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Il Principio Di Cassa nella Libera Professione

Il principio di cassa è una di quei concetti che, in qualità di professionisti con partita iva, non possiamo ignorare. E dobbiamo conoscere per evitare possibili problemi.

Fatturare” non è una pratica del satanismo.

Frase letta sul web

Premetto che non sono un fiscalista, quindi questa non vuole essere (e non sarà) una trattazione esaustiva sulla materia, nè andremo a trattare chissà quali aspetti particolari del principio di cassa.

Il mio intento è quello di spiegarvi cosa sia il principio di cassa, perchè è importante conoscerlo, e che cosa potrebbe succedere qualora non lo considerassimo a dovere, per quello che rappresenta.

L’articolo sarà volutamente più breve del solito, per concentrare la nostra attenzione sul principio di cassa e su alcuni possibili errori che dobbiamo evitare per avere problemi con il fisco.

Non essendo un fiscalista, mi scuso in anticipo per alcune imprecisioni che ci potranno essere.

Il Principio di Cassa nella Professione dei Tecnici Smart. Che cos’è?

Che cos’è il principio di cassa?

E’ quel principio contabile secondo il quale un introito deve essere contabilizzato (a qualunque fine, impositivo, reddituale, ecc…) solo nel momento in cui si ha il movimento in ingresso (incasso).

La sola emissione di una fattura, pertanto, non genera un principio di cassa.

Il pagamento di quella fattura, quindi l’effettivo incasso, è quello che determina se quelle somme devono essere contabilizzate.

Analogamente per le spese: ricevere una fattura, ma non pagarla non determina una spesa.

La fattura si trasformerà in una spesa da contabilizzare solo nel momento in cui la pagheremo.

Il Principio di Cassa: E’ Obbligatorio per i Professionisti?

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Il principio di cassa non è qualcosa che si può scegliere.

Se sei un libero professionista, è un principio contabile che si applica alla tua contabilità.

A prescindere dal fatto che tu sia un professionista in regime forfettario o in regime ordinario.

Non si applica alle società, alle quali si applica il principio di competenza.

Le società, siano esse di persone o di capitale, invece applicano il principio di competenza, il quale prevede che un guadagno o una spesa si concretizzano nel momento di realizzazione, e non nel momento di emissione della fattura e nemmeno nel momento di pagamento delle stesse.

Ma non è argomento di questo articolo, quindi torniamo al nostro principio di cassa per i liberi professionisti.

Principio di Cassa: Perchè è importante rispettarlo?

Vabbè … è importante sicuramente perché è un principio contabile obbligatorio, e non facoltativo. Quindi è un obbligo di legge rispettarlo.

Ma perché è così importante conoscere il principio di cassa? Lo vediamo nel prossimo paragrafo.

Il Principio di Cassa: L’avviso di parcella prima della fattura

smartingegnere principio di cassa ingegnere architetto geometra principio di competenza

Il professionista, come abbiamo detto, ha l’obbligo di emissione della fattura una volta ricevuto il pagamento.

Se emette una fattura prima della ricezione del pagamento, questa non rientra nella contabilità dell’anno in corso fino al momento dell’effettiva ricezione del pagamento.

Il consiglio è quello di emettere, quindi, documenti non fiscali come avvisi di pagamento, avvisi di parcella, pre-notule, ecc… (chiamateli come volete), a cui seguirà la fattura fiscale una volta ricevuto l’effettivo pagamento.

Purtroppo non è sempre possibile.

Mi vengono in mente alcuni casi frequenti per i quali non è possibile emettere documenti non fiscali per ricevere un pagamento.

Il primo è quello del professionista che esegue la prestazione per una pubblica amministrazione.

La PA sappiamo che procederà al pagamento solo dopo l’emissione del documento fiscale (fattura) regolarmente trasmesso al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate.

Un altro caso frequente per il quale ci chiedono la fattura prima del pagamento sono le detrazioni fiscali: per una “pulizia” in materia di detrazioni fiscali, infatti, il committente preferisce effettuare un bonifico parlante nel quale sia richiamato un documento fiscale e non un documento non fiscale (e come dargli torto!).

Altri casi possono essere quelli di alcune grosse società che preferiscono, sempre per una questione di pulizia e ordine contabile interno, pagare solo una volta ricevuta una fattura fiscale, e non un documento non fiscale, in modo da non dover “inseguire” il professionista distratto che poi non emette la fattura.

In linea generale, laddove possibile, il mio consiglio è quello di emettere un documento non fiscale e far seguire la fattura fiscale solo dopo l’effettivo pagamento, nel pieno rispetto del principio di cassa.

Il Principio di Cassa: Alcuni Errori da Evitare

Conoscere il principio di cassa è molto utile per evitare alcuni errori che ci possono costare caro.

Sappiamo che è un incasso quel che ci impone di emettere fattura.

Il primo errore da evitare è quello di emettere fatture e considerarle pagate anche se non lo sono.

Se commettiamo questo errore, non stiamo rispettando il principio di cassa e ci troveremo a pagare imposte (qualunque sia il nostro regime fiscale) non dovute.

principio di cassa ingegnere architetto geometra

Il secondo errore da evitare è quello di non pianificare correttamente la propria fiscalità, e magari uscire dal regime forfettario per pochi euro.

Senza incorrere in condotte elusive, possiamo utilizzare questo principio per rispettare i limiti imposti dal regime forfettario.

In questo caso, l’anno successivo avremo un regime fiscale differente, con tassazioni nettamente differenti, tali per cui lasciare il regime forfettario per pochi euro può essere un errore di pianificazione finanziaria che si pagherà molto caro.

In un altro articolo, farò degli esempi di calcolo dove vedremo quando è conveniente uscire dal regime forfettario, e sotto quale soglia, invece, diventa un bagno di sangue.

Ovviamente tutti speriamo di poter uscire dal forfettario, perché significa che il nostro lavoro sta andando molto bene: essere attenti al principio di cassa e fare un po’ di pianificazione (anche nell’uscita dal regime) è qualcosa a cui dobbiamo prestare attenzione se teniamo ai nostri soldi.

Una particolare attenzione (quindi non necessariamente un errore) è quello che capita con le fatture e i compensi ricevuti a fine anno, ancora peggio se a cavallo d’anno.

Capita spesso con i lavori che beneficiano di detrazioni fiscali: il committente si trova ad effettuare il pagamento gli ultimi giorni dell’anno (magari proprio il 31 dicembre) e noi riceviamo le somme i primi giorni dell’anno successivo.

Il principio di cassa vorrebbe che le somme siano da contabilizzare solo quando effettivamente nella disponibilità del professionista; e ci sono pure dei chiarimento dell’Agenzia delle Entrate che lo confermano.

Tuttavia, la tessa Agenzia si smentisce in altre occasioni, andando ad imporre al professionista (è capitato in un contenzioso tributario tra un professionista e l’Agenzia stessa) di dover contabilizzare le somme entro l’anno, ancorchè non disponibili nel suo conto solo perché il solo avviso del committente di avvenuto pagamento determina il compenso per il professionista (molto discutibile come concetto).

Mah … l’Agenzia dice bianco o nero a seconda dei casi … su questo non ho una risposta definitiva. Sarà il vostro commercialista ad indicarvi quale sia l’impostazione corretta del principio di cassa per i pagamenti ricevuti a cavallo d’anno.

Il Principio di Cassa: Sintesi Smart

Dicono che le tasse sono inevitabili, come la morte. Almeno la morte non arriva ogni anno.

John Stossel

Il principio di cassa in breve:

  • è il principio contabile prevede che sia l’effettivo incasso per considerare un guadagno, così come l’effettiva uscita per considerare una spesa
  • è obbligatorio per i liberi professionisti; le società, invece, vanno secondo il principio di competenza
  • il principio di cassa ci può aiutare nella pianificazione finanziaria
  • il principio di cassa ci può aiutare a non pagare tasse non dovute, o versare iva non dovuta
  • l’obbligo di emissione della fattura è dopo la ricezione del pagamento (prima è una scelta)
  • è consigliabile emettere un avviso di parcella (non fiscale), ed emettere la fattura (fiscale) solo dopo la ricezione del pagamento

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Fatturazione Elettronica Forfettari

Dal primo luglio 2022 entra in vigore l’obbligo anche per i Professionisti in Regime Forfettario di emettere le fatture in formato elettronico, in sostituzione a quello cartaceo. E’ necessario dotarsi di un software: vediamo alcune soluzioni disponibili sul mercato.

Fatturazione Elettronica Forfettari. Dal primo di luglio del 2022 sarà obbligatorio anche per i professionisti tecnici (ingegneri, geometri, architetti, periti, ecc…) arriva l’obbligo di emettere le fatture in formato elettronico.

Vediamo alcuni consigli su come prepararsi, e quali software possiamo valutare per l’emissione delle nostre fatture elettroniche da professionisti smart.

Prima di vedere i software, esiste un caso di esclusione che possiamo e dobbiamo considerare.

Obbligo di Fatturazione Elettronica per i Professionisti Forfettari: Esclusi fino al dicembre 2023 se i compensi sono inferiori a 25 mila euro

Esatto, hai letto bene.

L’obbligo di fatturazione elettronica che impone anche ai professionisti in regime forfettario di ricorrere alla fatturazione elettronica alcuni casi di esclusione.

Quello maggiormente degno di nota per la nostra categoria è questo:

Sono esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica fino al 31 dicembre 2023 tutti i forfettari (tecnici, ingeneri, architetti, geometri, periti, ecc…) che non arrivano ad un ricavo annuo di 25000 euro.

Come puoi calcolare il tuo ricavo annuo?

Semplice, ecco lo strumento che puoi utilizzare. Lo trovi in calce a questo articolo

Foglio di Calcolo Ingegneri Architetti Geometri Periti per Regime Forfettario

Per fare un calcolo molto veloce (e un po’ impreciso):

Se sei nel regime forfettario del 15%, ti ricorderai che quella percentuale di imposta sostitutiva è calcolata sul 78% del fatturato (tradotto: lo stato assume che tu abbia avuto il 22% di spese); allora possiamo calcolare quanto sarà il fatturato massimo, procedendo a ritroso.

25.000 € / 0,78 = 32058,28 €

Se il tuo fatturato imponibile annuo (quindi esclusa percentuale cassa. per noi ingegneri è il 4% che aggiungiamo all’imponibile), è inferiore a 32058, allora non hai l’obbligo.

In realtà il calcolo non è preciso, perchè si possono dedurre anche le spese sostenute per la cassa previdenziale.

Se utilizzi quel foglio di calcolo linkato sopra, otterrai facilmente il risultato.

Attenzione: se fatturi meno di 32k, non hai l’obbligo, ma non significa che tu non possa aderire comunque alla fatturazione elettronica.

Per tanti aspetti, la fatturazione elettronica rende molto ordinata la contabilità di un professionista (che spesso la mette in secondo piano e non la tiene in ordine), grazie anche ai software che sono nati che permettono delle visioni panoramiche di fatturato e costi che sono molto utili; per molti aspetti, però, rimpiango il cartaceo 🥲

La tecnologia avanza; la tecnologia è nostra amica.

Noi siamo smart, quindi direi che possiamo passare a visionare quali software di fatturazione elettronica possiamo scegliere sul panorama nazionale.

  • Fatture in Cloud
  • WebFatt
  • Fattura24
  • Aruba Fatturazione Elettronica
  • FreeInvoice
  • Fatturapro.click

Fatture in Cloud: il primogenito della fatturazione in cloud

Fatture in Cloud penso che non abbia bisogno di tante presentazioni.

E’, probabilmente, il primo software nato per la fatturazione in cloud; se ci pensate ha fatto da precursore in un mondo dove avere la contabilità online spaventava tanto.

L’ho provato personalmente negli anni, e ad oggi rappresenta ancora lo stato dell’arte.

Vediamo i punti di forza di Fatture in Cloud:

E’ un software maturo. E’ nato da tanti anni, ed è molto stabile. La sua longevità ha permesso al team di sviluppo (il software era nato da un ragazzo universitario, che poi ha fatto un’exit a favore degli attuali proprietari) di integrare tante funzioni nel tempo.

E’ un software con pacchetti di acquisto modulari. Non tutte le funzioni sono utili ai tecnici professionisti forfettari; la possibilità di scegliere i vari pacchetti in base alle proprie esigenze lo rende comunque molto versatile. Per fare un esempio pratico: se sei un libero professionita, probabilmente delle funzioni “Magazzino”, “DDT”, “Ordini” e probabilmente anche “Prima nota” non ti servono a nulla.

Possibilità di creare centri di costo/ricavo. Questa funzione è molto utile quando vuoi tenere traccia di alcuni aspetti, come ricondurre tutti i costi e i ricavi ad un unico lavoro.

Condivisione con il tuo commercialista. Lo so, la maggior parte dei commercialisti faranno di tutto per farti cambiare software; la motivazione è che loro vorrebbero che tu usassi il loro software, in modo da avere la contabilità già pronta. Certo, sarebbe un vantaggio per tutti, se solo il loro software fosse decente.

fatturazione elettronica forfettari 2022 software fatture in cloud prezzi

Punti a suo sfavore:

Non è un software di contabilità che può usare il commercialista. Se da una parte è vero che puoi condividere l’accesso con il tuo commercialista, il fatto che il tuo consulente fiscale usi un altro software è un punto di debolezza. Vedremo che questa debolezza è in comune a quasi tutti i software . Per ovviare a questo, si dovrebbero utilizzare soluzioni più care e complesse come FatturaSmart e simili.

E’ leggermente più caro degli altri. E’ nato prima degli altri, e ha rappresentato sempre il punto di riferimento per la fatturazione online. Oggi si può permettere, anche vista la sua stabilità e le sue tante funzioni introdotte in anni di sviluppo, di poter chiedere qualche euro/mese in più rispetto alla concorrenza. Ma non preoccupatevi, siamo sempre sull’ordine delle poche decide di euro all’anno.

WebFatt: Gestisci velocemente la tua azienda ovunque ti trovi

Il loro claim parla chiaro, ma non fornisce nessun valido elemento di vantaggio rispetto ai concorrenti. Personalmente, avrei scelto un claim che permettesse di distinguersi meglio dalla massa di software per la fatturazione elettronica.

Ho provato personalmente anche WebFatt e tutto sommato l’ho trovato un software adatto all’esigenza di un professionista forfettario smart.

Le funzioni sono simili a tutti i software di gestione aziendale e fatturazione in cloud, niente di particolare da segnalare per un professionista forfettario che deve scegliere un software.

Per la fatturazione elettronica, dovrete partire dal primo pacchetto a pagamento, perchè quello gratuito non la permette.

Vediamo i punti di forza di WebFatt:

Un suo punto di forza è certamente il prezzo: a parità di funzioni, costa circa un terzo rispetto a fattureincloud. Le funzioni base sono disponibili anche gratuitamente, e il primo pacchetto a pagamento parte da soli 3 euro mensili.

Anzianità. Anche WebFatt è una webapp che ormai è presente sul mercato da anni. Pertanto ci si aspetta stabilità, e tutta una serie di bug già risolti tipici dei software appena nati.

Fatturazione elettronica: emissione, ricezione, firma e conservazione sostitutiva: come Fattureincloud, gestisce non solo l’emissione e la ricezione della fatturazione elettronica, ma anche la firma e la conservazione sostitutiva. Lo so, sembra banale ma non tutti i software lo fanno. Per la conservazione sostitutiva, io mi affido comunque al servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate.

fatturazione elettronica forfettari 2022 software webfatt prezzi

Punti a suo sfavore:

Non è un software di contabilità che può usare il commercialista. Come il precedente, anche WebFatt non nasce come software di contabilità per il professionista fiscale. Per i forfettari è una mancanza da poco, perché la contabilità è veramente semplificata.

La versione economica gestisce un numero di documenti forse troppo basso. E’ una strategia di pricing, fino a qui ci arrivo. Tuttavia 100 documenti annui potrebbero non essere sufficienti anche se sei un piccolo professionista. I professionisti forfettari si possono trovare, spesso, ad effettuare un alto numero di fatture a basso valore specifico. Mi vengono in mente chi lavora solo con le agenzie immobiliari per gli Attestati di Prestazione Energetica, ecc… che emettono tante fatture da poche centinaia di euro (a volte anche solo qualche decina). E a fronte di un basso fatturato, hanno un numero di documenti alti.

Fattura24 è il gestionale semplice per le piccole medie imprese e i liberi professionisti

Il loro slogan cerca di posizionarli verso quel target medio-piccolo che ha la necessità di un software semplice per la gestione della contabilità.

Se gli altri due software precedenti li ho provati nei vari anni di attività, Fattura24 è quello che sto testando attualmente.

Mi trovo abbastanza bene; per quel che mi serve, non fa nulla di più nè di meno rispetto agli altri due sopra menzionati.

I suoi punti di forza:

Buona offerta in rapporto al numero di documenti da gestire. E’ l’elemento che mi ha fatto pendere, quest’anno, verso Fattura24. Non sapendo quanti documenti gestirò durante il corso dell’anno (fatture in ingresso e in uscita).

Longevità. Fattura24 è forse il secondo software posizionato sul mercato della fatturazione online dopo fattureincloud.

Versione Aggiornata. Oggi nella sua versione V3 offre una velocità e una user experience che, personalmente, preferisco rispetto anche agli altri che ho provato.

API e Integrazione Pagamenti e altri software. Trovo molto interessante e utile alle nuove opportunità, la possibilità che offre di integrarsi tramite API predisposto ad altri servizi, come i vari software per l’ecommerce (prestashop, woocommerce, magento, scontrino.com, ecc…) , o sistemi di pagamento (Paypal, S€pa, SumUp). E’, certamente, una sezione da esplorare.

fatturazione elettronica forfettari 2022 software fattura24 prezzi

Punti a suo sfavore:

Non è un software di contabilità che può usare il commercialista. Come i precedent, anche Fattura24 non nasce come software di contabilità per il professionista fiscale. Come abbiamo detto prima, per i professionisti in regime forfettario è una mancanza trascurabile.

Aruba Fatturazione Elettronica

Seppur sia arrivata un po’ più tardi rispetto alla concorrenza, la soluzione per la fatturazione elettronica che ha prodotto Aruba non è niente male.

L’ho utilizzato per i primi anni di UrbisMap (la nostra startup di gestione dei dati territoriali), e mi ci sono trovato molto bene. Oggi utilizziamo un altro software integrato con quello della contabilità che utilizza il commercialista, perché per una società di capitali può essere un bel valore aggiunto.

Ma per un professionista forfettario, si tratta di una buona soluzione.

Vi dico la verità: inizialmente ero molto scettico. Aruba spesso è sinonimo di grande qualità nel servizio; altre volte è sinonimo dell’opposto, ovvero un servizio pessimo. In questo caso, si tratta di un ottimo servizio che mi sento di consigliare.

I suoi punti di forza:

Ottima offerta senza limiti al numero di documenti da gestire. Oggi si prone nel panorama dei software per la fatturazione elettronica con un prezzo aggressivo, 24 €/anno, a prescindere dal numero di fatture. Sono due euro al mese, ma per un numero illimitato di fatture; se confrontato con i concorrenti, alcuni di loro li chiedono mensili per la stessa quantità. Appena uscito, costava circa la metà (probabilmente perchè era acerbo e aveva la metà delle funzioni 😁)

Nella ricerca clienti, è collegato automaticamente al database dei codici della Pubblica Amministrazione: questo aspetto, se lavori con la PA, velocizza tanto la ricerca del codice ufficio anche con l’inserimento della denominazione)

E’ in costante evoluzione e miglioramento: hanno da poco inserito nella dashboard alcuni grafici che ti mostrano l’andamento trimestrale con un paragone di default all’anno precedente. Molto utile per capire come stai andando rispetto all’anno precedente.

fatturazione elettronica forfettari 2022 software aruba grafici

Punti a suo sfavore:

Non è un software di contabilità che può usare il commercialista. Come i precedenti, anche Aruba non nasce come software di contabilità per il professionista fiscale. Come abbiamo detto prima, per i professionisti in regime forfettario è una mancanza trascurabile. Tuttavia, come i precedenti, si ha la possibilità di far accedere il consulente fiscale come delegato che può visionare/prelevare quanto gli serve.

E’ Aruba, nel bene e nel male.

Altri software per la fatturazione elettronica valutati che si possono consigliare?

Sono tanti i software presenti sul mercato, e se non sono presenti in questa lista non significa che non siano validi.

Tra i tanti che ho provato e mi sento di poter consigliare, troviamo anche FreeInvoice e FatturaPro.click

Si tratta di due ottime soluzioni, dai costi sostenibili e molto simili ai concorrenti.

L’unico consiglio che mi sento di darvi è quello di provare qualcuno dei servizi elencati (o anche non elencati in questo articolo, ma che vi convincono), e poi scegliete.

Ciò che può andare bene a me, in termini di grafica/usabilità/esigenze, può non andare bene per voi.

Quindi, colleghi smart, sperimentate e siate curiosi.

Se invece non avete tempo di provare, sceglietene uno: sono tutti validi!

Regime Forfettario – Ma Quanto si Paga d’Imposta?

Da Libero Professionista è importante conoscere da subito quanto si dovrà corrispondere al Fisco per non avere brutte sorprese successivamente.

“Fatturare” non è una pratica del satanismo.

Bart Simpson

E’ importante per chi inizia l’attività professionale o per chi già esercita la professione conoscere quanto pagherà di imposte.

Oggi vediamo l’esempio del regime forfettario, che in Italia abbraccia tanti liberi professionisti giovani e un po’ meno giovani.

La scelta del “regime forfettario” deriva dalla sua semplicità e dalla sua convenienza in termine di tassazione rispetto al regime ordinario.

Prima di vedere i numeri, vediamo

  • Requisiti soggettivi per l’accesso al regime forfettario
  • La tassazione del regime forfettario dei contribuenti minimi
  • I vantaggi nella scelta del regime forfettario per i liberi professionisti tecnici
  • Consigli

Requisiti soggettivi per l’accesso al regime forfettario

Ad oggi, nel 2021, per poter accedere al regime forfettario (dall’anno successivo) è necessaria la verifica di alcune condizioni:

  1. Non aver conseguito ricavi o percepito compensi nell’anno in corso superiori a 65 000 €
  2. Non aver sostenuto spese per il lavoro di terzi (dipendenti e collaboratori) superiori a 20 000 €
  3. Non aver percepito redditi da lavoro dipendente o da pensione superiore a 30 000 €

Alle condizioni di accesso, si aggiungono le condizioni di esclusione. Ovvero, non può accedere al regime forfettario:

  • Chi ha residenza fiscale all’estero (ad eccezione dei residenti in Stati UE che comunque producono il 75% del reddito in Italia)
  • Chi effettua in via esclusiva o prevalente l’attività di cessione di fabbricati, terreni o mezzi di trasporto nuovi
  • Chi effettua attività prevalente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono/erano in essere intercorsi rapporti di lavoro nei due anni precedenti periodi d’imposta o nei confronti di soggetti agli stessi direttamente o indirettamente riconducibili, ad esclusione dei soggetti che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni
  • Chi esercita attività di impresa, arti o professioni e, contemporaneamente all’esercizio di attività, partecipazione in società di persone, associazioni o imprese familiari e controllo, diretto o indiretto, di SRL o associazioni in partecipazione, che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolta dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni

Gli ultimi due punti delle cause di esclusione meritano qualche approfondimento, perchè sono scritte in modo tale da generare una serie di “grigi” nei quali spesso è difficile capire se si ha diritto o no ad accedere al regime forfettario.

E’ escluso chi effettua attività prevalente verso un unico datore di lavoro con i quali erano/sono intercorsi rapporti nei due anni precedenti, ad eccezione del periodo di pratica obbligatoria.

La motivazione di questa limitazione è ovvia: evitare che i rapporti di lavoro stabili si traducano in partite iva fake, con l’unico obiettivo di ridurre il costo del lavoro dipendente.

C’è un “però”: chi effettua il periodo di pratica obbligatoria (i primi che mi vengono in mente sono i geometri e gli avvocati) sono esclusi da questa limitazione.

Pe noialtri professionisti (ingegneri, architetti), non avendo obbligo di periodo di pratica per l’esercizio dell’attività professionale, non rientriamo in questa causa di esclusione.

E’ escluso chi effettua, contemporaneamente, esercizio di impresa riconducibile.

La motivazione di questa norma è palese: evitare la traslazione dei compensi dell’attività di impresa ad un regime di tassazione (forfettario) più vantaggioso.

Questa limitazione c’è però solo per le attività che siano direttamente o indirettamente riconducibili.

Per fare un esempio pratico:

Se io esercito l’attività di libero professionista e voglio aprire una gelateria, posso farlo senza paura di dover uscire dal regime forfettario perchè le attività non sono riconducibili tra di loro.

Se io esercito l’attività professionale e decido di far parte di una società di ingegneria con altri colleghi, dall’anno successivo non potrò più godere del regime forfettario perchè l’attività di impresa a cui partecipo (società di ingegneria) svolge attività direttamente riconducibile all’attività professionale.

Quel che desta più dubbio è la parola “indirettamente”. Non abbiamo elementi per dirimere questi dubbi, se non qualche risposta ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

Il consiglio che mi sento di dare è quello di usare due ingredienti fondamentali quando si parla di fisco: onestà e buon senso.

La tassazione del regime forfettario dei contribuenti minimi

L’aliquota prevista per l’imposta del regime forfettario è del 15% (ridotto al 5% per i primi 5 anni di attività).

Per i professionisti, la norma parla di un indice di redditivà del 78%.

Che vuol dire?

Preso il fatturato imponibile dell’anno, si considera che il 22% siano spese sostenute per l’attività professionale, e pertanto dedotte dall’imponibile fatturato, così da portare a tassazione il restante 78%.

‘Spetta … prendiamo un esempio pratico.

Fatturato imponibile dell’anno 2021: 30 000 € (cassa previdenziale esclusa).

30 000 / 100 * 78 = 23 400 €

A questi 23 400 € si applica l’aliquota del 15%

Quindi

23 400 € * 0,15 = 3 510 €

Ecco, 3510 € è quanto si pagherà di imposte l’anno successivo al fatturato.

A voler essere precisi, e noi vogliamo esserlo, si possono dedurre anche i contributi versati nell’anno in corso.

Riprendiamo l’esempio di prima

Fatturato imponibile dell’anno 2021: 30 000 € (cassa previdenziale esclusa).

Contributi versati durante l’anno: 3000 €

(30 000 – 3 000) / 100 * 78 = 21 060 €

A questi 21 060 € si applica l’aliquota del 15%

Quindi

21 060 € * 0,15 = 3 159 €

Ecco, 3159 € è quanto si pagherà di imposte l’anno successivo al fatturato.

Un aspetto importante, da non dimenticare, è che si tratta di una imposta sostitutiva e non di IRPEF. Sarò oggetto di approfondimento in un altro post.

regime forfettario ingegnere
Giovane Ingegnere dopo pochi anni nel regime ordinario

I vantaggi nella scelta del regime forfettario per i liberi professionisti tecnici

I vantaggi nella scelta del regime forfettario per i giovani liberi professionisti o per tutti quelli che fatturano meno di 65 mila euro sono tanti:

  • tassazione ridotta al 15% del 78% (ovvero l’11,7% del fatturato imponibile), contro un’aliquota IRPEF prevista per il regime ordinario che parte dal 23%
  • semplicità nelle gestione contabile e nei flussi di cassa; poichè le fatture sono emesse senza IVA perchè esenti, non si ha l’obbligo di “versare” l’iva a debito ogni trimestre (proprio perchè non c’è iva a debito!)
  • costo per la gestione della contabilità inferiore, vista la semplicità della stessa (i più audaci, procedono in autonomia alla dichiarazione dei redditi).
  • a parità di prestazione con un altro collega, nei rapporti con i privati, il preventivo di un professionista forfettario sarà più economico (non applicando l’IVA); oppure, a parità di importo lordo che il privato dovrà sostenere, il professionista in regime forfettario avrà un maggior guadagno dalla stessa prestazione
  • ci guadagneerete anche in salute. Potrete concentrarvi più sugli aspetti tecnici della libera professione perchè gli aspetti fiscali sono molto semplificati

Ci sono anche alcuni svantaggi

  • il primo è che l’Iva degli acquisti è sempre un costo. Costo che si assorbe in quel 22% derivante dell’indice di redditivà. Oltre l’iva, poichè le spese sono considerate in modo “forfettario” per la tipologia di professione, non potrete “scaricare” nessun tipo di acquisto. Pertanto se avete molti costi da sostenere, potrebbe essere finanziariamente più conveniente un regime ordinario.
  • Non potete godere di deduzioni IRPEF, poichè l’imposta sostitutiva che si paga con il regime forfettario non è IRPEF. Questo si traduce nell’impossibilità di recuperare eventuali interessi passivi del mutuo, di non poter portare in detrazione le spese per i familiari a carico, ecc…
  • Sempre in materia di mancata detrazione IRPEF, poichè l’imposta del regime forfettario è un’imposta sostitutiva e non un’aliquota IRPEF, in casa di ristrutturazioni edilizia o interventi d risparmio energetico, il professionista in regime forfettario non potrà godere del recupero fiscale (che è previsto come detrazione dall’IRPEF).
  • Un altro svantaggio è a livello finanziario: spesso se confrontate i numeri del regime forfettario con il regime ordinario, considerato che lo stesso ha la possibilità di detrarre e dedurre, risulterà economicamente vantaggioso il regime ordinario. Questo tipo di valutazione è, secondo me, troppo sterile perchè non prende in considerazione i costi “nascosti” come il maggior impegno nel seguire la contabilità, i flussi di cassa da programmare per evitare di non riuscire a versare l’iva trimestrale, e tanti altri.
  • l’impossibilità di partecipazione in società di persone o di capitali (in questo caso, con detenzione del controllo); per tutti quei professionisti che hanno anche la vocazione dell’imprenditore, questa è una limitazione da tenere in considerazione.

Conclusione e sintesi

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Foglio per il Calcolo delle Imposte

Ho pensato di creare un foglio di calcolo online (Google Spreadsheet) per semplificare la vita di tutti.

Il foglio è strutturato per una tenuta della contabilità sommaria, e molto semplificata, ma che permetterà ai forfettari di poter seguire durante l’anno l’avanzamento del fatturato, e di tenere sotto controllo quello che sarà il totale delle imposte che si pagherà l’anno successivo.

Compila il form sottostante e riceverai il link al foglio per il calcolo delle imposte con il regime forfettario