e otterrete, dopo pochi minuti, il certificato via PEC e nella vostra casella Inarbox

Ecco le immagini che spiegano il procedimento di richiesta della certificazione dei contributi versati Inarcassa, step by step

certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla - 1 accesso
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla – 1 accesso
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla - 2 selezione utenza associato
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla – 2 selezione utenza associato
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla - 3 certificati
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla – 3 certificati
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla - 3 certificato dei versamenti inarcassa
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla – 3 certificato dei versamenti Inarcassa
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla - 4 step1 - avanti
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla – 4 step1 – avanti
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla - 5 step2 - scelta anno e natura
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla – 5 step2 – scelta anno e natura
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla - 6 step3 - scelta anno e natura
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla – 6 step3 – scelta anno e natura
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla - 7 - dove trovo certificazione contributi inarcassa
certificazione contributi versati ad inarcassa come richiederla e dove trovarla – 7 – dove trovo certificazione contributi inarcassa

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Durc di Congruità e Responsabilità del Direttore dei Lavori

Per la rubrica “non tutti sanno che…”, oggi parliamo di Durc di Congruità e della responsabilità in capo al Direttore dei Lavori, o, in quali casi, del Committente.

Il Durc di congruità è uno strumento di “recente” introduzione (eh sì, anche se sono passati 4 anni dalla sua introduzione, lo possiamo definire ancora recente), che serve per verificare la congruità dei costi della manodopera in relazione ai cantieri edili.

Ma perchè è così importante, per noi tecnici smart occuparci del DURC di Congruità?

Risposta semplice … perchè per i lavori privati, quel simpaticone del legislatore ha spostato la responsabilità della verifica dal committente al Direttore dei Lavori.

Che ok, vabbè, era un’attività che già molti di noi facevano.

Tuttavia, avendo spostato la responsabilità verso il Direttore dei Lavori, sono passate in capo a noi anche le possibili sanzioni.

Ta daaaaa…

Andiamo per ordine e facciamo un passo indietro.

durc di congruità direttore dei lavori responsabilità sanzioni

Durc di Congruità: Quando è obbligatorio

Il Durc di congruità è stato introdotto dal Decreto Legge 16 luglio 2020, n. 76 “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitali” conosciuto come Decreto Semplificazioni, e successivamente convertito con alcune modifiche nella Legge 120/2020.

Il successivo Decreto Ministeriale 143/2021 ne ha dettato le regole applicative.

Ora, senza entrare troppo nel merito, vediamo alcuni concetti chiave che, come tecnici smart, dobbiamo sapere.

Il Durc di congruità è obbligatorio dal 1° novembre 2021 per tutti i lavori pubblici e privati (noi ci concentriamo sui privati) il cui importo complessivo dei lavori sia superiore a 70k (settanta mila euro).

Da questi lavori sono escluse, però, le aree colpite dal terremoto del 2016.

Durc di Congruità: Che cosa si intente “tutti i lavori il cui importo complessivo sia superiore a 70k”?

Per verificare se un cantiere (lavoro) è soggetto al durc di congruità, il primo aspetto che dobbiamo verificare è l’importo totale dei lavori.

Per importo totale dei lavori, si intente tutti i lavori del cantiere, comprese tutte le opere e forniture, e non solo le parti edili o le parti affidate all’impresa edile.

Tutti.

Esempio:

Ho un cantiere con importo totale di realizzazione dell’opera di 80k, divisi in 50k di lavori edili comprese forniture e 30k tra impianti e infissi.

Il cantiere è soggetto all’obbligo di attestazione della congruità della manodopera, pertanto sarà obbligatorio richiedere l’attestazione del Durc di Congruità.

Facciamo un altro esempio:

Ho un cantiere con importo totale di realizzazione delle opere di 69k più iva.

Il cantiere non è soggetto all’obbligo di attestazione della congruità della manodopera, pertanto non sarà obbligatorio richiedere l’attestazione del Durc di congruità.

Durc di Congruità: Le responsabilità del Direttore dei Lavori

Bene, veniamo alle note dolenti.

Negli appalti privati di valore complessivo pari o superiore a 70.000 euro, il versamento del saldo finale da parte del committente è subordinato all’acquisizione, da parte del Direttore dei lavori, ove nominato, o del committente stesso, in mancanza di nomina, dell’attestazione di congruità. Il versamento del saldo finale, in assenza di esito positivo della verifica o di previa regolarizzazione della posizione da parte dell’impresa affidataria dei lavori, comporta la sanzione amministrativa da euro 1.000 ad euro 5.000 a carico del direttore dei lavori o del committente, in mancanza di nomina del direttore dei lavori.

Che roba quel testo?

E’ il comma 12 dell’articolo 29 “Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del lavoro irregolare” del DL 19/2024 “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).”

Senza dilungarci troppo, il legislatore ha visto bene di prevedere due azioni importanti:

  • non procedere da parte del committente al pagamento della rata di saldo all’impresa
  • spostare la responsabilità dell’acquisizione del Durc di congruità dal committente al Direttore dei Lavori, quando nominato (diversamente la responsabilità rimane al committente)
  • prevedere una sanzione da 1000 a 5000 euro per il Direttore dei Lavori o il Committente (in assenza di DL)

Tale norma è chiara, ma presenta comunque qualche dubbio:

Che succede se il Direttore dei Lavori non autorizza il pagamento della rata di saldo per assenza del Durc di Congruità eppure il committente procede ugualmente al pagamento della rata di saldo?

Seppur non sia una risposta ufficiale, ma sia più una mia considerazione di buon senso, mi pare lapalissiano che qualora il Direttore dei Lavori sia in grado di dimostrare di aver adempiuto al proprio dovere di richiesta e non autorizzazione alla data di saldo in assenza di certificazione regolare del durc di congruità, la responsabilità sia totalmente del committente.

E di conseguenza anche la sanzione amministrativa.

Consiglio smart: lasciamo traccia (pec) delle comunicazioni ufficiali di NON autorizzazione a procedere della rata di saldo da parte del committente!

Altro dubbio forte, vista l’indicazione normativa è: ma quant’è la rata di saldo che dobbiamo far lasciare al committente?

E’ certamente qualcosa da prevedere in sede di redazione di contratto d’appalto tra il committente e l’impresa, e noi come Direzione dei Lavori dovremo essere interpellati per poter indicare quella che sia una modalità di pagamento compatibile con questa norma, e lasciare a fondo di garanzia una quota parte eventualmente di cui non autorizzare il pagamento come previsto dalla norma.

Durc di Congruità: Quali altri adempimenti dobbiamo far rispettare?

Esistono degli ulteriori adempimenti, disposti da leggi differenti, che ci impongono qualche altro obbligo applicativo a cui dobbiamo prestare attenzione.

Per tutti i lavori sopra i 70k, secondo le modalità di calcolo già indicate sopra, esistono alti due obblighi:

  • l’indicazione del CCNL applicato ai lavoratori nel contratto di appalto
  • l’indicazione del CCNL applicato ai lavoratori nelle fatture

Questi sono ulteriori adempimenti necessari in materia di bonus fiscali.

Qualora i lavori non rientrino nei limiti dei 70k, o per altro motivo valido, si potranno indicare sia nel contratto che nelle fatture i motivi di non applicazione della norma sull’indicazione del CCNL applicato.

Questi ulteriori adempimenti hanno validità per tutti i contratti di appalto e ai lavori edili successivi al 27 maggio 2022.

Durc di Congruità: Dove, chi, e come si richiede?

La richiesta viene fatta dall’impresa appaltatrice, ed è molto semplice.

Si procede sul sito CNCE EdilConnect link https://www.congruitanazionale.it/Home/AssistenzaBase

Durc di Congruità: Se arriva l’attestazione negativa, che cosa dobbiamo o possiamo fare ?

Correre … veloce!

In realtà, il qualità di Direttore dei Lavori dovremo limitarci a dare evidenza al committente della certificazione di non regolarità del Durc di congruità, e pertanto come previsto dalla norma non possiamo autorizzare il pagamento della rata di saldo.

Sempre in relazione al nostro ruolo di DL, ritengo che sia possibile annunciare alla ditta non regolare che può procedere alla regolarizzazione in modo da poterci fornire l’attestazione.

Attestazione regolare con la quale possiamo autorizzare il pagamento finale.

La regolarizzazione è semplice: l’impresa potrà chiedere la regolarizzazione e verrà accordato un piano di rateizzazione, con il pagamento della quale (già dalla prima rata) verrà rilasciata l’attestazione positiva del Durc di congruità.

E se l’impresa non si mette in regole?

In questo caso, viene segnalata alla banca dati nazionale delle imprese irregolari con effetti per le successive richieste di regolarità contributiva e regolarità contributiva congrua.

Durc di Congruità: sintesi smart

  • E’ necessario per tutti i lavori sopra i 70k (iva esclusa)
  • Si applica per tutti i lavori iniziati dopo il 1 novembre 2021
  • Per lavori si intendono tutti i lavori di realizzazione dell’opera e non solo quelli edili
  • E’ onere del Direttore dei Lavori recuperare dalla ditta affidataria il Durc di congruità
  • Se il Direttore dei Lavori non è nominato, la responsabilità è del committente
  • Se l’impresa non fornisce il Durc di congruità, non ha diritto alla rata di saldo
  • Se viene comunque pagata la rata di saldo, il Direttore dei Lavori e/o il Committente ricevono una sanzione amministrativa che può andare da 1000 euro a 5000 euro
  • Esistono altri adempimenti, in materia di detrazione fiscale da rispettare per i lavori sopra i 70k e sono:
    • obbligo di indicazione del CCNL applicato nelle fatture
    • obbligo di indicazione del CCNL applicato
    • questi ulteriori obblighi si applicano per tutti i lavori successivi al 27 maggio 2022
  • Se viene rilasciata un’attestazione di non regolarità del Durc di congruità, l’impresa può sempre sistemare la sua posizione mediante un piano di regolarizzazione da concordare
  • il Durc di congruità si richiede tarmite il portale CNCE EdilConnect

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