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Permesso di Costruire: il Silenzio Assenso e l’Autorizzazione Paesaggistica. Che Regola si Applica?

Al permesso di costruire si applica la disciplina del silenzio assenso nel caso in cui l’amministrazione non risponda entro i termini. Nei casi in cui è necessaria l’autorizzazione paesaggistica, si applica ancora la regola dell’assenso per silenzio? E se l’istanza del Permesso di Costruire non è corretta e/o completa, si forma comunque il silenzio assenso?

Permesso di costruire, silenzio assenso, e autorizzazione paesaggistica (vincolo paesaggistico).

Il dubbio sulla formazione del silenzio assenso applicato al permesso di costruire nei casi in cui il nostro progetto si trova in un abito sottoposto a tutela del paesaggio, per i quali interventi è necessaria la richiesta di autorizzazione paesaggistica, sono dubbi ricorrenti, legittimi, e che meritano un approfondimento.

Partiamo dalla base normativa che istituisce la formazione del silenzio assenso sulla domanda del permesso di costruire qualora il responsabile dell’ufficio non abbia risposto entro il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo, o non abbia opposto alcun diniego motivato.

Il silenzio assenso applicato al permesso di costruire deriva dal comma 8 dell’art 20 del DPR 380/2001 “Testo Unico dell’Edilizia”, che recita:

art.20-c.8.Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo, ove il dirigente o il responsabile dell’ufficio non abbia opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il silenzio-assenso, fatti salvi i casi in cui sussistano vincoli relativi all’assetto idrogeologico, ambientali, paesaggistici o culturali, per i quali si applicano le disposizioni di cui agli articoli da 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241. Fermi restando gli effetti comunque prodotti dal silenzio, lo sportello unico per l’edilizia rilascia anche in via telematica, entro quindici giorni dalla richiesta dell’interessato, un’attestazione circa il decorso dei termini del procedimento, in assenza di richieste di integrazione documentale o istruttorie inevase e di provvedimenti di diniego; altrimenti, nello stesso termine, comunica all’interessato che tali atti sono intervenuti.

Comma 8 Articolo 20 del DPR 380/2001 “Testo Unico dell’Edilizia”

Decorso inutilmente il termine … sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il silenzio assenso

Nei prossimi paragrafi vedremo due casi in cui si applica (o no) la formazione del silenzio assenso al permesso di costruire:

  • il primo caso riguarda la domanda del permesso di costruire per immobili ricadenti in ambiti vincolati sotto il profilo paesaggistico, quindi con intervento soggetto all’ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica: in questo caso, si forma il silenzio assenso sulla domanda del permesso di costruire?
  • il secondo caso, la cui applicazione si può intendere a prescindere dall’esistenza del vincolo (non necessariamente paesaggistico), riguarda la formazione del silenzio assenso sulla domanda del permesso di costruire, nei casi in cui istanza è incompleta e/o errata.

Permesso di Costruire: il Silenzio Assenso si forma sulla domanda del Permesso di Costruire anche se è necessaria l’Autorizzazione Paesaggistica?

No.

E si potrebbe chiudere così, con una risposta netta.

Se proprio non vi fidate, ecco spiegate le motivazioni. 😉

Si può facilmente affermare che, nel caso in cui sia necessaria l’autorizzazione paesaggistica, sulla domanda del permesso di costruire non si forma l’assenso per silenzio, una volta decorsi i termini.

La prima motivazione la troviamo nel comma 8 dell’articolo 20 del Testo Unico dell’Edilizia sopra riportato.

Nel comma 8, continuando con la lettura, troviamo i casi di esclusione della formazione del silenzio assenso al permesso di costruire:

fatti salvi i casi in cui sussistano vincoli relativi all’assetto idrogeologico, ambientali, paesaggistici o culturali, per i quali si applicano le disposizioni di cui agli articoli da 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Estratto dal Comma 8 Articolo 20 del DPR 380/2001 “Testo Unico dell’Edilizia”

Seppur spesso le norme nel nostro settore dell’edilizia siano di difficile comprensione, in questo caso mi pare che sia tutto chiaro: nel caso di sussistenza di vincoli paesaggistici, non si applica il silenzio assenso alla domanda del permesso di costruire.

In realtà, il caso di esclusione dell’applicazione del silenzio assenso alla domanda del permesso di costruire si applica non solo nel caso di sussistenza di vincolo paesaggistico, ma anche nel caso di sussistenza di vincoli di ulteriore natura: come riporta il comma 8 dell’art. 20 del DRP 380/2001, i casi di esclusione sono estesi agli interventi da realizzarsi in aree o immobili in cui sussistano involi ambientali, culturali o di natura idrogeologica.

Da qui, però, sorge un’ulteriore domanda: e se abbiamo già ottenuto l’autorizzazione paesaggistica, si applica il silenzio assenso alla domanda del permesso di costruire?

Per rispondere dobbiamo ricorrere alla giurisprudenza del Consiglio di Stato, e precisamente alla sua sentenza n. 10459 del 2024.

Permesso di Costruire: se ho già ottenuto l’Autorizzazione Paesaggistica, si forma il Silenzio Assenso sulla domanda del Permesso di Costruire?

No.

In questo caso mi viene da aggiungere, “purtroppo”, ma è solo una mia valutazione che nulla aggiunge al concetto che, in qualità di tecnici smart, dobbiamo portarci a bagaglio.

La risposta, come vi anticipavo, deriva dall’espressione dei giudici del Consiglio di Stato con la Sentenza n.10459/2024, dal quale leggiamo:

La disciplina sul silenzio assenso non era nella specie applicabile, come correttamente ha statuito il Giudice di primo grado, in ragione del vincolo gravante sulla zona e in assenza di stipula della convenzione.

Sotto un primo profilo, nessun rilievo può avere la circostanza che il ricorrente abbia ottenuto l’autorizzazione paesaggistica n. 1011/2017 (peraltro scaduta), poiché è acquisito (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 17 maggio 2023 n. 4933) che “In materia ambientale e paesaggistica non si può procedere per silenzio-assenso bensì per provvedimenti espliciti (art. 20, comma 4, legge n. 241 del 1990).” (cfr. altresì T.a.r. Veneto, Sez. II, 16 agosto 2022, n. 1295, con argomentazioni che questo Collegio ritiene di condividere secondo cui «… La sola esistenza del vincolo paesaggistico vale ad escludere in radice l’operatività del silenzio-assenso, anche se sia già stata ottenuta l’autorizzazione paesaggistica. In tal senso, TAR Lazio, Sede di Latina, Sezione Prima, sentenza 23/02/2018, n. 94 ha condivisibilmente ritenuto che “a) sul piano letterale l’articolo 20, comma 8, d.P.R. 06/06/2001, n. 380 esclude l’operatività del silenzio-assenso in caso di ambiti soggetti a vincolo paesaggistico; ciò implica che in tali ambiti si applichi la regola generale secondo cui i procedimenti amministrativi sono definiti mediante atto espresso; … b) questa interpretazione è d’altro lato coerente con la previsione dell’articolo 20 della legge 07/08/1990, n. 241 che nel disciplinare in generale l’istituto del silenzio assenso (e l’articolo 20, comma 8, altro non è che una manifestazione specifica di esso) ne esclude l’operatività (con conseguente necessità in tal caso del provvedimento espresso) per “atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l’ambiente, la tutela dal rischio idrogeologico” … questa soluzione – che pur potrebbe apparire eccessivamente formalistica – non limita particolarmente l’interesse di colui che abbia già ottenuto il necessario atto di assenso, avendo questi a disposizione lo strumento del silenzio-rifiuto al fine di costringere l’amministrazione a pronunciarsi in modo espresso”. …»).

Estratto dalla Sentenza del Consiglio di Stato n.10459/2024<

Anche le Sentenze, spesso, sono di difficile lettura.

Ma non in questo caso specifico.

Dalla Sentenza del Consiglio di Stato n. 10459/2024, il concetto estratto è tanto chiaro:

“la sola esistenza del vincolo paesaggistico vale ad escludere l’operatività del silenzio assenso, anche se sia già stata ottenuta l’autorizzazione paesaggistica”.

Se si prosegue nella lettura dell’estratto della Sentenza CdS n. 10459/2024, i giudici spiegano che tale interpretazione non è altro che una lettura dell’articolo 20 comma 8 nel quale si trova, espresso chiaramente, che la sola sussistenza dei vincoli esclude la possibilità di avvalersi della formazione del silenzio assenso applicato alla domanda del permesso di costruire.

Permesso di Costruire: il Silenzio Assenso si forma se la domanda di Permesso di Costruire è errata o incompleta?

Risponderò a questa domanda in modo più approfondito con un articolo specifico.

Per ora, ci possiamo ritenere soddisfatti se continuiamo nella lettura della Sentenza del Consiglio di Stato n. 10459/2024, dalla quale ho ritenuto utile riportare un altro estratto che risponde alla domanda:

“il Silenzio Assenso si forma se la domanda di Permesso di Costruire è errata o incompleta?”

No. 🥲

In realtà a me non era mai venuto questo dubbio, tuttavia ritengo che sia un dubbio legittimo.

Continuando con la lettura della Sentenza del Consiglio di Stato n. 10459/2024, si legge:

Sul punto Cons. Stato, Sez. VI, 8 settembre 2021, n. 6235 ha evidenziato che:

“il silenzio assenso, di cui all’art. 20 del d.P.R. n. 380/2001, costituisce uno strumento di semplificazione amministrativa e non di liberalizzazione, con la conseguenza che la formazione del titolo abilitativo per silentium non si perfeziona con il mero decorrere del tempo, ma richiede la contestuale presenza di tutte le condizioni, i requisiti e i presupposti richiesti dalla legge per l’attribuzione del bene della vita richiesto, di modo che esso non si configura, ad esempio, in difetto di completezza della documentazione occorrente”.

Estratto dalla Sentenza del Consiglio di Stato n.10459/2024

La formazione del silenzio assenso non si forma con il solo decorrere del tempo.

Richiede la presenza di tutti requisiti, tutti i presupposti e tutte le condizioni, richiesti dalla legge.

La completezza e correttezza della documentazione necessaria sono, quindi, elementi necessari affinché possa ritenersi formato il silenzio assenso sulla domanda del permesso di costruire.

Permesso di Costruire, Silenzio Assenso, Autorizzazione Paesaggistica – Sintesi Smart

  • Il silenzio assenso si applica al permesso di costruire come previsto dall’articolo 20 comma 8 del DPR 380/2001 Testo Unico dell’Edilizia
  • Il silenzio assenso non si applica nel caso in cui sussistano vincoli paesaggistici, culturali, ambientali, idrogeologici
  • Se ho già ottenuto l’autorizzazione paesaggistica, comunque non si applica la formazione del silenzio assenso alla domanda del permesso di costruire
  • Il silenzio assenso non si perfeziona con il solo decorrere del tempo
  • Il silenzio assenso non si perfeziona con il solo decorrere del tempo, ma richiede la completezza e correttezza della documentazione necessaria
  • Il silenzio assenso non si perfeziona con il solo decorrere del tempo, ma necessita che siano presenti contestualmente tutte le condizioni, i requisiti, e i presupposti, che la legge richiede.

Ti è piaciuto l’articolo? Scarica il testo della Sentenza del CdS n. 10459/2024, e iscriviti alla newsletter!

Il Potere del Silenzio: Quando Non Devi Perdere l’Ennesima Buona Occasione per Stare Zitto

Vediamo cinque più una buone motivazioni per non perdere nessuna buona occasione per stare zitto.

La cosa più grande è sapere quando parlare e quando stare zitti.

Seneca

Esistono tante occasioni nel lavoro, e ancor di più nella vita, dove l’unica azione intelligente da fare è quella di preferire il silenzio al “dare aria alla bocca”.

Esatto, hai capito bene.

Devi stare zitto.

Sshhhh.

Muto.

Silenzio.

Nel testo che segue vedremo cinque più una buone occasioni da non perdere assolutamente per rimanere in silenzio: si tratta di casi in cui l’unica strategia da consigliare è quella di preferire il silenzio al parlare, in modo da ridurre al minimo il “danno potenziale” e in modo da salvare le relazioni con i committenti.

  • Assioma: Non Perdere Nessuna Buona Occasione Per Stare Zitto
  • Buona Occasione 1: Cliente Scontenti
  • Buona Occasione 2: Lavata di “Capo”
  • Buona Occasione 3: Evita la Discussione
  • Buona Occasione 4: Potenziale Cliente
  • Buona Occasione 5: Riempiere i “Vuoti”
  • BONUS – Buona Occasione 6: Se Parli, Non Impari!
  • Cerca Sempre di Non Perdere Nessuna Buona Occasione Per Stare Zitto

Assioma: Non Perdere Nessuna Buona Occasione Per Stare Zitto

Non Perdere Mai una Buona Occasione Per Stare Zitto

Will Rogers

Il caro Will aveva ragione da vendere.

Il silenzio è d’oro. Nel testo che segue, vedremo cinque più una buone motivazioni, ma, soprattutto, buone occasioni nelle quali stare zitto è un’ottima strategia smart per aiutarci nella vita e nel lavoro.

Questo ci porterà alla conclusione coincidente con l’assioma di partenza: il nostro modus operandi nel lavoro (e anche nella vita), da oggi in poi, dovrà essere sempre impostato sul non perdere nessuna buona occasione per stare in silenzio.

Buona Occasione 1: Cliente Scontenti

Volevo urlare quello che sentivo, ma sono rimasto zitto per paura di non essere capito.

Charles Bukowsky

E chi, se non il buon Bukowsky, poteva esprimere al meglio, in poche parole, questo grande concetto?

E se mi è concesso, la trasformerei in

… sono rimasto zitto per paura di essere capito.

A volte, si fanno più danni se si viene capiti!

Nel lavoro può sempre capitare di incappare in un momento in cui il cliente non è contento, e può sfogarsi verso di noi.

Le motivazioni sono disparate, e non sempre la causa è il nostro lavoro: una giornata storta, una relazione che non funziona, o semplicemente le palle girate … purtroppo capita.

L’unica cosa intelligente (smart) che possiamo fare?

Zitti.

Non possiamo evitare che il cliente abbiamo quella giornata in cui ci chiama o ci chiede un appuntamento solo per vomitarci addosso tutte le frustrazioni che ha, e che si concentrano sul nostro operato. Di punto in bianco sembra che le cause di tutti i mali della loro vita siano riconducibili al nostro operato, ed ecco la sfuriata degna della peggior scenata napoletana.

Niente. Non possiamo evitarlo.

Allora come reagire?

In questo caso, il silenzio è d’oro.

Sono momento particolari in cui tutto ciò che viene detto è frutto di emozioni e non necessariamente ricalca la realtà; sono quei momenti in cui escono quelle parole pesanti che non devono uscire, ma che una volta pronunciate possono compromettere totalmente il rapporto.

Siamo tecnici professionali e smart: non lasciamoci trasportare dalle emozioni del momento.

Lo so, la voglia di mandare a quel paese quello strnz è fortissima; eppure un atteggiamento ZEN, di totale calma, è l’unico approccio utile e interessante da esplorare.

Dobbiamo ricordarci alcune cose fondamentali:

  • Noi siamo professionisti, e non ci facciamo trasportare in discussioni accese o in scenate da cui non si esce. Lasciamo sfogare, assorbiamo il colpo e andiamo avanti
  • La soddisfazione momentanea di “dirgliene quattro” e la soddisfazione momentanea di mandarlo a quel paese o insultarlo è, appunto momentanea. Se vuoi lasciare un buon ricordo a lungo termine, se vigliamo essere ricordati come dei signor*, ci sta anche ingoiare il rospo e cercare di andare avanti senza dare troppo peso alle parole che anche il committente poteva evitarsi

Anche se alcuni clienti è meglio perderli che trovarli, noi siamo professionisti smart, e ci comportiamo come tali.

Come possiamo agire contro questi atteggiamenti?

Possiamo solo lavorare in prevenzione: possiamo lavorare al meglio per prevenire che queste cose succedano.

Una volta che accadono, però, zitti.

Il silenzio è d’oro!

Buona Occasione 2: Lavata di “Capo”

Quando il mio capo mi ha chiesto chi è lo stupido, io o lui? Gli ho risposto che tutti sanno che lui non assume persone stupide.

Anonimo

Ecco, la frase citata sopra è una dimostrazione dell’ennesima buona occasione persa per stare zitti.

Certo, se sei fortunato il tuo capo, nemmeno l’ha capita.

Se però non sei fortunato, e lui la capisce (o qualcuno gliela spiega), quali pensi che saranno le conseguenze ?

Esatto. Potevi evitare.

Ahhh .. ma sai che goduria che ho provato nel dirglielo?

Immagino sia una gran bella soddisfazione, che però non porta a niente se non a soddisfare il mostro che è dentro di te.

Le soddisfazioni che ti devi “togliere” nella vita, sono altre. Rispondere al capo non migliora la tua vita.

Vantaggi per te? Soddisfazione momentanea. Effimera.

Svantaggi per te? Inferno lavorativo a lungo termine.

Attenzione, questo concetto non deve tradursi nell’accettare qualunque atteggiamento che proviene dall’alto; non significa che si deve avere un atteggiamento remissivo e subire tutte le angherie che arrivano dall’alto.

Ci sono altri modi, che dipendono dall’occasione, che possono essere più utili rispetto a rinfacciare al tuo capo che è un collie incrociato con uno spinone (un collione cit.)

Nella stragrande maggioranza dei casi, ricorda:

Zitto. Ci guadagni in salute a lungo termine.

E’ un po’ come con i gratta e vinci: chi gioca ti dirà che se non giochi non vinci. Per me, vinci ogni volta che scegli di non giocare.

Ecco, scegli di non giocare.

Buona Occasione 3: Evita la Discussione

L’Unico Modo per Vincere una Discussione è Evitarla

Non ricordo chi lo disse, ma quanta verità in una sola frase!

Le discussioni non portano mai a niente di buono.

Lo scopo delle persone nelle discussioni è solo quello di avere ragione: la ragione è dei fessi.

L’uomo comune ragiona. Il saggio tace. Il fesso discute.

Noi siamo quelli saggi. Noi siamo smart.

Vuoi vincere in una discussione? Evitala

Anche in questo caso, l’unico atteggiamento proattivo che possiamo avere in una discussione non è quello di arroccarci nella nostra idea (come invece fa la maggior parte dei nostri interlocutori), ma quello di esplorare il punto di vista del nostro interlocutore per apprendere e comprendere le sue motivazioni.

E lo possiamo fare solo stando in silenzio ad ascoltare, senza perdere l’ottima occasione per stare zitti.

E anche se non sposeremo mai quelle idee bislacche del nostro interlocutore, il nostro obiettivo è quello di conversare, di imparare e di crescere.

Non di vincere o avere ragione.

Ah dimenticavo.

Un ultimo consiglio fondamentale: aumentare il tono della voce, non aumenta il grado di verità della tua idea o posizione.

Buona Occasione 4: Potenziale Cliente

Il Silenzio è Fonte di Grande Forza

Lao Tzu

La buona occasione di tacere con un potenziale cliente è una di quelle più importanti.

E’ frequente, nella vita lavorativa, di trovare quei clienti che per dimostrare di non essere completamente ignoranti in qualcosa, parlano per sentito dire e quel che esce sono delle castronerie allucinanti.

Ecco, lui ha perso una buona occasione per stare zitto.

Ora tu, hai una scelta.

Replicare all’inesattezza dimostrando la sua ignoranza e prendere lo scettro di colui che sa più di tutti nella stanza; oppure, in modo elegante, puoi tacere.

Dimostrare di saperne più di lui non è bene; lo sai tu e lo sa lui. Sei tu il professionista, diversamente non ti avrebbe chiamato!

E’ palese che tu ne sappia più di lui. Darne dimostrazione mettendo in evidenza la sua ignoranza non è una buona strategia di vendita.

Ricordati, in questa occasione il tuo scopo è trasformarlo da potenziale cliente in cliente; non soddisfare il tuo ego.

Anche questo concetto non deve tradursi in un silenzio tombale: a domanda si risponde. E si risponde in modo tecnico.

E lo puoi fare (devi fare!) anche senza mettere in evidenza la str*nzata che ha appena detto.

Lui salva la faccia, e tu hai un nuovo cliente!

Sii forte!

Buona Occasione 5: Riempiere i “Vuoti”

Il Mistero del Silenzio è che Non Fa Mai lo Stesso Rumore.

Qualcuno su Twitter

In una conversazione capitano alcuni momenti dove, per strano allineamento cosmico, nessuno ha qualcosa da dire.

Le motivazioni possono essere tante: ad esempio, se capita dopo che tu stai parlando, e l’interlocutore non interviene, avrai la tendenza naturale e giustificare per l’ennesima volta, quel contenuto appena espresso.

La necessità di continuare a spiegare, è sinonimo di “debolezza”. Debolezza intesa come argomentazione non forte; come poca sicurezza di quel che si è detto.

Puoi ri-spiegare quel concetto, certo. Ma lascia che sia l’altra persona a chiedere di farlo.

Un’altra motivazione potrebbe essere quella di aver detto qualcosa di scomodo, e l’altro (tu o lui) non sanno come proseguire.

Silenzio imbarazzante.

Impara ad apprezzare anche questo. Lo so, è difficile. Aggiungere qualcosa, durante un silenzio imbarazzante, potrebbe peggiorare la situazione.

Strategia? Shhh… zitto!

Esistono tante altre motivazioni e occasioni per le quali nasce un “vuoto”.

Ecco, quello è il silenzio.

Non dovete riempire necessariamente quel “vuoto”.

Non solo. Non si tratta di un vuoto, ma di uno spazio di conversazione pieno di silenzio.

Non essere tu quello che sente la necessità di colmarlo.

BONUS – Buona Occasione 6: Se Parli, Non Impari!

Abbiamo Una Sola Bocca e Due Orecchie, per Ascoltare il Doppio e Parlare la Metà.

Riflettete gente … riflettete

Quanta verità nella natura del corpo umano.

Due orecchie e una bocca.

Ascoltare il doppio e parlare la metà.

Quel che vi consiglio è di avere un ascolto “attivo”: non fate finta di ascoltare, ma interessatevi sinceramente a quello che l’altra persona ha da dire; ascoltate senza guardare il cellulare, senza distrarvi, e soprattutto senza pensare alla vostra risposta.

Non c’è una risposta da dare perché non ci sarà una domanda.

Imparate ad elaborare e pensare alle risposte solo quando vi fanno una domanda: non siate anche voi quelli che rispondono a domande mai fatte.

Non rispondere ad una domanda che nessuno ti ha fatto.

Voi siete quelli che devono imparare, non che devono insegnare. Sempre, anche quando siete i più colti nella stanza.

Se parli, le tue orecchie e il tuo cervello ascolteranno quello che già sai; se ascolti qualcuno che parla, le tue orecchie e il tuo cervello stanno apprendendo qualcosa di nuovo.

Non potete immaginare quanto si possa imparare, semplicemente stando zitti.

Ascoltare le esperienze, i punti di vista, le opinioni, i fatti degli altri è speciale: sono tutti elementi esterni a noi, di cui e da cui possiamo (dobbiamo!) arricchirci. Sviluppa le tue abilità di ricerca e pensiero critico, poiché sono fondamentali per capire quando è meglio scegliere quale strategia. Migliorare la tua scrittura con servizi come https://www.writemypapers.org/research-paper-writing/ ti darà risultati migliori di quanto potresti ottenere da solo. Molti giovani studenti sviluppano le proprie competenze acquistando ricerche e ricevendo feedback sul loro lavoro. Potrebbe interessarti anche a te.

E se non sono d’accordo?

Taci.

Taci ugualmente: non vorrai tentar di “vincere” una discussione?

Cerca Sempre di Non Perdere Nessuna Buona Occasione Per Stare Zitto

Il Silenzio Non Ha Mai Tradito Nessuno

Antoine Rivarol

Abbiamo visto cinque più una buone occasioni per stare zitti.

Ne esisteranno tante altre. Ho voluto evidenziare quei particolari e frequenti casi che capitano nella vita quotidiana e che, utilizzando quel sale che abbiamo in zucca, possono migliorare la nostra vita lavorativa, e le nostre relazioni e la vita in generale.

Non deve tradursi in “mutismo e rassegnazione”; né nell’accettare supinamente in silenzio qualunque angheria.

Ogni situazione va pesata, ricordandosi che “Non devo perdere nessuna occasione per stare zitto” è l’assioma da cui possiamo (e dobbiamo!) partire.

Esistono anche tanti altri buoni motivi per fare silenzio.

Fare silenzio?

Che poi … il Silenzio non si fa. Si rispetta.

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