L’arte del fallimento: Come trasformare gli errori in opportunità di crescita.
“Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.“
Michael Jordan
Introduzione: Fallimento e innovazione nel mondo dell’ingegneria
L’arte del fallimento, ci vuole arte anche in quello.
L’ingegneria è un campo dove la precisione è fondamentale, ma nonostante la preparazione, gli errori accadono.
E va bene così!
Invece di vederli come ostacoli insormontabili, gli ingegneri possono sfruttare i fallimenti come opportunità per migliorare, innovare e crescere professionalmente.
Nella società, siamo spesso educati a evitare gli errori a tutti i costi, ma gli ingegneri sanno che il fallimento è una parte inevitabile del processo di innovazione.
Molti dei progressi tecnologici che diamo per scontati oggi sono nati da fallimenti: pensiamo a invenzioni come il post-it o il teflon, che sono il risultato di tentativi iniziali andati male.
In ingegneria, anche un errore apparentemente insignificante può portare a nuove intuizioni e soluzioni creative che altrimenti non sarebbero emerse.
Accettare gli errori come parte del processo di crescita
Accettare che gli errori siano parte del viaggio è il primo passo verso una crescita autentica.
Gli ingegneri si trovano spesso a lavorare su progetti innovativi e complessi dove è praticamente garantito che qualcosa non vada secondo i piani.
Ma, proprio perché ci si confronta con sfide nuove e sconosciute, gli errori non devono essere visti come fallimenti personali, ma come opportunità di apprendimento.
Quando un progetto non va come previsto, gli ingegneri possono fermarsi, analizzare le cause e migliorare l’approccio.
Prendiamo l’esempio di una costruzione ingegneristica che presenta un difetto strutturale.
Invece di abbandonare il progetto, gli ingegneri devono valutare come correggere l’errore per rendere la struttura più sicura e resistente. È questa capacità di migliorarsi continuamente che permette di raggiungere risultati duraturi.
Resilienza: La chiave del successo per ingegneri
Nel campo dell’ingegneria, la resilienza non è solo utile, ma essenziale.
Ogni progetto ha delle sfide, e la capacità di rimanere concentrati e motivati di fronte agli ostacoli è ciò che differenzia un ingegnere di successo da uno che si arrende.
È attraverso il superamento delle difficoltà che si sviluppa una vera maestria. Gli ingegneri resilienti sono quelli che, nonostante i fallimenti, sanno come rialzarsi e ripartire, applicando le lezioni apprese in modo più efficiente.
La resilienza si costruisce nel tempo, imparando a non prendere gli errori come un segno di incapacità, ma come uno strumento per migliorare le competenze.
Anche un progetto fallito può insegnare più di mille successi, spingendo l’ingegnere a guardare oltre e pensare in modo critico.
Creatività e problem solving: Le lezioni dai fallimenti
È nei momenti di crisi che spesso emerge la creatività.
Quando una soluzione non funziona, l’ingegnere deve trovare nuovi percorsi, nuove tecnologie o materiali alternativi per risolvere il problema.
Questo processo di tentativi ed errori stimola il pensiero laterale, la capacità di vedere problemi da prospettive diverse e di trovare soluzioni non convenzionali.
La creatività in ingegneria non si limita a realizzare progetti all’avanguardia, ma risiede anche nel saper gestire le difficoltà in modo strategico.
I fallimenti diventano così il motore dell’innovazione. Come dice il vecchio detto, “necessità fa virtù”, e nella pratica ingegneristica questo non è mai stato più vero.
La capacità di trasformare un errore in un’opportunità di problem solving porta a innovazioni che cambiano interi settori.
Strumenti pratici per gestire il fallimento
Per affrontare in modo efficace il fallimento, gli ingegneri possono adottare una serie di strumenti che aiutano a imparare dagli errori, prevenirli in futuro e migliorare la qualità dei progetti:
Root Cause Analysis: Questo metodo aiuta a individuare la causa primaria di un problema, andando oltre la semplice correzione del sintomo superficiale. Attraverso questa analisi approfondita, gli ingegneri possono comprendere perché un errore è avvenuto e come evitarlo in futuro.
Feedback costruttivo: Il feedback è essenziale per migliorarsi. Ascoltare le opinioni dei colleghi o dei clienti può portare a intuizioni che altrimenti non sarebbero emerse. Creare una cultura dove il feedback è considerato una risorsa preziosa, e non una critica, aiuta a crescere in modo più rapido e strutturato.
Documentazione degli errori: Tenere traccia degli errori commessi e delle soluzioni adottate crea una banca dati preziosa di conoscenze. Gli ingegneri possono consultare queste informazioni per evitare errori simili in futuro, rendendo il processo di apprendimento più continuo e strutturato.
Conclusione
Il fallimento, lungi dall’essere un punto di arrivo, è il trampolino di lancio verso nuove e migliori soluzioni. In ingegneria, padroneggiare l’arte del fallimento significa affrontare ogni sfida con una mentalità di crescita.
Gli ingegneri che accettano gli errori come parte integrante del processo creativo non solo si migliorano personalmente, ma contribuiscono anche al progresso del settore.
Sviluppare resilienza, coltivare creatività e mantenere una visione orientata al problem solving sono le chiavi per trasformare un errore in un’occasione di innovazione.
È proprio attraverso questi fallimenti che si aprono le porte all’evoluzione tecnologica, al miglioramento continuo e, in definitiva, al successo.
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https://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2024/10/larte-del-fallimento.jpg10241024Enricohttps://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/09/Logo_Smartingegnere_web_Tavola-disegno-1-300x138.pngEnrico2024-10-16 11:39:462025-01-17 10:22:12L’arte del fallimento: Come trasformare gli errori in opportunità di crescita.
Time Management: scopri come gestire al meglio il Tempo per migliorare la qualità della vita e raggiungere i tuoi obiettivi, sia nel lavoro che nella sfera personale, attraverso strategie pratiche e riflessioni sul valore intrinseco del Tempo
Work smarter, not harder
Anonimo
La gestione del tempo è considerata una delle attività più importanti in un mondo lavorativo dove il tempo sembra scarseggiare sempre.
In realtà, gestire il tempo in senso stretto non è possibile.
E prima ci entra in testa, meno tempo sprechiamo 😂.
Perché il tempo è una entità fuori dal nostro controllo.
C’è però una buona notizia: ciò che si può gestire è noi stessi nel tempo.
Ma noi tecnici smart non dobbiamo demordere, e cercare di trovare sempre una soluzione ai problemi e alle perdite di tempo che sopraggiungono ogni giorno.
In un contesto lavorativo in continua evoluzione, professionisti e imprenditori sono accomunati da un medesimo desiderio: avere più tempo…. o quantomeno riuscire a gestirci meglio nel tempo.
Ogni individuo ha un modo personale di lavorare e di gestirsi nel proprio tempo.
Ad esempio, alcuni potrebbero trovare utile pianificare le proprie attività giorno per giorno, mentre altri preferiscono pianificare settimane o addirittura mesi in anticipo.
Molti potrebbero preferire la flessibilità nell’approccio alle proprie attività, mentre altri potrebbero trarre beneficio da una struttura più rigida. È importante sperimentare diverse strategie e adottare quelle che si adattano meglio al proprio stile di lavoro e alle proprie preferenze personali.
Il tempo è una risorsa limitata e non potendo agire sulla sua dimensione quantitativa, la giusta domanda da porsi, in quanto titolari che organizzano le proprie giornate e ripartiscono le attività tra i collaboratori, è:
“Sto gestendo in modo efficace ed efficiente il tempo a disposizione?”
Il time management diventa perciò un aspetto fondamentale che influenza la performance degli studi professionali.
Eccone alcuni consigli che potrebbero fare al caso tuo e che potresti mettere in pratica già da oggi:
Consiglio Smart #1 – Utilizzare la Tecnica del Pomodoro
E’ una tecnica sviluppata da Francesco Cirillo prendendo ispirazione dai famosi timer da cucina a forma di pomodoro.
Il suo funzionamento è semplice e ha il pregio di tenerti concentrato in piccole sessioni di tempo, per trasformarlo in tempo “produttivo:
Scegli un compito,
Armati di timer
Imposta 25 minuti.
Concentrati solo ed esclusivamente sull’attività scelta fino a quando il timer suona.
Poi concediti una pausa di 5 minuti: preparati una tazza di tè, fai una mini passeggiata o alcuni esercizi di stretching.
Quando completi quattro “pomodori” concediti una pausa più lunga (anche 20 minuti).
Questa permetterà al cervello di rilassarsi e assimilare nuove informazioni prima di iniziare una nuova sessione.
In funzione delle attività da svolgere, che magari ti richiedono un tempo prolungato per entrare nel flusso di produttività, puoi sperimentare la tecnica del melone, ovvero al posto di fare sessioni da 25+5 minuti, fai sessioni da 50+10 minuti, prima di prenderti una pausa doppiamente più lunga.
Consiglio Smart #2 – Dai una Dimensione Spazio-Temporale alla “To-Do List”
Spesso ci troviamo a compilare elenchi infiniti di “cose da fare” (lo scriviamo in inglese “to-do list” perché oggettivamente fa più figo).
Lo svantaggio di questi elenchi è che diventano sempre troppo grandi da gestire.
Diventano l’ennesimo spazio dove accumuliamo qualcosa (accumuliamo cose da fare), e alla fine sono talmente grandi da generare un senso di oppressione e di ansia che ci blocca.
A quel punto, non sappiamo più da dove iniziare e queste liste muoiono nel nulla.
L’attività da svolgere è dare una collocazione spazio-temporale alle cose da fare.
Una volta che hai compilato la tua to-do list, prendi il calendario e trova uno spazio all’interno del tuo calendario (sia esso fisico o digitale) per dare una collocazione temporale ad ogni attività.
Se qualche attività rimane fuori da questa pianificazione, allora significa che non è un’attività importante e può essere rimandata alla settimana successiva.
Questa pratica ti consente di stabilire con chiarezza le priorità in funzione degli obiettivi e di potenziare la tua produttività complessiva focalizzando la concentrazione solo per le attività che hai ritenuto importanti tanto da trovare una collocazione spazio-temporale nel tuo calendario.
Quando crei la tua lista di attività, è consigliabile organizzare gli elementi in base alla loro importanza.
Questo ti aiuterà a individuare le priorità in modo efficace.
È importante essere realistici riguardo alla quantità di lavoro che puoi gestire.
Una strategia utile può essere quella di suddividere ogni compito in sottoattività più gestibili. Un elenco di obiettivi troppo ambizioso potrebbe causare demotivazione e ansia.
In un altro articolo vedremo come suddividere le attività nelle quattro categorie fondamentali, in modo da focalizzare la nostra attenzione e le nostre forze su alcune attività imoprtanti:
Urgente e importante
Urgente ma non importante
Importante ma non urgente
Non urgente e non importante
Inutile dire che le ultime sono le attività che proprio non dovrai mai fare!
Consiglio Smart #3 – Evita il Multitasking
Spesso ci siamo trovati a tentare di svolgere più compiti contemporaneamente.
È una situazione comune: siamo impegnati nella preparazione di una presentazione, nella stesura di un report o nella gestione di una pratica edilizia, quando all’improvviso arriva un’email che decidiamo di rispondere subito….. e probabilmente si tratta di quel dannato pantalone in offerta. 🤦♂️
Oppure ci ritroviamo in una riunione mentre cerchiamo di lavorare simultaneamente su un foglio di calcolo.
Una strategia utile è quella di evitare di aprire la casella di posta elettronica finché non si è completato un compito.
È consigliabile affrontare le attività più importanti appena si arriva in ufficio, prima di dare uno sguardo alle email (EAT THE FROG).
Questo momento all’inizio della giornata è cruciale per massimizzare la produttività.
A volte pensiamo erroneamente che bastino pochi minuti per controllare le email, ma spesso ci rendiamo conto che sono trascorse ore senza che ce ne accorgessimo. Rinviare la lettura delle email consente di concentrarsi meglio sulle attività prioritarie.
Inoltre, è importante riconoscere che la maggior parte delle email può attendere un po’ prima di ricevere una risposta.
Evitare il multitasking è essenziale per mantenere alti i livelli di concentrazione e produttività.
Concentrarsi su un compito alla volta consente di ottenere risultati migliori e di gestire le attività in modo più efficiente.
Ricordiamoci, infatti, che ci mettiamo 20 minuti circa a ritornare produttivi nell’attività che stiamo svolgendo, se nel frattempo veniamo distratti da altre attività.
Consiglio Smart #4 – Non Sovraccaricati
Una pianificazione giornaliera ben organizzata è il pilastro fondamentale per ottimizzare la gestione del tempo.
È importante non solo elencare le attività da svolgere, ma anche stabilire priorità e tempi di esecuzione; tuttavia, è cruciale ricordare di lasciare spazio per gli imprevisti.
Inevitabilmente, durante il corso della giornata, si presenteranno compiti non programmabili che richiederanno la tua attenzione. Essere pronti ad affrontarli con la stessa efficienza di quelli programmati è essenziale per mantenere il flusso di lavoro fluido e per non compromettere gli obiettivi giornalieri.
Se sono imprevisti, non possono essere previsti, e quando arriveranno scombussoleranno tutti i tuoi piani.
Con una pianificazione oculata e l’adozione di queste tecniche, sarai in grado di rispondere con prontezza e efficacia alle nuove richieste che si presentano durante la giornata, e riprogrammare correttamente gli slot temporali da dedicare alle attività che avrai messo da parte a causa degli imprevisti.
Mantenere flessibilità nel tuo programma giornaliero ti permetterà di adattarti rapidamente alle situazioni impreviste senza compromettere la qualità del lavoro svolto.
Consiglio Smart #5 –Definisci degli Obiettivi Chiari.
Un aspetto fondamentale del time management è stabilire obiettivi chiari e specifici.
Questa chiarezza ti aiuterà a mantenere la motivazione e a valutare se stai procedendo nella direzione desiderata.
Inoltre, assicurati di porre obiettivi che siano in linea con la tua visione a lungo termine e che contribuiscano al successo complessivo del tuo lavoro e della tua carriera.
Consiglio Smart #6 – Sperimentare e Adattarsi.
Ultimo ma non meno importante.
Ogni individuo è diverso, non esistono formule magiche per ottenere questa tipologia di risultati.
E’ importante sperimentare con diverse strategie e abitudini per trovare ciò che funziona meglio per sé stessi, in modo da riuscire ad essere sempre più produttivi (in modo smart) e avanzare contro quel vento che si indirizza contro il nostro senso.
Infine …
In conclusione, per migliorare la gestione del tempo e aumentare la produttività, è fondamentale adottare un approccio strategico e consapevole.
Utilizzare tecniche come il metodo pomodoro, la creazione di liste realistiche delle attività da svolgere, dare una collocazione temporale alle attività, e evitare il multitasking, è possibile ottimizzare il tempo a disposizione e ridurre lo stress derivante da una cattiva gestione delle attività.
E’ importante ricordare che la gestione del tempo è un processo continuo di miglioramento e adattamento.
Sii aperto all’apprendimento e alla sperimentazione di nuove strategie per trovare ciò che funziona meglio per te. Solo così potrai massimizzare la tua efficienza e il tuo successo professionale.
Prendi l’impegno di mettere in pratica almeno una delle tecniche discusse in questo articolo e osserva come influisce positivamente sulla tua giornata lavorativa.
Ricorda che anche i piccoli cambiamenti possono fare una grande differenza quando si tratta di gestire il nostro tempo.
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https://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2024/03/time-management.jpeg10241024Enricohttps://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/09/Logo_Smartingegnere_web_Tavola-disegno-1-300x138.pngEnrico2024-03-27 09:36:512025-01-17 09:28:57Time Management: Diamo più valore al nostro tempo
Alcune Qualità di un Leader di Successo: conoscerle è importante, per migliorarsi; possiamo (e dobbiamo) fare in modo che ognuna di esse diventi una nostra qualità.
L’unico tratto che accomuna davvero tutti i leader efficaci, se mai ne esiste uno, è la motivazione, una forma di gestione del sé che ci consente di mobilitare le nostre emozioni positive per proiettarci verso un obiettivo.
Daniel Goleman
Quando leggo o sento la parola leader, mi vengono subito in mente i grandi “condottieri” di imprese, quali Steve Jobs, e altra gente la cui faccia finisce nelle frasi motivazionali con espressioni facciali intelligenti di chi ha capito tutto nella vita.
In realtà, possiamo essere dei leader anche nel nostro piccolo mondo: che tu sia il titolare di uno studio tecnico, che lavori come libero professionista e ogni tanto collabori con qualche collega, o che tu sia un dipendente di un ente pubblico o di una società, è indifferente. Conoscere le qualità di un buon leader ci permette di lavorare su quegli aspetti di noi stessi che ci possono portare ad essere persone migliori nel lavoro e nella vita.
Anche se non sei a capo di nessuna azienda, studio o di nessuna unità operativa, avere un atteggiamento finalizzato al miglioramento di sé stessi ti permetterà di avere il giusto approccio per essere una persona migliore: lavorare su noi stessi porta risultati anche nel lavoro.
Le qualità che seguono sono alcune di quelle tratte dal libro di Dale Carnegie “Come diventare un Leader di successo“, del quale vi consiglio vivamente la lettura.
E’ un libro che ho ricevuto in dono da una collega di lavoro.
Io ho la fortuna di gestire alcune piccole realtà e ricevere un libro di questo tipo mi ha fatto molto piacere: è uno di quei libri di crescita personale che io chiamo “libri per conquistare il mondo“, ma nel leggerli ci si rende conto che più che conquistare il mondo altro non si fa che lavorare sul miglioramento di sé stessi.
E se poi, anche se non si conquista il mondo, almeno ci si sente una persona migliore di come eravamo ieri. 😁
1 – I Leader si ispirano a valori forti ed elevati principi etici, si comportano come esempio tanto nella vita privata quanto in quella professionale. Lavorare sodo, ma con etica permette di raggiungere i risultati prefissati. Fare, anziché parlare. Ma non solo l’azione distingue i leader; l’azione è mossa da principi, che mettono al primo posto l’etica e il rispetto, e non il raggiungimento del risultato. Il risultato è solo una conseguenza di una serie di azioni: e che ci crediate o no, si può raggiungere il risultato anche con comportamenti rispettosi e corretti.
2 – Sono proattivi e orientati al risultato. Le azioni che guidano un leader, che come abbiamo visto sono etiche e corrette, sono fortemente orientate al risultato. Un leader è colui che per primo vuole diventare padrone della conoscenza del dominio di interesse, così da poter prendere decisioni guidate dal buon senso.
3 – Hanno ottime capacità di ascolto. Quando penso ad un leader, la prima scena che mi viene in mente è il “OneManShow” che sale sul palco e cambia il mondo presentando l’ultimo modello di cellulare che … udite udite … tra le tante cose che fa … telefona! Wow, il mondo non sarà più lo stesso. In realtà un leader non è solo un comunicatore da palcoscenico; una delle qualità fondamentali di un leader è l’ascolto. Ascoltare e apprendere dall’ascolto è una delle qualità fondamentali: un leader che ascolta, e più in generare una persona che ascolta, è una persona che impara. Se vuoi conoscere l’importanza dell’ascolto, ti consiglio di leggere perché è importante non perdere nessuna buona occasione per stare zitti 🤐
4 – Sotto pressione, dominano le emozioni. Nella vita e nel lavoro ci si trova, spesso, in situazioni complicate. Ci si trova davanti a decisioni non facili da prendere. La capacità di dominare le emozioni sotto pressione (che può venire sia dall’importanza della decisione da prendere in una situazione difficile, sia dalla quantità delle situazioni da gestire) è un aspetto fondamentale per poter essere lucidi e prendere la decisione razionale anche quando “la pancia” direbbe altro.
5 – Hanno un atteggiamento positivo. Sembra scontato da dire, ma l’atteggiamento positivo è una di quelle qualità che un leader ha. Avere il giusto atteggiamento è anche fondamentale per reagire in modo efficace ai contesti: spesso, qualcosa può andare bene o male, dipende solo dal nostro atteggiamento. Che tu creda di farcela o di non farcela, avrai comunque ragione. Diceva il buon Ford.
6 – Mentalità aperta e accolgono suggerimenti. Anche questa sembra tanto semplice quanto scontata, eppure è qualcosa che non è da tutti. Accogliere suggerimenti, che si sposa con la capacità di ascolto che abbiamo indicato prima, è fondamentale per raggiungere i propri risultati personali e di gruppo. Attenzione: accogliere suggerimenti non significa smettere di pensare e far decidere gli altri. Mentalità aperta e accogliere suggerimenti deve essere quel valore aggiunto che porta quel punto di vista diverso rispetto al nostro che può permetterci di cogliere un’opportunità nuova, un miglioramento, un valore aggiunto che da soli non si riusciva a cogliere. Avere la capacità di accogliere suggerimenti è un forte segno di umiltà, altra dote fondamentale per un buon leader di successo.
7 – Sanno valorizzare i punti di forza di chi li circonda. Alcuni pensano che valorizzare chi li circonda li metterà in ombra. Niente di più sbagliato. I veri leader sono quelli che sanno riconoscere i punti di forza e instaurare nei propri collaboratori la sicurezza, la fiducia, e la capacità di esprimersi al meglio delle proprie potenzialità. Per tornare al sig. Jobs dei cellulari, lui assumeva sempre persone che sapevano fare qualcosa meglio di lui. Solo così un’azienda può crescere in modo sano. Assumendo e valorizzando le qualità e i punti di forza delle persone che ti circondano.
8 – Sono innovatori e non hanno paura di sperimentare nuove idee. Anche questo sembra qualcosa di scontato, eppure qualcuno dalla mentalità aperta non avrà paura di sperimentare qualcosa di nuovo, tanto nella vita quanto nel lavoro. Se fai ogni giorno le stesse azioni, come pensi di poter ottenere risultati differenti? Per ottenere risultati differenti devi cambiare azioni. L’apertura mentale e l’audacia nel provare qualcosa di nuovo sono due ingredienti fondamentali per un buon leader di successo.
La Barca di Chi Preferisce Stare al Sicuro Non Si Allontanerà Mai Dalla Riva.
Dale Carnegie
E tu … hai alcune di queste qualità? Ti aspetto nei commenti 😊
https://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2022/05/leader-di-successo-qualita-di-un-leader.jpg13352000Enricohttps://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/09/Logo_Smartingegnere_web_Tavola-disegno-1-300x138.pngEnrico2022-06-01 05:00:002025-01-20 10:15:348 Qualità di un Leader di Successo
Locus of Control, nel nostro amato italiano “centro del controllo”: quel che capita è merito/colpa tua o del mondo che ti circonda?
Tutti hanno dei problemi, quello che conta è come si sceglie di affrontarli. Alcuni scelgono di lamentarsi e di fare le vittime, altri scelgono di essere vincitori.
Richard Paul Evans
Locus of Control, nel nostro amato italiano “centro del controllo“: è un concetto tanto semplice quanto potente.
E una volta che lo conosci, non si può fare a meno di prendersi le proprie responsabilità. O comunque cercare di essere ponderati nel prendersi le proprie responsabilità.
Faccio un passo indietro … altrimenti non si capisce nulla 😊
Il Locus of control, o centro del controllo, è un concetto che è nato negli anni 50 in psicologia.
Il LOC, acronimo di Locus of Control, può essere interno o esterno.
Quando una persona ha un Locus of Control Interno, allora tutto ciò che gli capita nella vita sarà merito o colpa sua.
Quando una persona ha un Locus of Control Esterno, significa che tutto ciò che gli capita nella vita sarà colpa o merito degli altri e del mondo esterno. Tipicamente, colpa.
Per completezza, riporto quel che dice Wikipedia a riguardo
La teoria del locus of control (dall’inglese, “luogo di controllo”) rappresenta, in psicologia, la modalità con cui un individuo ritiene che gli eventi della sua vita siano prodotti da suoi comportamenti o azioni, oppure da cause esterne indipendenti dalla sua volontà.
Sono stati individuati due tipi di locus of control:
– Interno: che è posseduto da quegli individui che credono nella propria capacità di controllare gli eventi. Questi soggetti attribuiscono i loro successi o insuccessi a fattori direttamente collegati all’esercizio delle proprie abilità, volontà e capacità.
– Esterno: posseduto da parte di coloro che credono che gli eventi della vita, come premi o punizioni, non siano il risultato dell’esercizio diretto di capacità personali, quanto piuttosto il frutto di fattori esterni imprevedibili quali il caso, la fortuna o il destino.
Wikipedia
Locus of Control Interno e Locus of Control Esterno: Vantaggi e Svantaggi
Lamentarsi Non è Una Strategia
Qualcuno là fuori
Partiamo dagli estremi.
Le persone che hanno un Locus of control interno molto elevato, tenderanno a dare la colpa di tutto ciò che capita nella loro vita al mondo, alla società, e più in generale agli altri.
Hanno avuto un successo? E’ stata fortuna.
Ma più di frequente …
Non hanno avuto successo? E’ colpa di qualcuno.
Queste persone tenderanno sempre a trovare una scusa per i loro insuccessi.
Non sono felici e non stanno vivendo la vita che desiderano perché il mondo è brutto e cattivo e ce l’ha con loro.
Le persone dal LOC interno molto alto tenderanno anche a sminuire il successo degli altri: se qualcun altro ha avuto un successo, è perché ha avuto fortuna, ha qualche “santo in paradiso”, conosce le persone giuste.
Non riusciranno mai ad ammettere che i successi altrui sono per merito.
Ah… brutta bestia l’invidia.
Di contro, chi ha il Locus of Control Esterno molto elevato, tenderà a farsi carico di tutto ciò che succede.
A volte pure troppo; a volte, chi ha un LOC esterno molto alto, tenderà a darsi la responsabilità di eventi che, obiettivamente, non poteva prevedere.
Tendenzialmente, un buon atteggiamento nella vita è quello di avere un LOC esterno.
Ma anche questo, se è troppo elevato, rischia di essere un aspetto negativo.
Chi ha un LOC esterno elevato, quando ha successo sarà per merito suo (e è troppo elevato, magari si prenderà i meriti anche del team che lo ha supportato 🤦♀️); quando però incontra una palese sfortuna nella vita (ad esempio, viene colpito da un fulmine a ciel sereno), si farà carico della colpa di questo fino a farne una malattia.
Dove sta la virtù?
In medio stat virtus.
La virtù sta nel mezzo, diceva qualcuno che masticava latino.
L’ideale sarebbe avere un atteggiamento, un approccio, e più in generale avere un LOC esterno alto, fino ad un punto di sensatezza.
Se mi prende un fulmine a ciel sereno, non è colpa mia. Se mi prende un fulmine durante un temporale, probabilmente non sarei dovuto uscire di casa.
Ecco, questa è ponderatezza 😎.
L
Locus of Control Esterno: prenditi la responsabilità della tua vita
Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla
Martin Luther King
Una volta che conosci determinati concetti, non puoi non farli tuoi.
E se non lo fai … mi dispiace per te.
Li puoi prendere, fare tuoi, metterli nel tuo bagaglio di conoscenza, e iniziare ad applicarli.
Inizia a guardarti dall’esterno: ogni volta che ti lamenti, cerca di capire se è un tuo meccanismo di autodifesa, e cerca di capire se, invece, avresti potuto fare qualcosa di diverso, per ottenere un esito diverso da quello che hai ottenuto.
Nel mondo dei jogos casino online grátis ci sono anche elementi che incoraggiano il processo decisionale indipendente e la responsabilità nel gioco. Fornendo vari bonus e promozioni, il casinò crea le condizioni per la responsabilità personale del gioco, aiutando i giocatori a godersi il gioco assumendosi la responsabilità delle proprie azioni.
Inizia a prendere le redini in mano, e prenditi la responsabilità della tua vita.
E’ decisamente più faticoso, ma decisamente più promettente.
Se oggi non hai quello che vuoi, non è colpa di nessuno se non tua.
Se non hai il lavoro che sognavi, è perché hai accettato quel che passava in convento e non hai fatto nulla per poi cambiare.
E’ ora che inizi ad avere un LOC esterno alto (senza farne una malattia), in modo da prendere in mano il potere di cambiare quel che non ti va.
Nel momento in cui prendi coscienza che la colpa (e il merito) di ciò che ti accade è tuo, e solo tuo, da una parte ti troverai ad accusare il colpo ogni volta che qualcosa non va per il vereso giusto.
Dall’altra, però, che goduria quando tutto va come deve andare.
E no, a quel punto non è fortuna.
E’ solo merito tuo.
https://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2022/05/locus-of-control-loc-centro-del-controllo-interno-esterno.jpg13332000Enricohttps://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/09/Logo_Smartingegnere_web_Tavola-disegno-1-300x138.pngEnrico2022-05-27 19:20:042025-01-20 10:14:42Locus of Control
Unscripted. Esci dal copione. Vita, libertà e spirito imprenditoriale – Mj DeMarco
Non è Matrix, ma devi fare una scelta: vuoi una vita pre scritta, o vuoi uscire dal Copione che qualcuno ha pensato per te, e iniziare a Vivere. Esistono dei libri che ti svegliano, e Unscripted è uno di questi.
La Perseveranza è l’unica differenza tra il successo e il fallimento
Mj DeMarco
Ognuno di noi ha dei libri che lo colpiscono particolarmente.
Unscripted di Mj DeMarco è uno di quelli che mi ha colpito. Letteralmente.
E’ uno di quei libri che ti svegliano, e lo fa a suon di schiaffi.
Mentre lo leggevo era come se qualcuno mi volesse svegliare attraverso una serie di manate in faccia abbastanza forti da risvegliare qualcuno in coma.
Faccio una piccola premessa: è un libro americano.
E’ un libro di crescita finanziaria, quindi è scritto con quello scopo; è un libro che, come tanti libri del settore, è ricco di segreti di pulcinella.
A volte, è utile che qualcuno ti riveli, nuovamente, che il segreto per il successo è farsi il culo :).
Non un è libro per tutti; infatti se non hai l’ambizione di diventare un imprenditore, quel che succede è che prendi gli schiaffi e non impari nulla. Comunque, al di là dell’ambizione o meno di ciascuno di noi, tecnici smart, di voler diventare ricchi imprenditori, ci si può sempre portare a casa qualcosa di buono dalla lettura di un libro; ecco alcune lezioni che ci possiamo portare a casa dalla lettura di Unscripted.
Esci dal Copione: Il Momento del Vaffanc*lo
Siamo i sottoprodotti di uno stile di vita che ci ossessiona. Omicidi, crimini, povertà, queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con 500 canali, il nome di un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra, l’arredatrice, poche calorie, Marta Stewart. Fanculo Marta Stewart. Marta sta lucidando le maniglie sul Titanic, va tutto a fondo bello. Perciò vaffanculo tu e il tuo divanetto a strisce verdi di Omar Shab della String
Tyler Duren (Fight Club)
Unscripted possiamo tradurlo come “non scritto”, “non pianificato”, “non destinato” … e forse anche come “non condannato”.
Odiare il lavoro, accumulare debiti per una bella casa e una bella macchina.
Vendere il proprio tempo secondo un’equazione che non funziona: cinque giorni alla volta per ottenerne due in cambio.
Scambieresti 5 euro in cambio di 2?
Obiettivamente, visto così, fa male.
Fa male perchè è la dura verità: è la vita che tanti di noi conducono, e quando qualcuno ce lo fa notare, fa male.
Può essere però quel dolore positivo che ti stimola ad andare avanti; un po’ come il dolore del maratoneta durante la corsa.
Invecchiare sognando, e arrendersi a qualcosa che la società ha scritto per noi è quello che si chiama “il Copione“.
Il Copione è ciò che gli altri hanno scritto per noi, e ciò da cui dobbiamo scappare.
Il Copione è ricco di frasi fatte, e di pressioni sociali che vengono dal mondo che ci circonda:
L’uscita comincia dal capire che il Copione parla per frasi fatte:
avviare un’attività è rischioso;
per diventare ricco devi risparmiare e affidarti all’interesse composto;
la casa è un grande investimento;
per avere successo serve una laurea;
i soldi non fanno la felicità;
lavorare in una grande azienda offre agio e sicurezza.
Puoi scegliere se continuare ad accettare consigli mediocri da persone mediocri che conducono una vita mediocre; oppure puoi scegliere la strada per la felicità, fatta di libertà finanziaria e spirito imprenditoriale.
Può esistere, nella vita di ognuno di noi, quel momento nel quale ci rendiamo conto che non vogliamo più stare dentro i binari che qualcuno ha scritto per noi.
Generalmente c’è un evento scatenante; in altri casi è sufficiente un libro per generare quel momento di estrema lucidità in cui ti rivolgi alle regole che qualcuno ha scritto per te:
Vaffanc*lo.
Credenze, Pregiudizi e Cazz*te. I Detrattori del Tuo Successo sono Proprio Quelli che ti Vogliono Bene
Gli uomini non sono prigionieri del loro destino, ma sono prigionieri delle loro menti
Franklyn Roosvelt
I primi detrattori delle tue nuove scelte di vita passeranno per amici e parenti.
Alla tua decisione, più o meno drastica, avrai principalmente pareri contrari:
Ma che fai? Hai un lavoro sicuro? Perchè butti tutto quello per cui hai studiato?
Non lo fanno per male; anzi, pensano di consigliarti qualcosa di buono.
Eppure semplicemente non hanno ancora vissuto il loro momento risvegliante e non sanno che, i loro consigli che vengono dal Copione, non sono più la strada giusta per te.
Insieme a loro, dovrai liberarti di tutte quelle credenze e pregiudizi sbagliati che ci hanno insegnato fin da piccoli.
Quando vedi qualcuno ricco con una bella macchina, il 99% delle persone pensa
“sarà un figlio di papà ereditiere” oppure “chissà quale business illegale e disonesto porta avanti per avere tutti quei soldi”.
La realtà è dura da digerire, perchè è completamente diversa da queste credenze.
La maggior parte dei nuovi ricchi sono di prima generazione; quindi sì, esistono anche figli di papà che hanno ereditato una fortuna, ma tutti gli altri si sono fatti il mazzo tanto quanto te e me.
Anzi, a dirla tutta, si sono fatti il c*lo molto più di me e di te.
L’aspetto interessante è che le persone che hanno la convizione che la fortura degli altri sia solo fortuna (e non frutto di grande sacrificio) sono gli stessi che
ah ma io non ho tempo, e magari passano ore ai videogames o a guardare serie tv
ah ma io non ho tempo, e non leggono un libro dall’ultimo compito assegnato a scuola
ah ma io non ho tempo, e passano più tempo a fare aperitivi con amici che a lavorare sul proprio futuro
Sia chiaro: queste affermazioni non si devono tradurre in una vita di soli sacrifici, senza guardare la TV e dimenticandosi degli amici e del tempo da dedicare alle relazioni.
E’ il giusto equilibrio che conta; è la possibilità di premiarsi con un aperitivo in compagnia dopo che si è lavorato tanto per il proprio futuro.
Nemico #2: Liberati dei Venditori di Sogni
Gli imbroglioni hanno sempre saputo che il loro mestiere non è quello di convincere gli scettici, ma di permettere ai creduloni di continuare a credere quello che vogliono credere.
Thomas Sowell
Altro nemico di cui ti devi liberare sono i venditori di sogni.
Ormai ovunque, soprattutto in rete, è strapieno di persone che ti vendo:
un nuovo metodo supersegreto che i ricconi di Wall Street non ti vogliono raccontare
il metodo infallibile per generare 1 milione di euro al mese comprando e vendendo borracce su Amazon
una strategia per hackerare il sistema e vivere di rendita da Dubai, passando tutto l’anno al mare in bermuda
A che prezzo?
Alla modica cifra di 500 euro, ma scontato solo per oggi lo puoi avere per 47€
Occasione imperdibile.
Ecco, probabilmente il venditore di fumo di turno ti proporrà la sua infallibile strategia con dietro un’auto di lusso (presa a noleggio) da un posto esotico (su cui sarà arrivato con un volo low cost); puoi credere a quello che vuoi, ma ricordati:
se funzionasse, non verrebbe a dirtelo
se fosse così prezioso, non sarebbe così economico
Pensaci un attimo, e ragioniamo per assurdo: se il metodo, per soli 47 euro, permettesse a tutti di diventare ricchi in due settimane, tra due settimane avremo un paese di milionari.
E cosa accadrebbe? Se tutti sono milionari, significa che nessuno in realtà lo è. Il costo della vita si adeguerebbe al nuovo standard, e tutto come prima.
Quindi no, non esiste un metodo infallibile che per soli 47 euro ti permetterà di utilizzare la strategia supersegreta per diventare ricco.
Il Talento non Conta: Conta l’Esecuzione con una Mentalità Dinamica
Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati.
Micheal Jordan
Abbiamo chiuso la lezione precedente con la certezza che credenze sbagliate producono azioni sbagliate e risultati sbagliati.
Ora dobbiamo focalizzarci sul creare valore per i nostri clienti.
Assioma di partenza: il talento non basta.
Cullarsi su un potenziale talento che ognuno di noi può avere ci fa sentire speciali e ci fa cullare sugli allori.
Purtroppo si tratta di una falsa vittoria: il talento non è nulla; conta l’esecuzione.
A prescindere dal talento, dobbiamo costruire processi di
consapevolezza intelligente: lo sforzo costante è la base per ottenere risultati
identificare e visualizzare l’obiettivo del cambiamento, e definirlo in termini numerici
spezzare l’obiettivo futuro in singole azioni quotidiane, così da sapere come arrivare a meta
identificare le insidie che troverai lungo il percorso
cattive abitudini: prima le identifichi e poi crei degli ostacoli così da rendere difficoltoso ricaderci
Attenzione però, “esecuzione” non significa stampare un biglietto da visita con scritto CEO della propria azienda.
Prodottocrazia: i 5 Comandamenti
Il cliente soddisfatto è la migliore strategia di business
Michael Le Boeuf
La pubblicità può essere utile per velocizzare l’avvio di un business.
Tuttavia, se tutti i tuoi clienti vengono acquisiti solo grazie alla pubblicità a pagamento, hai un problema.
Secondo l’autore, infatti, la strategia a lungo termine deve basarsi su un passaparola positivo.
In questo modo, la tua azienda potrà sopravvivere anche se sceglie di non fare pubblicità.
Per generare una prodottocrazia, oltre alla costruzione delle relazioni con le persone, è necessario seguire i 5 comandamenti:
comandamento del controllo: devi vendere il tuo brand, non quello di un altro. Non devi scalare le piramidi, costruisci le piramidi.
comandamento dell’accesso: se chiunque può entrare facilmente nel tuo business, la barriera di accesso è troppo bassa e il tuo business
comandamento del bisogno: se trovi un bisogno trovi un’opportunità. Se soddisfi un bisogno, hai un business
comandamento del tempo: il tuo business deve restituirti tempo; devi creare qualcosa che possa generare introiti a prescindere dal tuo tempo. Un libro che hai scritto genera introiti anche dopo che l’hai scritto; se sei un consulente, guadagni solo in proporzione al tempo che dedichi.
comandamento dell’estensione: il valore deve essere replicabile. il valore che generi deve essere duraturo. i clienti devono essere replicabili. scegli un business che sia scalabile (ovvero cresce esponenzialmente rispetto allo sforzo che viene immesso).
Se non l’hai letto, è un libro consigliatissimo.
Spero che ti sia piaciuto.
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https://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2022/04/unscripted-esci-dal-copione-mj-demarco.jpg16001094Enricohttps://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/09/Logo_Smartingegnere_web_Tavola-disegno-1-300x138.pngEnrico2022-05-04 12:34:002025-01-20 10:08:20Unscripted. Esci dal copione. Vita, libertà e spirito imprenditoriale – Mj DeMarco
Libro – Le 7 Regole per Avere Successo – Stephen Covey
Avere successo non è causale. Vediamo le 7 regole descritte dal Stephen Covey, nel suo libro, e come queste possono aiutare noi tecnici smart nella vita di tutti i giorni.
L’abitudine è l’intersezione di conoscenza (cosa fare), abilità (come fare) e desidero (voler fare).
Stephen Covey
Avere successo, nella vita e nel lavoro, è un concetto tanto ampio e soggettivo.
Ognuno di noi ha il suo personale concetto di “avere successo“.
Tuttavia, esistono delle regole comuni, delle abitudini di comportamento che se applicate bene e con costanza, potranno portarci a risultati positivi qualunque sia il nostro concetto di “avere successo”.
Probabilmente le regole e abitudini da applicare per avere successo sono tante; per ora vediamo le 7 regole condensate dal buon Stephen Covey, nel suo omonimo libro “Le 7 Regole per Avere Successo“
Regola 1 – Sii proattivo
Regola 2 – Comincia pensando alla fine
Regola 3 – Dai precedenza alle priorità
Regola 4 – Pensare Win/Win
Regola 5 – Prima cerca di capire, poi di farti capire
Regola 6 – Crea sinergia
Regola 7 – Affila la lama
Regola 1 – Sii proattivo
Fino a quando pensi che il problema stia là, quello stesso pensiero è il problema
Stephen Covey
Esistono due tipi di persone nella vita: le persone reattive e le persone proattive.
Le persone reattive sono quelle che si concentrano sulle cose che non possono cambiare o controllare.
Risultato? Si lamentano sempre.
E come darli torto. Se non possono cambiarle, non possono far altro che lamentarsi.
Emh … non è proprio così.
Le persone proattive, poste nella medesima situazione, non sprecano la loro energia nelle cose che non si possono cambiare.
Analizzano la situazione, e si concentrano sulle cose che, invece, è nel loro controllo cambiare.
L’azienda dove lavori ti tratta male, sei sottopagato, e non ti porta nulla se non lo stipendio puntuale?
Se sei reattivo, rimarrai lì. Ti lamenterai perchè non puoi cambiare i vertici aziendali e come gestiscono l’azienda.
Il consiglio è quello di essere proattivo: non puoi cambiare i vertici aziendali? non puoi cambiare come viene gestita l’azienda?
Perfetto. Concentrati sulle tue abilità, migliorale e vedrai che sarà più facile trovare una nuova azienda che ti garantirà un riconoscimento economico maggiore, un trattamento migliore e un apprendimento costante.
Sii proattivo.
Regola 2 – Comincia pensando alla fine
Se la scala non è appoggiata al muro giusto, ogni passo che muoveremo non farà che farci avvicinare più in fretta nel posto sbagliato.
Stephen Covey
Se il tuo funerale fosse fra tre anni, che cosa direbbero di te i presenti?
Se fosse oggi, non avresti più tempo per cambiare. Ma se immagini che sia fra tre anni, è un tempo sufficiente per porsi le domande giuste.
Come vorresti essere ricordato?
Che tipo di amico vorresti essere?
Che tipo di capo/collega vorresti essere?
Quali risultati vuoi che le persone ricordino di te?
e ancora … Come vorresti influenzare la vita delle persone intorno a te?
Lo so, l’esempio è un po’ macabro. Ma è necessario per rendere l’idea e chiarire il cocetto.
Significa che ogni tua azione deve essere ispirata da una chiara visione della destinazione a cui vuoi arrivare o dall’obiettivo che vuoi raggiungere.
Se hai in mente l’obiettivo finale, sarà anche più facile dire no alle cose che non ti avvicinano all’obiettivo stesso.
Diversamente, ogni passo sarà fatto in una direzione casuale, che non ti avvicinerà ai tuoi obiettivi/destinazioni.
Esempio pratico.
Se il tuo obiettivo è quello di acquisire nuove competenze dopo il lavoro per poter ottenere una promozione, perché vai tutti i giorni a bere una birra con gli amici dopo il lavoro?
Se il tuo obiettivo è quello di creare un nuovo business oltre il lavoro, perché allora passi il tuo tempo libero a guardare Netflix?
Prendi un foglio di carta e scrivi sulla sinistra i tuoi obiettivi, mentre sulla destra scrivi le varie azioni che compi tutti i giorni e le persone che incontri.
Se esegui questo esercizio per una settimana, ti accorgerai che la maggior parte delle azioni che compi e delle persone che incontri non contribuiscono ad avvicinarti ai tuoi obiettivi.
Comincia pensando alla fine.
E sii coerente (aggiungo io).
Regola 3 – Dai precedenza alle priorità
Tu devi decidere quali siano le tue maggiori priorità ed avere il coraggio – piacevolmente, sorridendo, e senza scusarti – di dire “no” alle altre cose. Ed il modo in cui puoi farlo è nell’avere un grande “sì” che ti brucia dentro. Il nemico del “meglio” è spesso il “buono”.
Stephen Covey
Definisci qual è o quali sono le tue priorità.
Passare del Tempo di qualità con la famiglia?
Curare le relazioni con gli amici?
Migliorarsi nel proprio lavoro?
Se per esempio la tua priorità è passare del tempo di qualità con la tua famiglia, come ci puoi riuscire se dopo che lavori tutto il giorno ti riposi guardando la tv?
Oppure vuoi concentrarti maggiormente sul tuo lavoro, ma hai molti incarichi universitari. Puoi utilizzare facilmente gli strumenti di scrittura di papertyper.net e aumentare la tua produttività. Dopotutto, avrai più tempo libero.
Non ti arrabbiare. Hai due scelte: continuare a trovare scuse, oppure definire le tue priorità e gestire le tue attività in funzione di questo.
Il buon Stephen consiglia l’uso del Quadrante di Gestione del Tempo.
Per costruire il quadrante del tempo è sufficiente prendere un foglio di carta e disegnare 4 aree.
Si tratta di una piccola matrice con 4 quadranti dove ognuno di essi sarà catalogato in base alle righe e colonne che definiscono le questioni urgenti e le questioni importanti.
Ecco un esempio di quadrante del tempo, noto anche come “Matrice di Eisenhower” o “Matrice di Covey”.
Quadrante Gestione Del Tempo – Matrice di Eisenhower
Nel dettaglio si tratta, quindi, di inserire le attività nei vari quadranti, differenziandole per urgenza e importanza.
In questo modo avremo le nostre attività suddivise in:
urgenti e importanti
urgenti ma non importanti
importanti ma non urgenti
non urgenti e non importanti
Se proseguiamo nell’analisi delle varie attività e nel quando sono da compiere:
urgenti e importanti —> ATTIVITA’ DA FARE SUBITO!
urgenti ma non importanti —>ATTIVITA’ DA DELEGARE
importanti ma non urgenti —> ATTIVITA’ DA PIANIFICARE
non urgenti e non importanti —> DA PROCRASTINARE
Per fare un esempio pratico di attività che possiamo inserire nei vari quadranti, ecco un’altra immagine esplicativa
Solo dopo aver scritto le nostre attività quotidiane nel quadrante di gestione del tempo, ci renderemo conto di quanto tempo sprechiamo, di quante azioni possiamo delegare a qualcun altro e di quante azioni, invece, dobbiamo pianificare e invece rinviamo per dedicarci alle questioni NON urgenti e NON importanti.
Dopo esserti liberato delle cose “urgenti e importanti” che vanno eseguite subito, puoi concentrarti sulle attività “non urgenti, ma importanti”.
Le persone veramente efficaci si concentrano su queste attività: non urgenti, ma importanti.
La maggior parte di noi dedica troppo tempo a ciò che è urgente e non abbastanza a ciò che è importante.
Regola 4 – Pensare Win/Win
Se io voglio vincere, non necessariamente tu devi perdere
Stephen Covey
Pensare a come approcciare le relazioni secondo il metodo Win/Win, Vincere/Vincere ti cambia la vita.
E’ solo dopo che inizi ad utilizzare questo metodo che diverse porte si spalancheranno per dare spazio alle tue opportunità.
L’autore porta un esempio di non cooperazione nel settore vendita di un’azienda.
I venditori non cooperavano, e, come azienda, non ottenevano i risultati desiderati.
Allora il manager dell’azienda decide di incentivare la cooperazione mettendo un premio per il miglior venditore.
Risultato? Nessuno. La cooperazione tra i vari venditori non migliorò, e questo perché l’incentivo era basato sulla competizione.
Aiutare l’altro venditore, avrebbe significato allontanarsi dal premio.
Alcuni vincono, e altri perdono.
Le relazioni non necessariamente sono a somma zero, dove c’è una parte che vince e una parte che perde.
Spesso possiamo trovare dei modi di cooperare che portano vantaggi ad entrambi.
E’ il motivo per cui le grandi aziende, anziché farsi la guerra commerciale, spesso fanno accordi di cooperazione per trarre entrambe dal mercato il maggior profitto.
Vuoi ottenere più risultati?
Concentrati sul vantaggio che otterrà l’altro dall’accordo con te, e vincerete entrambi.
Regola 5 – Prima cerca di capire, poi di farti capire
La maggior parte delle persone non ascolta con l’intento di capire; ascoltano con l’intento di rispondere
Stephen Covey
P: Dottore non vedo bene.
D: Provi questi occhiali.
P: Continuo a non vedere bene.
D: Impossibile, con me funzionano. Pensi positivo.
Una cura senza una diagnosi.
Ecco l’errore principale che facciamo nelle conversazioni.
Prescriviamo cure senza ascoltare con attenzione.
Senza ascolto empatico.
Sentenziamo, senza conoscere.
Sapevi che in una conversazione, le parole contano per meno del 10%?
E’ questo il vero motivo per cui, quando scrivi un messaggio, spesso vieni frainteso.
Le parole non trasmettono toni, e altri suoni.
E con una chiamata?
Meglio, ma non troppo.
Quando due persone non si comprendono e vorrebbero farlo, almeno una delle due propone “vediamoci e ne parliamo”.
La motivazione risiede nel fatto che in una conversazione il linguaggio del corpo conta per circa il 60%, mentre i toni e altri suoni per circa il 30%, e infine le parole per il 10%.
Motivo per cui, spesso puoi capire persone senza che aprano bocca.
Utilizzare l’ascolto empatico migliorerà le tue relazioni, sia a casa che a lavoro.
La prossima volta che qualcuno ti parla, interrompi quello che stai facendo, lascia il telefono, e concentrati sul suo messaggio.
Solo dopo che l’avrai ascoltato in modo empatico, l’avrai capito. E solo dopo che l’avrai capito, potrai fare una diagnosi ed eventualmente consigliare una cura.
Regola 6: Crea sinergia
Sii parte della soluzione, non del problema
Stephen Covey
Sapevi il perché gli uccelli volano con una formazione a V ?
Hanno scoperto che lo fanno, perché gli uccelli posti nella parte in fondo alla V godono della corrente d’aria creta dal movimento delle ali degli uccelli sul davanti.
E durante i viaggi, anche se la disposizione a V non cambia, quel che varia è la posizione degli uccelli all’interno della V.
Quindi a turno tutti potranno godere dei benefici creati dalla corrente d’aria degli uccelli davanti.
Creano sinergia.
La cooperazione ci consente di ottenere risultati in modo più efficace.
Regola 7: Affila la lama
Devi innaffiare i fiori che vuoi far crescere
Stephen Covey
Se tagli un albero con una lama spuntata, sarai fortunato se ci riuscirai.
Se arriva il tuo vicino di casa e ti dice “hey, se affili la lama, riuscirai a tagliarlo meglio e in meno tempo“
“Scusa, ma non ho tempo di affilare la lama!”
Siamo fatti così.
Vogliamo stare bene e in forma, ma non abbiamo tempo da dedicare all’allenamento.
Vogliamo essere colti e intelligenti, ma non abbiamo tempo di leggere.
Vogliamo una grande famiglia e migliori relazioni con gli amici, ma non abbiamo tempo per loro.
Vogliamo essere entusiasti del lavoro di lunedì, ma non riusciamo a rilassarci a dovere nel fine settimana.
Dovresti imparare a pianificare non solo i giorni e i momenti di lavoro, ma anche quelli di riposo.
I momenti di riposo e di svago, sono tanto importanti quanto le ore di lavoro perché sono questi momenti di riposo che rendono i momenti di lavoro veramente produttivi.
Affila la lama.
Cosa abbiamo imparato
Se voglio davvero migliorare la mia situazione, posso lavorare sull’unica cosa su cui ho il controllo: me stesso
Stephen Covey
Qualunque sia l’ambito in cui tu voglia avere successo, che sia la vita privata, il lavoro da libero professionista, il lavoro da dipendente di un Ente o un’azienda, non importa.
Le regole condensate da Stephen Covey nel suo libro “Le 7 Regole per avere successo” sono applicabile a tutti i campi.
Regola 1 – Sii proattivo
Regola 2 – Comincia pensando alla fine
Regola 3 – Dai precedenza alle priorità
Regola 4 – Pensare Win/Win
Regola 5 – Prima cerca di capire, poi di farti capire
Regola 6 – Crea sinergia
Regola 7 – Affila la lama
Dovrai iniziare a d avere un migliore approccio alle cose, con un’attenzione particolare verso il prossimo: ascoltarlo, capire come portargli valore, creare sinergia. Sono tutti aspetti che sembrano portare vantaggio ad altri, ma che in realtà porteranno un successo indiretto anche a noi.
Per il resto, concentrati su te stesso: migliora e concentrati sulle cose che puoi veramente cambiare.
Non puoi cambiare tutto, ma puoi scegliere come reagire.
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