Molti tecnici sono ottimi progettisti ma non hanno mai imparato a pensare la propria attività come un’impresa. Questa sezione colma il vuoto: business, startup e strategia applicati alla libera professione di ingegneri, architetti e geometri. Dai principi della Lean Startup alla gestione della crescita, dal rapporto con il denaro alla costruzione di un’attività che non dipenda solo dalle tue ore, qui trovi concetti presi dal mondo del business e tradotti nella realtà di chi lavora nel tecnico. Non teoria astratta, ma idee concrete per capire come rendere il tuo lavoro più redditizio, meno fragile e più libero. Che tu voglia avviare uno studio, farlo crescere o semplicemente ragionare da imprenditore oltre che da tecnico, gli articoli qui sotto ti danno la mentalità e gli strumenti per farlo.

Troppo Lavoro, Come Fare?

Se anche tu sei un libero professionista ti sarà capitato (o ti capiterà) di avere troppo lavoro che puoi svolgere da solo. Spesso prendere un collaboratore spaventa …

Nella vita di (quasi) tutti i liberi professionisti arriva, prima o poi, un momento in cui hai seminato bene, e il raccolto è più abbondante di quello che pensavi.

Nella libera professione tecnica, si traduce in troppo lavoro che puoi svolgere in autonomia.

L’eccesso di lavoro, che è una condizione che in tanti desiderano, va anche saputo gestire, perchè una mala gestione porta a:

  • l’allungarsi dei tempi di consegna
  • perdere chiamate di clienti (e quindi dei clienti)
  • non dedicare la giusta attenzione ai clienti
  • non dedicare la giusta attenzione ai lavori
  • lavorare di fretta
  • perdere nuove opportunità
  • smettere di costruire per i periodi di magra
  • clienti scontenti

E la lista potrebbe andare avanti ancora con una miriade di punti a sfavore dell’eccesso di lavoro.

Tuttavia è una condizione a cui si aspira, quello di prendere più lavori, per crescere o far crescere il proprio studio tecnico.

Troppo lavoro, La Prima Scelta da Effettuare: Scelgo Solo i Lavori Migliori o Assumo Collaboratori?

Quando ci si trova nella condizione di avere troppo lavoro rispetto a quello che effettivamente si è in grado di svolgere nei tempi prestabiliti, ci si trova davanti alla prima e fatidica scelta:

Devo Rinunciare A Qualche Lavoro?

Devo Rinunciare Ai Nuovi Lavori?

In realtà la domanda va rivista in un’altra ottica: se hai troppo lavoro, devi scegliere se

  • moltiplicare le ore da dedicare al lavoro (e no, non vuol dire lavorare 24 ore su 24, ma prendere collaboratori!)
  • rinunciare ai lavori meno redditizi e scegliere solo i lavori più appaganti sia economicamente che professionalmente.

Non hai altra scelta:

o scegli i lavori migliori, o aumenti il numero delle persone.

Per alcuni la risposta naturale può essere la prima, ovvero quella di iniziare a dire qualche no e scegliere solo i lavori migliori, dove per “migliori” si intende sia dal punto di vista economico che dal punto di vista dell’appagamento professionale.

Per altri, soprattutto quelli più orientati a far nascere una struttura più aziendale che personale, la risposta più ovvia è la seconda: prendo qualche collaboratore che, seppur non bravo quanto me, possa aiutarmi nello svolgere alcune attività.

Tradotto: compro il tempo di qualcun altro.

Tolgo subito l’imbarazzo: non c’è una scelta giusta o sbagliata in senso assoluto.

C’è la scelta giusta per te.

Nei prossimi paragrafi vedremo i pro e i contro delle due alternative.

Troppo Lavoro: E Se Scegliessi Solo I Lavori Migliori?

Alcuni di noi saranno più orientati alla prima ipotesi: scegliere solo i lavori più redditizi sotto il profilo economico, e dire di no ad altri lavori, magari più impegnativi e meno remunerativi.

E’ una valutazione soggettiva, che permette di rimanere anche soli nel proprio lavoro ma guadagnare di più.

E quando dico “soli”, intendo veramente e volutamente soli.

Esistono tra di noi delle persone che non vogliono gestire altre persone, che non hanno la pazienza di insegnare il lavoro, o semplicemente insegnare come il lavoro debba essere svolto, che non riescono a delegare facilmente.

La lista potrebbe continuare, ma il senso spero che sia chiaro.

Se anche tu rientri in questa categoria, prendere dei collaboratori potrebbe diventare deleterio perchè il lavoro crescerà, e tu stesso sarai portato a farlo crescere in termini di quantità, ma il lavoro non verrà svolto secondo i tuoi standard, non verrà svolto secondo la tua idea di qualità e non sarà svolto nei tempi e nei modi che ti aspetti.

Allora deciderai di controllare tutti i lavori e i dettaglio di tutti i lavori, e ti troverai a rifarli tu.

Spesso dall’inizio.

Risultato?

Hai pagato persone, e stai comunque svolgendo tu il lavoro.

Con il risultato di sacrificare ancora parte del tuo tempo, e senza riuscire ad incrementare i tuoi guadagni.

Quindi, se ritieni di avere una o più di quelle caratteristiche, probabilmente la tua chance migliore sarà quella di scegliere solo i lavori migliori e meglio retribuiti.

Ricorda però, che questa non è una sentenza!

Se sei tra quelli che non riesce a delegare, sappi che la delega è un processo lungo e che si impara.

Troppo Lavoro: E Se Prendessi/Aumentassi I Collaboratori?

Altri tecnici sono, a differenza dei primi sopra descritti, interessati a voler far crescere la propria struttura.

Le motivazioni possono essere tante, e ognuno avrà le sue.

Se scegli di prendere qualche collaboratore per far crescere il tuo studio tecnico, è importante allenare alcuni tratti fondamentali, come:

  • la delega
  • la pazienza
  • la gestione e la comprensione delle persone, e delle dinamiche tra le persone
  • la capacità di scegliere le persone
  • la gestione del tempo
  • la gestione dell’attenzione
  • la gestione dei flussi di cassa
  • il controllo dei vari flussi di lavoro (workflow)
  • la capacità (e volontà) di slegarsi dall’operatività

Come possiamo notare da questo elenco di skills/competenze, non c’è nulla di tecnico.

Ecco perchè possiamo essere dei bravi tecnici e dei pessimi capi.

Perchè tecnicamente possiamo essere pronti, ma non siamo pronti a gestire persone.

La condizione migliore, però, è quella inversa in cui non necessariamente siamo i tecnici migliori, ma riusciamo a essere essere dei bravi leader (non capo!).

Anzi, essere dei bravi leader può implicare anche saper scegliere le persone migliori (attenzione, ho detto le persone migliori, che non necessariamente sono i tecnici migliori).

Insomma, il nostro lavoro cambia, da tecnico a non tecnico (o meta-tecnico!).

E non fatevi spaventare dal cambiamento; sarà graduale, e si commetteranno tanti errori.

Sapere che la strada è lastricata di errori che commetterai ti permetterà di accettarli:

gli errori si commettono, e le cose succedono, sta a noi scegliere come reagire.

E Tu, Hai o Vuoi dei Collaboratori? Contattami e Parliamone

Metodologia Lean Analytics: Come ottimizzare i processi aziendali e creare valore perenne per la propria azienda e i liberi professionisti

Nel panorama dinamico e competitivo delle startup, l’adozione di metodologie innovative è cruciale per emergere, e il libro Lean Analytics ce lo insegna.

In un precedente articolo, abbiamo esplorato la metodologia Lean Startup, evidenziandone l’importanza per la creazione e la crescita delle startup.

Il libro “The Lean Startup” di Eric Ries ha rivoluzionato il modo in cui gli imprenditori concepiscono e sviluppano nuove imprese, ponendo l’accento sull’apprendimento validato, gli esperimenti scientifici e l’adattabilità.

Proseguendo su questo percorso, oggi approfondiremo la metodologia Lean Analysis, un approccio altrettanto rivoluzionario che si concentra sull’efficienza e l’ottimizzazione delle analisi all’interno di un’organizzazione.

La Lean Analysis mira a migliorare la qualità delle decisioni aziendali attraverso la riduzione degli sprechi e il miglioramento continuo dei processi analitici.

In questo articolo, esploreremo i principi chiave della Lean Analysis, i suoi vantaggi, le fasi di implementazione e le sfide che le aziende possono incontrare nel mettere in pratica questa metodologia.

Questa metodologia non solo condivide molti principi con la Lean Startup, come l’enfasi sull’eliminazione degli sprechi e sul miglioramento continuo, ma si estende anche a tutti i processi decisionali aziendali, rendendo le analisi più snelle, rapide e mirate.

Principi Fondamentali della Lean Analysis

La metodologia Lean Analysis si fonda su una serie di principi che guidano le organizzazioni verso un’ottimizzazione continua dei processi analitici, con l’obiettivo di creare valore per il cliente e migliorare l’efficienza interna. Esploriamo insieme questi principi chiave.

  1. Creazione di valore per il Cliente

    Al centro della Lean Analysis c’è la creazione di valore per il cliente.
    Questo principio sottolinea l’importanza di orientare ogni attività analitica verso la comprensione e la soddisfazione delle esigenze dei clienti.
    In pratica, ciò significa che ogni analisi deve fornire informazioni utili e applicabili che possano migliorare l’esperienza del cliente o risolvere i suoi problemi.
    Conoscere profondamente il cliente e mantenere un focus costante sulle sue necessità aiuta le organizzazioni a garantire che i loro sforzi analitici siano sempre rilevanti e utili.
  2. Eliminazione degli Sprechi

    Un altro principio fondamentale della Lean Analysis è l’eliminazione degli sprechi.
    L’obiettivo è identificare e rimuovere questi elementi inutili per rendere i processi più snelli ed efficienti.
    Questo non solo migliora la produttività, ma consente anche di focalizzarsi maggiormente sulle attività che effettivamente creano valore.
  3. Miglioramento Continuo

    La ricerca di un miglioramento continuo è il cuore pulsante della Lean Analysis.
    Le organizzazioni devono adottare un approccio iterativo, cercando costantemente nuovi modi per migliorare la qualità delle loro analisi e l’efficienza dei processi.
    Questo può includere l’adozione di nuove tecnologie, la formazione continua del personale e l’implementazione di feedback loop per valutare e perfezionare le analisi.
    La strada da seguire è quella di non accontentarsi mai di uno status quo, ma di perseguire un miglioramento costante.
  4. Velocità e Flessibilità

    In un mondo che cambia rapidamente, la velocità e la flessibilità sono essenziali.
    La Lean Analysis enfatizza la necessità di eseguire analisi rapidamente, permettendo alle organizzazioni di rispondere tempestivamente alle esigenze del mercato e dei clienti.
    Allo stesso tempo, i processi analitici devono essere flessibili per adattarsi ai cambiamenti nelle condizioni di mercato e alle nuove informazioni.
    Questo richiede un’organizzazione agile, capace di adattare rapidamente le proprie strategie analitiche in risposta a nuovi dati o feedback.
  5. Focus sui Processi di Business

    Infine, la Lean Analysis si concentra strettamente sui processi di business e su come possono essere ottimizzati attraverso un’analisi efficace.
    Questo implica una stretta collaborazione tra i team analitici e le altre funzioni aziendali, assicurando che le analisi siano allineate con gli obiettivi strategici dell’organizzazione.
    Integrando le analisi nei processi decisionali quotidiani, le aziende possono assicurarsi che le decisioni siano basate su dati concreti e aggiornati, massimizzando così il valore generato.

Adottando questi principi, le organizzazioni possono trasformare i loro approcci analitici, rendendoli più efficienti, focalizzati sul valore e capaci di supportare decisioni aziendali più informate e tempestive. La Lean Analysis non solo ottimizza i processi interni, ma contribuisce anche a costruire un vantaggio competitivo sostenibile nel mercato.

Vantaggi della Lean Analysis

Adottare la metodologia Lean Analysis può portare numerosi vantaggi alle organizzazioni, migliorando l’efficienza e la qualità dei processi analitici. Vediamo insieme quali sono i principali benefici.

  1. Efficienza nei Processi Decisionali
    Uno dei maggiori vantaggi della Lean Analysis è l’aumento dell’efficienza nei processi decisionali. Concentrandosi solo sulle informazioni realmente rilevanti e riducendo gli sprechi, le aziende possono prendere decisioni più rapide e basate su dati concreti. Questo consente di rispondere tempestivamente alle opportunità e alle sfide del mercato, migliorando la reattività complessiva dell’azienda.
  2. Riduzione dei Costi
    Un altro beneficio significativo è la riduzione dei costi. Eliminando gli sprechi e ottimizzando i processi, le organizzazioni possono gestire le risorse in modo più efficiente. Ciò significa ridurre il tempo e il denaro spesi in attività non produttive, identificando rapidamente le aree di miglioramento. Questo approccio non solo riduce i costi operativi, ma libera anche risorse che possono essere reindirizzate verso attività a maggiore valore aggiunto.
  3. Migliore Qualità dei Dati e delle Analisi
    La Lean Analysis migliora la qualità dei dati raccolti e delle analisi effettuate. Con un approccio sistematico e orientato al valore, le aziende si assicurano che i dati utilizzati siano pertinenti e accurati. Questo porta a insight più precisi e utili per il business, permettendo di prendere decisioni meglio informate e di sviluppare strategie aziendali più efficaci.
  4. Adattabilità al Cambiamento
    La Lean Analysis promuove un ambiente aziendale flessibile e adattabile. Grazie alla sua enfasi sulla velocità e sulla flessibilità, le organizzazioni sono meglio preparate ad affrontare i cambiamenti imprevisti nel mercato o nelle esigenze dei clienti. Essere in grado di adattarsi rapidamente è fondamentale in un contesto economico sempre più dinamico e competitivo.

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Fasi dell’Implementazione

  1. Pianificazione La prima fase consiste nell’identificare gli obiettivi aziendali e le aree chiave su cui focalizzarsi. È importante definire un piano dettagliato per l’implementazione della Lean Analysis, includendo tempistiche, risorse necessarie e metriche di successo.
  2. Raccolta dei Dati Successivamente, è necessario raccogliere dati pertinenti e di alta qualità dalle diverse funzioni aziendali. Assicurarsi che i dati siano accurati, completi e rilevanti per gli obiettivi analitici è essenziale per il successo dell’analisi.
  3. Analisi e Interpretazione In questa fase, vengono utilizzate tecniche analitiche per interpretare i dati raccolti. L’obiettivo è identificare pattern, tendenze e insight utili per il business, che possono guidare le decisioni strategiche.
  4. Azione e Implementazione Sulla base dei risultati delle analisi, vengono sviluppate e implementate strategie concrete. È importante monitorare i risultati delle azioni intraprese per assicurarsi che siano efficaci e apportino i miglioramenti desiderati.
  5. Revisione e Ottimizzazione Infine, è necessario valutare l’efficacia delle strategie implementate e identificare aree di miglioramento. Questo ciclo di revisione e ottimizzazione continua permette di perfezionare costantemente i processi analitici.

Strumenti e Tecniche Utilizzati

  1. Mappe di Flusso del Valore Le mappe di flusso del valore sono uno strumento utile per visualizzare e analizzare i processi aziendali, identificando le attività che aggiungono valore e quelle che costituiscono sprechi. Questo aiuta a capire dove intervenire per migliorare l’efficienza.
  2. Analisi dei Rifiuti L’analisi dei rifiuti permette di individuare e eliminare le attività non necessarie o inefficaci. Migliorare l’efficienza complessiva dei processi analitici richiede l’identificazione e la rimozione di questi elementi superflui.
  3. Ciclo PDCA Il ciclo Plan-Do-Check-Act (PDCA) è una metodologia di miglioramento continuo che può essere applicata alla Lean Analysis. Consiste in pianificare un’azione, implementarla, verificarne i risultati e agire di conseguenza per migliorare continuamente i processi.

Conclusione

La Lean Analysis rappresenta una metodologia potente per le organizzazioni che desiderano ottimizzare i loro processi analitici e migliorare la qualità delle decisioni aziendali.

Adottando i principi della Lean Analysis, le aziende possono ridurre gli sprechi, aumentare l’efficienza e creare un valore duraturo per i loro clienti.
Nonostante le sfide, l’implementazione della Lean Analysis può portare a un miglioramento continuo e a un vantaggio competitivo sostenibile, permettendo alle organizzazioni di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e di prosperare in un contesto sempre più dinamico.

L’adozione della Lean Analysis non è solo una questione di efficienza operativa, ma anche di cultura aziendale. Promuovendo un mindset orientato al miglioramento continuo e alla creazione di valore per il cliente, le aziende possono trasformare radicalmente il loro approccio alle analisi e alle decisioni strategiche, costruendo una base solida per il successo a lungo termine.

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Strategie pratiche per innovare e adattarsi in un mondo incerto

Introduzione

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Esiste un libro che può essere considerato un faro per chiunque voglia cominciare ad addentrarsi nel mondo delle startup e della sua complessità: “The Lean Startup” di Eric Ries.

Pubblicato nel 2011, viene considerato uno dei principali libri da leggere riguardo a questa tematica, e nonostante i suoi 13 anni continua ad essere un caposaldo.

Attraverso un approccio scientifico e sistematico, Ries introduce concetti chiave come l’apprendimento validato, il ciclo Build-Measure-Learn e il Minimum Viable Product (MVP), offrendo strumenti per ridurre l’incertezza e aumentare le probabilità di successo.

In questo articolo, esploreremo i principi fondamentali della metodologia Lean Startup e discuteremo come possono aiutare le startup a ridurre i rischi, adattarsi rapidamente e creare prodotti che rispondano realmente alle esigenze del mercato.

Che tu sia un imprenditore alle prime armi o un veterano dell’innovazione aziendale, i principi delineati in questo libro offrono una guida preziosa per orientarsi nel complesso panorama delle startup moderne.

Sei pronto? Partiamo 😊

Principi fondamentali del libro

salem cat salem sabrina

L’approccio spiegato nel libro si basa principalmente sui concetti di lean manufacturing (implementato in Toyota da Taiichi Ohno e Shigeo Shingo), customer development e agile development.

Esso struttura un framework e degli ottimi esempi per le nuove iniziative imprenditoriali che vogliono innovare in un ambiente caratterizzato da estrema incertezza, fornendo loro gli strumenti teorici e metodologici per affrontare i cambiamenti del mercato nei tempi giusti e per sviluppare un modello di crescita sostenibile per l’impresa.

Il Business Model Canvas gioca un ruolo cruciale in questo contesto, offrendo una mappa visiva delle ipotesi di business che devono essere testate e validate attraverso il ciclo Build-Measure-Learn.

Il lean startup si basa su tre concetti chiave presentati da Blank nel 2013: sperimentazione, feedback dei clienti e iterazione.

Validated learning”: si lavora per ipotesi tramite il Business Model Canvas, un framework sviluppato da Alexander Osterwalder. Chi fa startup deve capire quali elementi della propria strategia funzionano e quali no, imparando continuamente.

Minimum viable product” o “MVP”: viene sviluppato un prototipo che viene testato sul mercato per piccoli e veloci passi, ottenendo continui feedback dai clienti. L’obiettivo è testare le ipotesi fondamentali del business.

Nella prima fase si utilizzano degli “early adopters”, visionari, innovativi e più tolleranti verso le anomalie riscontrate.

“Pivoting”: il livello di rischio viene ridotto sfruttando le metodologie Agile, con iterazioni rapide e continui feedback da parte dei clienti, minimizzando i cicli di sviluppo dei prodotti e i tempi di validazione del mercato. Al centro del modello c’è il ciclo di feedback Build-Measure-Learn.

Nel metodo Lean, il prodotto cambierà e si trasformerà continuamente, soprattutto nelle prime fasi. Meno frequentemente cambierà invece la strategia (quando si fa pivoting), e raramente cambierà la vision. Per pivoting si intende una deviazione significativa delle strategie di crescita rispetto alle previsioni fatte.

L’innovation accounting consente di monitorare le metriche e migliorare i driver del modello di crescita. Se questi ultimi non performano, è necessario un pivot. È altresì importante scegliere metriche che non siano “vanity” ma che siano “actionable”, “accessible” e “auditable”.

Il Business Model Canvas e il processo Lean Startup

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Il Business Model Canvas, sviluppato da Alexander Osterwalder, è uno strumento visivo che consente di delineare, descrivere e analizzare il modello di business di una startup.

Si integra perfettamente nel processo Lean Startup in quanto fornisce una mappa chiara e concisa dei diversi elementi chiave che costituiscono il business, facilitando l’identificazione delle ipotesi da testare e validare.

  1. Formulazione delle ipotesi:
    • Ogni componente del Business Model Canvas rappresenta un’ipotesi di partenza che deve essere validata. Ad esempio, le proposizioni di valore, i segmenti di clientela, i canali di distribuzione e le risorse chiave.
  2. Struttura del ciclo Build-Measure-Learn:
    • Il Business Model Canvas fornisce la base per costruire l’MVP (Minimum Viable Product) e per definire cosa misurare durante il ciclo Build-Measure-Learn. Ad esempio, se l’ipotesi riguarda una nuova proposizione di valore, l’MVP sarà progettato per testare quella specifica proposizione.
  3. Iterazione e Pivoting:
    • Dopo aver raccolto i feedback dai clienti e misurato i risultati, il Business Model Canvas viene aggiornato per riflettere le nuove conoscenze acquisite. Se le ipotesi iniziali non sono confermate, è possibile effettuare un pivot, modificando una o più sezioni del canvas per allinearsi meglio alle esigenze del mercato.

Esempi di utilizzo del Business Model Canvas:

  • Proposizione di valore:
    • Un team di startup può iniziare con l’ipotesi che il loro prodotto risolve un problema specifico per un segmento di clientela definito. Creano un MVP e lo testano con gli early adopters per verificare se la proposizione di valore è percepita come rilevante.
  • Canali di distribuzione:
    • Se una startup ipotizza che i loro clienti preferiscano acquistare il prodotto online piuttosto che in negozi fisici, possono sviluppare un sito web come MVP e monitorare il traffico e le vendite. Se i risultati non confermano l’ipotesi, possono pivotare verso un altro canale di distribuzione.

Innovation Accounting: Misurare il progresso e prendere decisioni informate

Il controllo di gestione con “l’innovation accounting” diventa uno strumento fondamentale e importantissimo per monitorare la crescita di ogni startup. Questo sistema di misurazione specifico permette di tracciare metriche azionabili e verificabili, come il tasso di acquisizione dei clienti, il costo di acquisizione del cliente (CAC) e il valore a vita del cliente (LTV).

Queste metriche aiutano a prendere decisioni informate e a iterare rapidamente sulla base dei dati raccolti, riducendo il rischio e migliorando continuamente il modello di business.

Definizione delle Metriche Rilevanti

Per una startup, è essenziale identificare metriche che siano azionabili, accessibili e verificabili, poiché queste possono guidare decisioni concrete e strategiche. Ad esempio, alcune delle metriche più importanti includono il tasso di acquisizione dei clienti, il costo di acquisizione del cliente (CAC), il valore a vita del cliente (LTV) e il tasso di conversione. Queste metriche offrono una visione chiara su come la startup sta performando e dove sono necessarie eventuali modifiche.

Sviluppo di un Sistema di Tracking

Una volta definite le metriche rilevanti, è cruciale sviluppare un sistema di tracking efficace. Utilizzare strumenti analitici e dashboard permette di monitorare le metriche in tempo reale, fornendo una visione chiara e aggiornata delle performance della startup. Questo approccio consente di prendere decisioni tempestive basate su dati concreti, migliorando la capacità di reagire rapidamente ai cambiamenti del mercato.

Analisi delle Metriche

L’analisi dei dati raccolti è un passaggio fondamentale per comprendere cosa sta funzionando e cosa no. Ad esempio, se si osserva che il tasso di conversione è basso, ciò potrebbe indicare che la proposizione di valore non è abbastanza chiara o che il canale di distribuzione scelto non è efficace. Interpretare correttamente queste informazioni permette di identificare le aree problematiche e di intervenire in modo mirato.

Iterazione Basata sui Dati

Utilizzare le informazioni ottenute dalle metriche per iterare rapidamente e migliorare il prodotto o il modello di business è essenziale per il successo di una startup. Se, dopo diverse iterazioni, le metriche non mostrano miglioramenti significativi, potrebbe essere necessario effettuare un pivot, ovvero una modifica sostanziale nella strategia aziendale. Questo approccio iterativo basato sui dati permette di adattarsi continuamente e migliorare, aumentando le probabilità di successo nel lungo termine.

Conclusione

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Abbiamo visto come la metodologia Lean Startup offre lezioni fondamentali per chiunque voglia avventurarsi nel mondo delle startup.

Eric Ries, con “The Lean Startup”, ha creato una guida pratica che aiuta le nuove imprese a navigare l’incertezza, riducendo i rischi e aumentando le probabilità di successo.

Tra i concetti chiave introdotti, l’apprendimento validato, il ciclo Build-Measure-Learn e il Minimum Viable Product (MVP) sono strumenti essenziali per testare le proprie idee e adattarsi rapidamente alle esigenze del mercato.

L’approccio Lean Startup, basato su sperimentazione, feedback dei clienti e iterazione, permette alle startup di sviluppare prodotti che rispondano realmente alle necessità del mercato.

Utilizzando il Business Model Canvas e focalizzandosi su metriche azionabili, accessibili e verificabili, le startup possono monitorare la crescita in modo preciso e fare pivot quando necessario per migliorare le proprie strategie.

In pratica, le startup devono concentrarsi su piccoli esperimenti, raccogliendo feedback continui dai clienti per perfezionare il prodotto e il modello di business. Questo approccio iterativo consente di correggere rapidamente il tiro, evitando sprechi di risorse e tempo.

L’innovation accounting diventa quindi uno strumento cruciale per valutare le performance e prendere decisioni informate.

In definitiva, adottare la metodologia Lean Startup significa abbracciare un processo di crescita continuo e dinamico, dove l’adattamento e l’apprendimento sono al centro delle attività imprenditoriali.

Questo approccio non solo aiuta a ridurre l’incertezza iniziale, ma fornisce anche una struttura solida per costruire e scalare un’impresa con successo, trasformando idee innovative in realtà concrete e sostenibili.

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La Psicologia Dei Soldi. Il rapporto con i soldi è qualcosa di molto soggettivo. Da questo libro ho voluto estrarre alcune lezioni utili.

Ognuno di noi ha il proprio rapporto con i soldi.

C’è chi sta male ogni volta che deve pagare qualcosa, e c’è chi, invece ed in modo diametralmente opposto, non riesce a tenersi nulla in mano perché deve sempre spendere tutto quello che ha.

C’è chi li spende anche come antistress: ti è mai capitato lo shopping compulsivo?

Peggio ancora, lo shopping compulsivo riparatore 😂.

C’è ancora quello che sta bene solo se risparmia; alcuni, addirittura, vivono di privazioni (quasi di stenti) tutta la vita, per poi morire milionari.

Altri ancora li demonizzano: se hai soldi, sei sicuramente un mostro. O un disonesto. O figlio di qualcuno.

Nella loro testa, è impossibile che qualcuno se li possa essere guadagnati. Ancora meno meritati!

Eppure … tutti lavoriamo, tutti i giorni, per averne un po’.

Un aspetto che fa quasi paura, è che, nella realtà quotidiana, nessuno di noi (o quasi nessuno) ha mai pensato, o pensa al proprio rapporto con i soldi.

Tutti lo diamo per scontato.

Pensiamo, persino, che gli altri abbiano lo stesso atteggiamento che abbiano noi verso i soldi.

Ecco, un ottimo libro da leggere sull’argomento, anche per esplorare quel che proviamo noi verso il denaro, è quello di Morgan Housel: La Psicologia dei Soldi.

[MODE SPOILER]

Per me, questo libro, andrebbe insegnato a scuola!

[/MODE SPOILER]

La Psicologia Dei Soldi” di Morgan Housel è un libro di educazione finanziaria la cui tesi di fondo è che nella gestione dei soldi non è tanto importante ciò che conosciamo, ma come ci comportiamo. 
In altre parole, il buon Morgan sostiene che la dimensione psicologica gioca un ruolo primordiale in materia di finanza personale e dobbiamo tenerne conto per comprendere tante verità legate al denaro.

“Le persone fanno cose folli con i soldi. Ma nessuno è folle”.

Morgan Housel


Le persone fanno cose folli con i soldi. Ma nessuno è folle.

Quanta verità in queste parole.

In realtà, quando noi pensiamo che le persone fanno cose folli con i soldi, sono folli per noi!

Ma certamente non per loro, che hanno compiuto quel gesto tanto lontano dalla nostra comprensione.

la piscologia dei soldi morgan housel le persone fanno cose folli coi soldi ma non sono folli

Il libro offre una panoramica approfondita su come le emozioni, le esperienze personali e i bias cognitivi influenzino il modo in cui gestiamo le nostre finanze.

Housel utilizza una combinazione di aneddoti, storie e dati empirici per illustrare concetti chiave legati alla psicologia del denaro, spiegando come la nostra mente sia incline a errori sistematici quando si tratta di prendere decisioni finanziarie. Attraverso esempi concreti e situazioni reali, il libro offre preziose lezioni su come individuare e mitigare tali errori.

Un tema ricorrente nel libro è l’importanza della prospettiva a lungo termine e della pazienza nell’investire.
Housel sottolinea che il successo finanziario non dipende solo dalle competenze tecniche, ma anche dalla capacità di controllare le emozioni e resistere alle tentazioni a breve termine.

In generale, “La Psicologia dei Soldi” è un libro che offre un approccio accessibile e pragmatico alla gestione delle finanze personali, fornendo ai lettori una migliore comprensione di come le decisioni finanziarie vengono influenzate dalla psicologia umana.
La sua combinazione di narrazione coinvolgente e saggi consigli lo rende un’ottima risorsa per chiunque sia interessato a migliorare la propria gestione del denaro e a comprendere meglio il proprio rapporto con le finanze.

Detto ciò, quali lezioni ci portiamo a casa?

Lezione #1: L’Impatto delle Emozioni sulle Decisioni Finanziarie

Le emozioni giocano un ruolo cruciale nelle decisioni finanziarie.

Le emozioni influenzano il nostro pensiero razionale e possono portare a comportamenti irrazionali.

La paura e l’avidità, in particolare, possono distorcere la nostra percezione del rischio e della ricompensa, spingendoci a compiere scelte finanziarie impulsivamente.

È importante riconoscere, e accettare, che ciascuno di noi ha un’esperienza unica che informa le nostre decisioni finanziarie, e questa esperienza può essere limitata e distorta.

Ad esempio, le persone possono essere influenzate da eventi passati, come una recessione economica vissuta in giovane età, che colora la loro percezione del rischio futuro: hai presente la nonna che ha vissuto la guerra e che risparmia ancora oggi, mettendo da parte tutta o quasi la pensione, non si sa per chi o per cosa?

Ecco, quel comportamento deriva dalla paura dell’infanzia vissuta in un momento di assoluta paura, incertezza del futuro, e di forti restrizioni economiche; sapere di mettere da parte, per lei, risolve quel problema e le permette di dormire tranquilla.

Comprendere il ruolo delle emozioni nelle decisioni finanziarie può aiutarci a sviluppare una maggiore consapevolezza e adottare strategie più razionali nella gestione dei nostri soldi.

Lezione #2: Differenze tra Diventare Ricchi e Rimanere Ricchi

Diventare ricchi e rimanere ricchi sono due obiettivi diversi che richiedono qualità e strategie diverse.

Per diventare ricchi, spesso è necessario correre rischi e adottare un’ottimistica prospettiva a lungo termine.

Tuttavia, una volta raggiunta la ricchezza, è essenziale essere umili e prudenti, riconoscendo che la fortuna può aver giocato un ruolo nel nostro successo finanziario.

Questo equilibrio tra rischio e prudenza è fondamentale per preservare la ricchezza nel tempo e proteggerla da eventuali perdite.

Ad esempio, coloro che investono in modo imprudente o spendono eccessivamente dopo aver raggiunto la ricchezza possono ritrovarsi in difficoltà finanziarie.

La frugalità e la capacità di adattarsi ai cambiamenti delle circostanze finanziarie sono quindi importanti per mantenere la ricchezza nel lungo periodo.

Lezione #3: L’Importanza di Non Mostrare Ricchezza

Questa lezione può sembrare scontata, ma purtroppo non lo è.

Nell’era dei social, dell’apparenza, delle Ferrari o Lamborghini affittate per un’ora (forse mezz’ora) per fare un video e fingersi ricchi pur di vendere un infoprodotto su “come diventare ricchi” al modico prezzo solo per oggi di 39 euro, l’affitto della stanza a Dubai per mostrare una realtà che non esiste … insomma in quest’epoca dove in tanti pensano più ad apparire che ad essere, l’importanza di non mostrare e ostentare ricchezza rimane una lezione molto attuale.

Aggiungo … ancor più se la ricchezza non ce l’hai.

Mostrare ricchezza attraverso acquisti vistosi o uno stile di vita lussuoso può essere ingannevole e non riflette necessariamente la vera situazione finanziaria di una persona.

È importante comprendere che la vera ricchezza risiede nella gestione saggia delle risorse finanziarie e nel mantenere un equilibrio tra spese e risparmi.

La vera ricchezza è fare in modo che i soldi ti liberino “tempo”: il tempo è l’unica risorsa non rinnovabile nella nostra vita.

Tu puoi fare tutti i soldi che vuoi, ma non puoi avere tutto il tempo che vuoi.

Giudicare la ricchezza basandosi su segni esteriori può essere fuorviante e portare a decisioni finanziarie poco sagge (per non dire stupide!)

Al contrario, concentrarsi sulla costruzione di una solida base finanziaria attraverso abitudini di risparmio sane (occhio … ho detto sane!) può garantire una maggiore sicurezza finanziaria nel lungo termine.

Quel “sane” non vuol dire diventare accumulatori seriali di soldi, per chissà cosa.

Quel “sane” significa evitare gli eccessi della spinta ad apparire, che non porta a nulla.

Ricorda:

Quando qualcuno ti vede sulla Lamborghini, non si ricorda di te, ma della Lamborghini. #Sapevatelo

Lezione #4: La Fallacia di Basarsi sui Dati Storici

Solo perché qualcosa è successa nel passato, non significa che ricapiterà nel futuro.

Eppure, la nostra mente si basa su questo.

Questo concetto si ricollega a quello del “Cigno Nero” di Nassim Nicholas Taleb, ma del Cigno Nero ne parleremo in un altro articolo. 😉

Fidarsi troppo dei dati storici per guidare le decisioni finanziarie può portare a errori significativi, poiché il passato non è sempre un indicatore affidabile del futuro.

Il mondo finanziario è in continua evoluzione e le condizioni economiche e di mercato possono cambiare in modi imprevedibili.

È importante adottare una visione critica dei dati storici e riconoscere i limiti della loro applicabilità nel prevedere il futuro.

Basarsi esclusivamente sui dati passati può essere sbagliato; è consigliabile prendere in considerazione una varietà di fattori, tra cui le condizioni attuali del mercato, le tendenze economiche e i cambiamenti strutturali nel panorama finanziario.

Sii pronto al cambiamento, e guardati sempre intorno.

Non dare nulla per scontato e non basarti solo sui dati storici.

Lezione #5: Il Concetto dell’Abbastanza

Abbastanza.

L’Abbastanza, come concetto, è una medaglia, e in quanto tale, ha due facce:

  • c’è chi non ne ha mai abbastanza
  • e c’è chi ne ha già abbastanza

Se portati all’estremo, questi due modi differenti e soggettivi di vedere la stessa realtà oggettiva, sono entrambi tossici e nocivi.

Chi non ne ha mai Abbastanza

Chi non ne ha mai abbastanza è portato ad alzare sempre l’asticella: nel campo della finanza e dei soldi, alzare l’asticella si traduce in assumersi rischi sempre maggiori.

Unisci una grande ambizione, una forte propensione al rischio, l’adrenalina che si prova, e hai un mix potenzialmente letale.

Queste attitudini sono positive: il problema sorge quando si esagera e si esasperano, e diventano attitudini tossiche.

Chi ne ha già Abbastanza

Chi ne ha già abbastanza, invece, sembra aver raggiunto il nirvana economico.

In realtà, spesso, dietro all’averne già abbastanza, si cela una maschera pesante:

  • l’assenza di ambizione
  • la triste accettazione dello status quo
  • l’accettazione dell’incapacità di cambiare
  • la scusa di non essere in grado

Ma allora dove sta la verità? Dove si trova il corretto punto di incontro tra i due estremi?

In medio stat virtus.

Evvabene, non avevate bisogno di me per sapere che la virtù sta nel mezzo.

Tuttavia, per il concetto dell’Abbastanza, dobbiamo capire che cosa vuol dire “stare nel mezzo”.

La virtù dell’Abbastanza risiede in un aspetto fondamentale: Abbastanza per Me.

Non è una questione di quantità, nè una questione di confronto rispetto alla quantità che hanno gli altri.

Abbastanza per me è l’assunzione di quel rischio massimo oltre il quale, non si dorme più tranquilli.

Fino a quando dormo tranquillo, è Abbastanza. Per me.

A prescindere da quello che potrei ottenere rischiando di più.

Quando si comprende che non ha senso perdere il sonno per qualche euro in più in tasca, si comprende cosa significa Abbastanza Per Me.

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