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“Tuttavia dietro l’angolo ci può aspettare, una nuova strada o un cancello da varcare.”
Tolkien

Come prepararsi al primo colloquio da ingegnere

Settembre si avvicina e, come ogni anno, porta con sé il momento cruciale dei colloqui e della ricerca del lavoro.

Per un giovane professionista, il primo colloquio è un passo fondamentale nella carriera. Prepararsi adeguatamente può fare la differenza tra ottenere il lavoro dei tuoi sogni e perdere un’opportunità preziosa.

Ma perché è così importante essere preparati?

Innanzitutto, il colloquio è spesso il primo contatto diretto con l’azienda. Fare una buona impressione è essenziale per proseguire nel processo di selezione.

Dimostrare che ti sei preparato mostra non solo la tua professionalità, ma anche il tuo interesse per la posizione e per l’azienda stessa.

Questo articolo è pensato per essere una sorta di vademecum che ti aiuti a prepararti efficacemente per il tuo primo colloquio di lavoro come ingegnere.

Partiamo subito con i consigli.

Consiglio #1: Cercare informazioni sull’azienda

Ricerca sulla Storia, Mission e Cultura Aziendale

Conoscere l’azienda per cui ti stai candidando è essenziale.

Dedica del tempo a esplorare il sito web aziendale, leggendo la sezione “Chi siamo” e i comunicati stampa più recenti.

Scoprire la storia dell’azienda, i suoi valori e la sua mission ti permetterà di capire meglio l’ambiente di lavoro e di allineare le tue risposte durante il colloquio.

Questo dimostra anche il tuo interesse e la tua dedizione nei confronti dell’azienda, aspetti molto apprezzati dai selezionatori.

Non vorrai mica fare scena muta di fronte alla domanda “Lei sa di che cosa si occupa la nostra azienda?

Aggiornamenti su Progetti Recenti

Oltre alla storia, è importante essere aggiornato sui progetti recenti e le ultime innovazioni dell’azienda.

Quindi, leggi gli ultimi articoli di notizie o comunicati stampa riguardanti nuovi prodotti, partnership o iniziative aziendali.

Queste informazioni ti forniranno spunti per fare domande interessanti durante il colloquio, dimostrando il tuo reale interesse e la tua proattività.

Ricerca su Recensioni e Cultura Aziendale

Un altro aspetto fondamentale è esplorare piattaforme come Glassdoor o Indeed per leggere recensioni sull’azienda.

Queste recensioni possono darti un’idea della cultura aziendale, dell’ambiente di lavoro e delle esperienze dei dipendenti attuali e passati.

Queste informazioni sono preziose per capire meglio come si lavora nell’azienda e per prepararti a eventuali domande sulla cultura aziendale.

Immagina di essere attratto da una posizione in un’azienda e poi scoprire che in realtà non ti tratterebbero come meriti.

Consiglio #2: Conoscere il Ruolo per cui ti Candidi

Descrizione della Posizione

Leggi attentamente la descrizione della posizione per cui ti candidi.

Analizza le competenze richieste e le responsabilità previste. Cerca di capire quali sono le qualità che l’azienda sta cercando in un candidato.

Questo ti aiuterà a preparare risposte che mettano in evidenza le tue esperienze e competenze rilevanti, mostrando che sei il candidato ideale per il ruolo.

Identificare le Competenze Chiave

Identifica le competenze tecniche e trasversali (soft skills) che sono cruciali per il ruolo.

Ad esempio, se la posizione richiede esperienza in specifici software di ingegneria, assicurati di essere pronto a discutere le tue competenze in quell’area.

Allo stesso modo, se vengono richieste capacità di problem solving o di gestione dei progetti, prepara esempi concreti che dimostrino la tua padronanza in questi ambiti.

Analisi delle Tendenze del Settore

Oltre a comprendere la posizione specifica, è utile conoscere le tendenze attuali nel settore di riferimento.

Ad esempio, se ti candidi per un ruolo di ingegnere meccanico, familiarizzati con le ultime innovazioni tecnologiche o con le normative che influenzano il settore.

Questo ti permetterà di dimostrare durante il colloquio non solo la tua preparazione tecnica, ma anche la tua consapevolezza del contesto in cui l’azienda opera.

Preparazione di Domande Specifiche sul Ruolo

Infine, prepara alcune domande mirate riguardo al ruolo.

Ad esempio, potresti chiedere quali sono le priorità immediate per la posizione o quali sfide specifiche il team sta affrontando.

Questo non solo dimostrerà il tuo interesse genuino, ma ti aiuterà anche a ottenere informazioni preziose per capire meglio cosa ci si aspetta da te

Consiglio #3: Pratica le Risposte alle Domande Comuni

Domande Comuni nei Colloqui per Ingegneri

Esistono alcune domande che ricorrono frequentemente nei colloqui per ingegneri. Ecco alcune di queste:

  • Qual è il tuo progetto ingegneristico più significativo? Descrivi un progetto su cui hai lavorato, evidenziando il tuo contributo e i risultati ottenuti. Concentrati su come hai applicato le tue competenze tecniche e su come hai risolto eventuali problemi.
  • Come affronti le sfide tecniche e i problemi complessi? Fornisci un esempio concreto di una sfida tecnica che hai affrontato e spiega il tuo processo di pensiero per risolverla. Evidenzia le competenze e gli strumenti che hai utilizzato.
  • Perché vuoi lavorare per la nostra azienda? Collega la tua risposta alla ricerca che hai fatto sull’azienda. Spiega cosa ti attrae della loro mission, cultura e progetti recenti.
  • Dove ti vedi tra cinque anni? Dimostra di avere obiettivi professionali chiari e ambizioni. Spiega come il ruolo per cui ti candidi si inserisce nel tuo percorso di carriera.

Risposte Strutturate

Prepara risposte strutturate e concise per queste domande. Usa il metodo STAR (Situazione, Task, Azione, Risultato) per descrivere le tue esperienze passate in modo chiaro e convincente. Questo metodo ti aiuterà a mantenere le tue risposte focalizzate e rilevanti.

Consiglio #4: Preparati per le Domande Tecniche

Esercizi e Problemi Tecnici

Gli ingegneri spesso devono affrontare domande tecniche durante i colloqui.

Pratica la risoluzione di problemi tecnici e preparati a spiegare il tuo processo di pensiero.

Se possibile, trova esercizi e problemi correlati al tuo campo di ingegneria e allenati a risolverli. Puoi utilizzare risorse online, libri di testo e materiali di studio per esercitarti.

Discussione di Progetti

Sii pronto a discutere dei progetti su cui hai lavorato in passato.

Descrivi il tuo ruolo, le sfide affrontate e i risultati ottenuti. Evidenzia come le tue esperienze passate ti rendano il candidato ideale per la posizione.

Mostra la tua capacità di applicare le tue competenze tecniche in contesti reali e di lavorare in team per raggiungere obiettivi comuni

Consiglio #5: Fare Domande

Domande Intelligenti

Preparati a fare domande intelligenti al termine del colloquio.

Questo dimostra il tuo interesse e ti permette di ottenere informazioni preziose sull’azienda e sul ruolo. Ecco alcune domande che potresti considerare:

  • Quali sono le sfide principali che l’azienda sta affrontando attualmente? Questa domanda ti darà un’idea delle problematiche che potresti affrontare nel ruolo e dimostra il tuo interesse per il contesto aziendale.
  • Come viene misurato il successo in questo ruolo? Conoscere i criteri di successo ti aiuterà a capire meglio le aspettative dell’azienda e a prepararti per soddisfarle.
  • Quali opportunità di crescita professionale offre l’azienda? Questa domanda dimostra il tuo interesse per lo sviluppo a lungo termine e la tua ambizione di crescere all’interno dell’azienda.
  • Come è strutturato il team di cui farei parte? Questa domanda ti aiuterà a capire meglio la dinamica del team e il tuo ruolo al suo interno.

Conclusione

Prepararsi per il primo colloquio da ingegnere richiede tempo e dedizione, ma ne vale la pena.

Seguendo questi consigli, sarai in grado di affrontare il colloquio con sicurezza e di fare una buona impressione.

La chiave del successo sta nella preparazione: conoscere l’azienda, comprendere il ruolo, praticare le risposte alle domande comuni e tecniche, e formulare domande intelligenti.

Il primo colloquio è un’opportunità unica per mostrare chi sei e cosa puoi offrire.

Con una preparazione adeguata, potrai affrontare questa sfida con fiducia, dimostrando la tua professionalità e il tuo entusiasmo per la posizione.

Non sottovalutare l’importanza di questo passo; ogni dettaglio conta e può fare la differenza.

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Metodologia Lean Analytics: Come ottimizzare i processi aziendali e creare valore perenne per la propria azienda e i liberi professionisti

Nel panorama dinamico e competitivo delle startup, l’adozione di metodologie innovative è cruciale per emergere, e il libro Lean Analytics ce lo insegna.

In un precedente articolo, abbiamo esplorato la metodologia Lean Startup, evidenziandone l’importanza per la creazione e la crescita delle startup.

Il libro “The Lean Startup” di Eric Ries ha rivoluzionato il modo in cui gli imprenditori concepiscono e sviluppano nuove imprese, ponendo l’accento sull’apprendimento validato, gli esperimenti scientifici e l’adattabilità.

Proseguendo su questo percorso, oggi approfondiremo la metodologia Lean Analysis, un approccio altrettanto rivoluzionario che si concentra sull’efficienza e l’ottimizzazione delle analisi all’interno di un’organizzazione.

La Lean Analysis mira a migliorare la qualità delle decisioni aziendali attraverso la riduzione degli sprechi e il miglioramento continuo dei processi analitici.

In questo articolo, esploreremo i principi chiave della Lean Analysis, i suoi vantaggi, le fasi di implementazione e le sfide che le aziende possono incontrare nel mettere in pratica questa metodologia.

Questa metodologia non solo condivide molti principi con la Lean Startup, come l’enfasi sull’eliminazione degli sprechi e sul miglioramento continuo, ma si estende anche a tutti i processi decisionali aziendali, rendendo le analisi più snelle, rapide e mirate.

Principi Fondamentali della Lean Analysis

La metodologia Lean Analysis si fonda su una serie di principi che guidano le organizzazioni verso un’ottimizzazione continua dei processi analitici, con l’obiettivo di creare valore per il cliente e migliorare l’efficienza interna. Esploriamo insieme questi principi chiave.

  1. Creazione di valore per il Cliente

    Al centro della Lean Analysis c’è la creazione di valore per il cliente.
    Questo principio sottolinea l’importanza di orientare ogni attività analitica verso la comprensione e la soddisfazione delle esigenze dei clienti.
    In pratica, ciò significa che ogni analisi deve fornire informazioni utili e applicabili che possano migliorare l’esperienza del cliente o risolvere i suoi problemi.
    Conoscere profondamente il cliente e mantenere un focus costante sulle sue necessità aiuta le organizzazioni a garantire che i loro sforzi analitici siano sempre rilevanti e utili.
  2. Eliminazione degli Sprechi

    Un altro principio fondamentale della Lean Analysis è l’eliminazione degli sprechi.
    L’obiettivo è identificare e rimuovere questi elementi inutili per rendere i processi più snelli ed efficienti.
    Questo non solo migliora la produttività, ma consente anche di focalizzarsi maggiormente sulle attività che effettivamente creano valore.
  3. Miglioramento Continuo

    La ricerca di un miglioramento continuo è il cuore pulsante della Lean Analysis.
    Le organizzazioni devono adottare un approccio iterativo, cercando costantemente nuovi modi per migliorare la qualità delle loro analisi e l’efficienza dei processi.
    Questo può includere l’adozione di nuove tecnologie, la formazione continua del personale e l’implementazione di feedback loop per valutare e perfezionare le analisi.
    La strada da seguire è quella di non accontentarsi mai di uno status quo, ma di perseguire un miglioramento costante.
  4. Velocità e Flessibilità

    In un mondo che cambia rapidamente, la velocità e la flessibilità sono essenziali.
    La Lean Analysis enfatizza la necessità di eseguire analisi rapidamente, permettendo alle organizzazioni di rispondere tempestivamente alle esigenze del mercato e dei clienti.
    Allo stesso tempo, i processi analitici devono essere flessibili per adattarsi ai cambiamenti nelle condizioni di mercato e alle nuove informazioni.
    Questo richiede un’organizzazione agile, capace di adattare rapidamente le proprie strategie analitiche in risposta a nuovi dati o feedback.
  5. Focus sui Processi di Business

    Infine, la Lean Analysis si concentra strettamente sui processi di business e su come possono essere ottimizzati attraverso un’analisi efficace.
    Questo implica una stretta collaborazione tra i team analitici e le altre funzioni aziendali, assicurando che le analisi siano allineate con gli obiettivi strategici dell’organizzazione.
    Integrando le analisi nei processi decisionali quotidiani, le aziende possono assicurarsi che le decisioni siano basate su dati concreti e aggiornati, massimizzando così il valore generato.

Adottando questi principi, le organizzazioni possono trasformare i loro approcci analitici, rendendoli più efficienti, focalizzati sul valore e capaci di supportare decisioni aziendali più informate e tempestive. La Lean Analysis non solo ottimizza i processi interni, ma contribuisce anche a costruire un vantaggio competitivo sostenibile nel mercato.

Vantaggi della Lean Analysis

Adottare la metodologia Lean Analysis può portare numerosi vantaggi alle organizzazioni, migliorando l’efficienza e la qualità dei processi analitici. Vediamo insieme quali sono i principali benefici.

  1. Efficienza nei Processi Decisionali
    Uno dei maggiori vantaggi della Lean Analysis è l’aumento dell’efficienza nei processi decisionali. Concentrandosi solo sulle informazioni realmente rilevanti e riducendo gli sprechi, le aziende possono prendere decisioni più rapide e basate su dati concreti. Questo consente di rispondere tempestivamente alle opportunità e alle sfide del mercato, migliorando la reattività complessiva dell’azienda.
  2. Riduzione dei Costi
    Un altro beneficio significativo è la riduzione dei costi. Eliminando gli sprechi e ottimizzando i processi, le organizzazioni possono gestire le risorse in modo più efficiente. Ciò significa ridurre il tempo e il denaro spesi in attività non produttive, identificando rapidamente le aree di miglioramento. Questo approccio non solo riduce i costi operativi, ma libera anche risorse che possono essere reindirizzate verso attività a maggiore valore aggiunto.
  3. Migliore Qualità dei Dati e delle Analisi
    La Lean Analysis migliora la qualità dei dati raccolti e delle analisi effettuate. Con un approccio sistematico e orientato al valore, le aziende si assicurano che i dati utilizzati siano pertinenti e accurati. Questo porta a insight più precisi e utili per il business, permettendo di prendere decisioni meglio informate e di sviluppare strategie aziendali più efficaci.
  4. Adattabilità al Cambiamento
    La Lean Analysis promuove un ambiente aziendale flessibile e adattabile. Grazie alla sua enfasi sulla velocità e sulla flessibilità, le organizzazioni sono meglio preparate ad affrontare i cambiamenti imprevisti nel mercato o nelle esigenze dei clienti. Essere in grado di adattarsi rapidamente è fondamentale in un contesto economico sempre più dinamico e competitivo.

I

Fasi dell’Implementazione

  1. Pianificazione La prima fase consiste nell’identificare gli obiettivi aziendali e le aree chiave su cui focalizzarsi. È importante definire un piano dettagliato per l’implementazione della Lean Analysis, includendo tempistiche, risorse necessarie e metriche di successo.
  2. Raccolta dei Dati Successivamente, è necessario raccogliere dati pertinenti e di alta qualità dalle diverse funzioni aziendali. Assicurarsi che i dati siano accurati, completi e rilevanti per gli obiettivi analitici è essenziale per il successo dell’analisi.
  3. Analisi e Interpretazione In questa fase, vengono utilizzate tecniche analitiche per interpretare i dati raccolti. L’obiettivo è identificare pattern, tendenze e insight utili per il business, che possono guidare le decisioni strategiche.
  4. Azione e Implementazione Sulla base dei risultati delle analisi, vengono sviluppate e implementate strategie concrete. È importante monitorare i risultati delle azioni intraprese per assicurarsi che siano efficaci e apportino i miglioramenti desiderati.
  5. Revisione e Ottimizzazione Infine, è necessario valutare l’efficacia delle strategie implementate e identificare aree di miglioramento. Questo ciclo di revisione e ottimizzazione continua permette di perfezionare costantemente i processi analitici.

Strumenti e Tecniche Utilizzati

  1. Mappe di Flusso del Valore Le mappe di flusso del valore sono uno strumento utile per visualizzare e analizzare i processi aziendali, identificando le attività che aggiungono valore e quelle che costituiscono sprechi. Questo aiuta a capire dove intervenire per migliorare l’efficienza.
  2. Analisi dei Rifiuti L’analisi dei rifiuti permette di individuare e eliminare le attività non necessarie o inefficaci. Migliorare l’efficienza complessiva dei processi analitici richiede l’identificazione e la rimozione di questi elementi superflui.
  3. Ciclo PDCA Il ciclo Plan-Do-Check-Act (PDCA) è una metodologia di miglioramento continuo che può essere applicata alla Lean Analysis. Consiste in pianificare un’azione, implementarla, verificarne i risultati e agire di conseguenza per migliorare continuamente i processi.

Conclusione

La Lean Analysis rappresenta una metodologia potente per le organizzazioni che desiderano ottimizzare i loro processi analitici e migliorare la qualità delle decisioni aziendali.

Adottando i principi della Lean Analysis, le aziende possono ridurre gli sprechi, aumentare l’efficienza e creare un valore duraturo per i loro clienti.
Nonostante le sfide, l’implementazione della Lean Analysis può portare a un miglioramento continuo e a un vantaggio competitivo sostenibile, permettendo alle organizzazioni di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e di prosperare in un contesto sempre più dinamico.

L’adozione della Lean Analysis non è solo una questione di efficienza operativa, ma anche di cultura aziendale. Promuovendo un mindset orientato al miglioramento continuo e alla creazione di valore per il cliente, le aziende possono trasformare radicalmente il loro approccio alle analisi e alle decisioni strategiche, costruendo una base solida per il successo a lungo termine.

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Esistono situazioni che sembrano un continuo annegare nella sabbie mobili senza una possibilità di risalita. Bene, noi dobbiamo far in modo gestire questi momenti, e farli diventare i nostri preferiti.

Ci sono momenti in cui ci si sente più a proprio agio nel disagio, perché è in quelle situazioni che si trova la vera essenza della propria forza interiore.

Anonimo
@smartingegnere

A mio agio nel disagio Spesso nella vita ci troviamo di fronte a situazioni difficili, incerte e talvolta dolorose. Tuttavia, è proprio in questi momenti di disagio che possiamo scoprire una risorsa preziosa: la capacità di sentirsi confortevoli anche quando le cose non vanno per il verso giusto. #edilizia👷‍♂️ #edilizia #crescitapersonaleita #capcut #amioagioneldisagio #crescitapersonale #perte

♬ suono originale – smartingegnere – smartingegnere

Ogni giorno ci troviamo spesso ad affrontare situazioni scomode, incerte e persino a volte dolorose. 

È proprio in questi momenti di disagio che possiamo scoprire una risorsa preziosa, una sensazione non sempre comune e sopportabile da tutti: la capacità di sentirsi a proprio agio nel disagio.

In realtà non è una vera e propria capacità innata; è più una capacità, quella di riuscirsi a sentire a proprio agio nel disagio, che si allena giorno per giorno, senza fretta ma senza sosta.

Questo concetto non si limita semplicemente a tollerare le difficoltà o a combattere le avversità, ma implica una profonda comprensione e accettazione delle sfide che la vita ci presenta (anche se a volte son davvero troppe).

Significa soprattutto essere in grado di mantenere la calma e la chiarezza mentale anche quando le acque diventano agitate, e trovare la forza interiore per affrontare le situazioni più impegnative con coraggio e resilienza.

In questo articolo esploreremo il valore aggiunto che questo comporta, sia a livello personale che professionale. 

Sentirsi a Proprio Agio nel Disagio: di che cosa stiamo parlando?

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Essere a proprio agio nel disagio è più di una semplice tolleranza al dolore o alla scomodità psicologica e logica; si tratta di una vera e profonda abilità soprattutto emotiva che va oltre la semplice resistenza alle avversità.

Avete presente quella strana sensazione che si prova, durante una conversazione o durante un qualunque evento sociale (dove per sociale intendo aver avuto a che fare con le persone), dal quale non vediamo l’ora di scappare?

Quella sensazione di malessere interno che ci chiama alla fuga da una situazione.

Spesso deriva dal fatto che ci troviamo dinanzi a delle situazioni, parole, gesti, silenzi, atteggiamenti, inopportunità, che escono o dalla nostra zona comfort, o semplicemente del quale non siamo abituati alla gestione.

Provo a fare un esempio pratico.

Stai conversando con alcune persone, in un gruppo ristretto, e qualcuno di loro davanti a tutti fa notare un tuo difetto fisico, o fa notare quanto non stai bene vestito in quel modo.

Ognuno di noi reagisce in modo diverso: chi risponde mettendosi sulla difensiva, chi sorride amaramente, e chi ancora sceglie di fuggire dalla situazione con una cortese scusa.

Ecco, quelle reazioni derivano dal disagio creato.

In questo caso inopportuno, ma sempre disagio.

Che ci piaccia o no … e no, sono sicuro che non ci piace … da questi momenti di disagio si può imparare tanto, a tal punto che il nostro atteggiamento dovrà diventare quello della ricerca costante di questi momenti.

Non parlo di ricercare i momenti di pura scortesia e maleducazione, come descritto prima.

Parlo di avere quell’atteggiamento proattivo, quel mood quotidiano in cui siamo sempre alla ricerca di quei momenti per i quali ci sentiamo a disagio, e che rappresentano una crescita personale certa per noi come persone, e come professionisti.

Parlare in pubblico, prendere la parola in un gruppo di tante persone sconosciute, andare alla radio, fare video, fare foto, mettersi in discussione nei giochi (a volte basta prenderne solo parte).

Ecco, queste sono solo alcune di quelle situazioni in cui ci si sente a disagio, che dobbiamo ricercare perché fuori dalla nostra zona di comfort.

Al centro di questo concetto c’è una profonda accettazione della realtà così com’è, compresi i momenti di difficoltà e sconforto:

  • Significa non cercare di evitare o negare il disagio, ma piuttosto accoglierlo come parte integrante del nostro percorso personale verso la crescita
  • implica la capacità di mantenere la chiarezza mentale e il controllo delle proprie emozioni anche quando le cose diventano difficili.
  • Non significa ignorare o reprimere le emozioni, ma piuttosto riconoscerle e gestirle in modo sano ed equilibrato.

È una sorta di equilibrio interiore che ci permette di navigare attraverso le tempeste della vita con una certa serenità e fiducia.

sentirsi a proprio agio nel disagio

Essere a proprio agio nel disagio non implica necessariamente di provare piacere nel dolore o nella scomodità, ma piuttosto di essere in grado di affrontarli con una mente aperta e un cuore coraggioso.

È una sorta di fiducia in se stessi e nelle proprie capacità che ci permette di superare le sfide con determinazione e ottimismo.

Sentirsi a Proprio Agio nel Disagio: Esempi pratici di disagio e buone pratiche

1.Affrontare la perdita di un lavoro

Chi non si è sentito sprofondare nel baratro quando gli hanno comunicato l’interruzione del rapporto di lavoro, soprattutto quando la notizie era inaspettata

Ecco, sentirsi a proprio agio nel disagio, in questo caso, si traduce nell’affrontare la perdita del lavoro come l’opportunità di trovare un lavoro migliore.

Avere questo atteggiamento mentale aiuta, ma non risolverà la situazione di forte disagio che state provando.

Ma essere aperti al cambiamento, seppur epocale, è sempre fonte di crescita e di nuove opportunità.

Cosa fanno tutti in questi casi?

La quasi la totalità delle persone si dispera e non riesce più ad andare avanti.

Che cosa fare io?

In realtà si tratta di che cosa ho fatto, quando mi è capitato.

Mi fermerei a riflettere, per quanto sia veramente difficile, e analizzerei il perché dell’arrivo a questa situazione e cercherei di ripartire più forte di prima, ma non nell’immediato, con un percorso di miglioramento sia di skills che soprattutto di crescita personale.

Ricorda, si chiude una porta e si apre un portone.

2.Presentare un progetto di fronte a un pubblico

Parlare in pubblico è la quintessenza del disagio.

Anche i più grandi oratori e performer, abituati a stare sul palco, provano sempre quel leggero fastidio poco prima di andare in scena.

Eppure, quella strana sensazione è diventato quello che cercano.

Perchè sancisce che, di li a poco, otterranno il loro momento di gloria e gratificazione.

Parlando della mia esperienza personale, seppur mi capiti praticamente tutte le settimane di parlare ad un pubblico medio di 20/30 persone, a volte per pochi secondi nel quale presento la mia azienda, altre volte per qualche ora, vi posso confermare che si continua sempre a provare quella sensazione di disagio.

Certo, la preparazione sulla materia aiuta ad avere sicurezza in sè stessi, ma non elimina il disagio.

Esiste, poi, un numero di persone oltre il quale non percepite più il disagio. E’ strano, ma spesso succede.

Poche decine mettono più a disagio, spesso, di un pubblico di un migliaio di persone.

Sarà perché quando sono pochi li puoi guardare tutti in faccia? 😂

3.Avviare un’attività imprenditoriale

Avviare un’attività imprenditoriale è sinonimo di coraggio ed eroismo.

E anche questo, lo posso dire con cognizione di causa.

L’avvio di un’attività imprenditoriale è un’impresa rischiosa e piena di incertezze, per sua stessa natura.

Essere a proprio agio nel disagio in questo contesto significa abbracciare l’incertezza e il fallimento come parte del processo di apprendimento e crescita imprenditoriale.

Io ho fondato una startup, e le startup per definizione e natura, vivono nell’incertezza.

Se non vivi nell’incertezza, probabilmente la tua attività non è così tanto innovativa.

Ricercare il disagio, nel mondo imprenditoriale, ti porta a scoprire nuove opportunità di business.

Ti porta a gestire l’incertezza, sotto i vari aspetti: finanziari, gestionali e commerciali con calma di chi ha il sangue fermo, o di chi non ha capito realmente la situazione in cui si trova.

A volte si vince, altre volte si impara!

Sentirsi a Proprio Agio nel Disagio: Che Vantaggi Possiamo Trarre?

Sembra tutto facile detto così, ma sappiamo benissimo che la vita non è tutto rose e fiori….ma quali sono i benefici che possiamo portarci a casa?

Crescita personale e maturità emotiva: Quando ci confrontiamo con situazioni difficili, abbiamo l’opportunità di imparare da esse, di sviluppare una maggiore consapevolezza di noi stessi e delle nostre capacità, e di maturare emotivamente nel processo. Ogni sfida superata ci rende più forti e più saggi, contribuendo alla nostra crescita come individui.

Fiducia in se stessi e autostima: Essere in grado di affrontare il disagio con coraggio e determinazione porta a una maggiore fiducia in se stessi e autostima. Quando superiamo le sfide che la vita ci pone di fronte, ci rendiamo conto della nostra capacità di far fronte alle difficoltà e ci sentiamo più sicuri delle nostre capacità. Questa fiducia in se stessi si riflette poi nelle nostre azioni e decisioni quotidiane, migliorando la nostra qualità di vita complessiva.

Resilienza emotiva e capacità di adattamento: Personalmente odio la parola resilienza, ma in questo caso è doverosa. La resilienza emotiva è la capacità di affrontare le avversità con flessibilità e forza interiore. Essere a proprio agio nel disagio permette di adattarci ai cambiamenti e alle sfide in modo più efficace, rendendoci più resilienti e preparati a fronteggiare qualsiasi cosa la vita ci riservi.

Migliore gestione dello stress: Abituarsi alle situazioni di disagio, e gestirle con agio, ci porta ad una migliore gestione dello stress. Quando siamo in grado di mantenere la calma anche nelle situazioni più difficili, riduciamo i livelli di ansia e tensione nel nostro corpo e nella nostra mente. Questo ci permette di affrontare le sfide quotidiane con maggiore equilibrio ed equanimità, preservando la nostra salute mentale e fisica nel lungo periodo.

In conclusione, all’interno di questo viaggio abbiamo visto che cosa significhi il sentirsi a proprio agio nel disagio sia come definizione siamo come pratico attraverso diversi esempi professionali.

Spero di esserti stato d’aiuto e ti aspetto per nuovi contenuti sulla crescita professionale e personale.

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Anonimo
time management

La gestione del tempo è considerata una delle attività più importanti in un mondo lavorativo dove il tempo sembra scarseggiare sempre.

In realtà, gestire il tempo in senso stretto non è possibile.

E prima ci entra in testa, meno tempo sprechiamo 😂.

Perché il tempo è una entità fuori dal nostro controllo.

C’è però una buona notizia: ciò che si può gestire è noi stessi nel tempo.

Ma noi tecnici smart non dobbiamo demordere, e cercare di trovare sempre una soluzione ai problemi e alle perdite di tempo che sopraggiungono ogni giorno. 

In un contesto lavorativo in continua evoluzione, professionisti e imprenditori sono accomunati da un medesimo desiderio: avere più tempo…. o quantomeno riuscire a gestirci meglio nel tempo.

Ogni individuo ha un modo personale di lavorare e di gestirsi nel proprio tempo.

Ad esempio, alcuni potrebbero trovare utile pianificare le proprie attività giorno per giorno, mentre altri preferiscono pianificare settimane o addirittura mesi in anticipo.

Molti potrebbero preferire la flessibilità nell’approccio alle proprie attività, mentre altri potrebbero trarre beneficio da una struttura più rigida. È importante sperimentare diverse strategie e adottare quelle che si adattano meglio al proprio stile di lavoro e alle proprie preferenze personali.

Il tempo è una risorsa limitata e non potendo agire sulla sua dimensione quantitativa, la giusta domanda da porsi, in quanto titolari che organizzano le proprie giornate e ripartiscono le attività tra i collaboratori, è:

“Sto gestendo in modo efficace ed efficiente il tempo a disposizione?”

Il time management diventa perciò un aspetto fondamentale che influenza la performance degli studi professionali.

Eccone alcuni consigli che potrebbero fare al caso tuo e che potresti mettere in pratica già da oggi:

Consiglio Smart #1 – Utilizzare la Tecnica del Pomodoro


E’ una tecnica sviluppata da Francesco Cirillo prendendo ispirazione dai famosi timer da cucina a forma di pomodoro.

Il suo funzionamento è semplice e ha il pregio di tenerti concentrato in piccole sessioni di tempo, per trasformarlo in tempo “produttivo:

  • Scegli un compito,
  • Armati di timer
  • Imposta 25 minuti.
  • Concentrati solo ed esclusivamente sull’attività scelta fino a quando il timer suona.
  • Poi concediti una pausa di 5 minuti: preparati una tazza di tè, fai una mini passeggiata o alcuni esercizi di stretching.
  • Quando completi quattro “pomodori” concediti una pausa più lunga (anche 20 minuti).

Questa permetterà al cervello di rilassarsi e assimilare nuove informazioni prima di iniziare una nuova sessione.

In funzione delle attività da svolgere, che magari ti richiedono un tempo prolungato per entrare nel flusso di produttività, puoi sperimentare la tecnica del melone, ovvero al posto di fare sessioni da 25+5 minuti, fai sessioni da 50+10 minuti, prima di prenderti una pausa doppiamente più lunga.

Consiglio Smart #2 – Dai una Dimensione Spazio-Temporale alla “To-Do List”

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Spesso ci troviamo a compilare elenchi infiniti di “cose da fare” (lo scriviamo in inglese “to-do list” perché oggettivamente fa più figo).

Lo svantaggio di questi elenchi è che diventano sempre troppo grandi da gestire.

Diventano l’ennesimo spazio dove accumuliamo qualcosa (accumuliamo cose da fare), e alla fine sono talmente grandi da generare un senso di oppressione e di ansia che ci blocca.

A quel punto, non sappiamo più da dove iniziare e queste liste muoiono nel nulla.

L’attività da svolgere è dare una collocazione spazio-temporale alle cose da fare.

Una volta che hai compilato la tua to-do list, prendi il calendario e trova uno spazio all’interno del tuo calendario (sia esso fisico o digitale) per dare una collocazione temporale ad ogni attività.

Se qualche attività rimane fuori da questa pianificazione, allora significa che non è un’attività importante e può essere rimandata alla settimana successiva.

Questa pratica ti consente di stabilire con chiarezza le priorità in funzione degli obiettivi e di potenziare la tua produttività complessiva focalizzando la concentrazione solo per le attività che hai ritenuto importanti tanto da trovare una collocazione spazio-temporale nel tuo calendario.

Quando crei la tua lista di attività, è consigliabile organizzare gli elementi in base alla loro importanza.

Questo ti aiuterà a individuare le priorità in modo efficace.

È importante essere realistici riguardo alla quantità di lavoro che puoi gestire.

Una strategia utile può essere quella di suddividere ogni compito in sottoattività più gestibili. Un elenco di obiettivi troppo ambizioso potrebbe causare demotivazione e ansia.

In un altro articolo vedremo come suddividere le attività nelle quattro categorie fondamentali, in modo da focalizzare la nostra attenzione e le nostre forze su alcune attività imoprtanti:

  • Urgente e importante
  • Urgente ma non importante
  • Importante ma non urgente
  • Non urgente e non importante

Inutile dire che le ultime sono le attività che proprio non dovrai mai fare!

Consiglio Smart #3 – Evita il Multitasking

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Spesso ci siamo trovati a tentare di svolgere più compiti contemporaneamente.

È una situazione comune: siamo impegnati nella preparazione di una presentazione, nella stesura di un report o nella gestione di una pratica edilizia, quando all’improvviso arriva un’email che decidiamo di rispondere subito….. e probabilmente si tratta di quel dannato pantalone in offerta. 🤦‍♂️

Oppure ci ritroviamo in una riunione mentre cerchiamo di lavorare simultaneamente su un foglio di calcolo.

Una strategia utile è quella di evitare di aprire la casella di posta elettronica finché non si è completato un compito.

È consigliabile affrontare le attività più importanti appena si arriva in ufficio, prima di dare uno sguardo alle email (EAT THE FROG).

Questo momento all’inizio della giornata è cruciale per massimizzare la produttività.

A volte pensiamo erroneamente che bastino pochi minuti per controllare le email, ma spesso ci rendiamo conto che sono trascorse ore senza che ce ne accorgessimo.
Rinviare la lettura delle email consente di concentrarsi meglio sulle attività prioritarie.

Inoltre, è importante riconoscere che la maggior parte delle email può attendere un po’ prima di ricevere una risposta.

Evitare il multitasking è essenziale per mantenere alti i livelli di concentrazione e produttività.

Concentrarsi su un compito alla volta consente di ottenere risultati migliori e di gestire le attività in modo più efficiente.

Ricordiamoci, infatti, che ci mettiamo 20 minuti circa a ritornare produttivi nell’attività che stiamo svolgendo, se nel frattempo veniamo distratti da altre attività.

Consiglio Smart #4 – Non Sovraccaricati

Una pianificazione giornaliera ben organizzata è il pilastro fondamentale per ottimizzare la gestione del tempo.

È importante non solo elencare le attività da svolgere, ma anche stabilire priorità e tempi di esecuzione; tuttavia, è cruciale ricordare di lasciare spazio per gli imprevisti.

Inevitabilmente, durante il corso della giornata, si presenteranno compiti non programmabili che richiederanno la tua attenzione. Essere pronti ad affrontarli con la stessa efficienza di quelli programmati è essenziale per mantenere il flusso di lavoro fluido e per non compromettere gli obiettivi giornalieri.

Se sono imprevisti, non possono essere previsti, e quando arriveranno scombussoleranno tutti i tuoi piani.

Con una pianificazione oculata e l’adozione di queste tecniche, sarai in grado di rispondere con prontezza e efficacia alle nuove richieste che si presentano durante la giornata, e riprogrammare correttamente gli slot temporali da dedicare alle attività che avrai messo da parte a causa degli imprevisti.

Mantenere flessibilità nel tuo programma giornaliero ti permetterà di adattarti rapidamente alle situazioni impreviste senza compromettere la qualità del lavoro svolto.

Consiglio Smart #5 – Definisci degli Obiettivi Chiari.


Un aspetto fondamentale del time management è stabilire obiettivi chiari e specifici.

Definire obiettivi chiari non solo aiuta a focalizzare l’energia e le risorse su ciò che è davvero importante, ma permette anche di valutare con precisione i progressi compiuti. Gli obiettivi dovrebbero essere specifici, misurabili, realistici e temporalmente definiti (SMART).

Questa chiarezza ti aiuterà a mantenere la motivazione e a valutare se stai procedendo nella direzione desiderata.

Inoltre, assicurati di porre obiettivi che siano in linea con la tua visione a lungo termine e che contribuiscano al successo complessivo del tuo lavoro e della tua carriera.

Consiglio Smart #6 – Sperimentare e Adattarsi.


Ultimo ma non meno importante.

Ogni individuo è diverso, non esistono formule magiche per ottenere questa tipologia di risultati.

E’ importante sperimentare con diverse strategie e abitudini per trovare ciò che funziona meglio per sé stessi, in modo da riuscire ad essere sempre più produttivi (in modo smart) e avanzare contro quel vento che si indirizza contro il nostro senso.

Infine …

In conclusione, per migliorare la gestione del tempo e aumentare la produttività, è fondamentale adottare un approccio strategico e consapevole.


Utilizzare tecniche come il metodo pomodoro, la creazione di liste realistiche delle attività da svolgere, dare una collocazione temporale alle attività, e evitare il multitasking, è possibile ottimizzare il tempo a disposizione e ridurre lo stress derivante da una cattiva gestione delle attività.

E’ importante ricordare che la gestione del tempo è un processo continuo di miglioramento e adattamento.

Sii aperto all’apprendimento e alla sperimentazione di nuove strategie per trovare ciò che funziona meglio per te. Solo così potrai massimizzare la tua efficienza e il tuo successo professionale.

Prendi l’impegno di mettere in pratica almeno una delle tecniche discusse in questo articolo e osserva come influisce positivamente sulla tua giornata lavorativa.

Ricorda che anche i piccoli cambiamenti possono fare una grande differenza quando si tratta di gestire il nostro tempo.

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Bruciare le Navi: quando la determinazione trasforma le scelte.

Ti sei mai trovato di fronte a un bivio, a una scelta che avrebbe potuto cambiare il corso della tua vita?

Nella storia e nella vita quotidiana, ci sono stati e ci saranno momenti in cui dovremo prendere decisioni che cambieranno il corso delle nostre vite.

L’espressione “bruciare le navi” evoca l’idea di una scelta irrevocabile, senza possibilità di tornare indietro.

Ma da dove proviene questa metafora e come possiamo applicarla alle nostre vite?

In questo articolo, esploreremo il concetto di “bruciare le navi” e come possiamo utilizzarlo per guidare le nostre scelte anche in ambito lavorativo.

Ma che cosa significa? Facciamo chiarezza.

Questa storia ha un’origine molto lontana. Si dice che nel 1519, Hernán Cortés, un audace esploratore e conquistatore spagnolo, guidò una spedizione di circa 600 uomini alla volta del Nuovo Mondo, con l’obiettivo di conquistare l’impero azteco.

Arrivati sulle coste del Messico, l’equipaggio di Cortés fu subito avvolto da una sensazione di timore e incertezza.

Erano lontani dalle loro terre natali e di fronte a una missione apparentemente impossibile: sconfiggere un impero con risorse e uomini limitati.

Per rafforzare la determinazione dei suoi uomini e assicurarsi che non ci fosse via di ritorno, Cortés prese una decisione radicale: ordinò di bruciare le proprie navi.

Quando i marinai videro le loro uniche vie di fuga ridotte in cenere, il panico iniziale si trasformò in un senso di impegno totale. Non c’era altra scelta che avanzare, che avrebbe significato vincere o perire.

Questo atto estremo di Cortés è diventato una delle strategie più celebri nella storia militare, noto come “bruciare le navi”. La sua mossa dimostrò la sua determinazione assoluta nel perseguire il suo obiettivo e incoraggiò i suoi uomini a combattere con tutto il loro impegno.

Senza via di fuga, l’unica strada da seguire era quella della vittoria.

Questa storia continua a ispirare e a fornire una lezione preziosa: talvolta, per raggiungere grandi risultati, è necessario abbandonare la sicurezza delle vie di fuga e impegnarsi completamente nel perseguire i propri obiettivi, anche quando sembrano insormontabili.

Questo gesto estremo aveva un obiettivo: impedire la ritirata e costringere i suoi uomini a impegnarsi completamente nella battaglia. Non c’era più alcuna via di fuga.

Questo atto simbolico rappresenta la determinazione di perseguire un obiettivo senza esitazioni.

Invece nella mitologia greca, Teseo bruciò le sue navi per evitare che i suoi uomini fuggissero dal Minotauro

Quali possono essere le navi da bruciare per un ingegnere smart?

Come tutte le professioni, anche noi professionisti smart possiamo avere i nostri casi delicati da risolvere e spesso in queste dinamiche non riusciamo nell’immediato a renderci conto della situazione.
Il primo passo è cercare di identificarle e pensare un piano d’azione per arginarle.
Questa lista è soggettiva e basata sulla mia esperienza.

Ecco quali possono essere:

  1. Cambiare settore o specializzazione:
    • Immagina di essere un ingegnere che lavora da anni nel settore delle telecomunicazioni.
      Tuttavia, senti che hai esaurito tutte le sfide e che il tuo lavoro è diventato monotono. Vai a lavoro ogni giorno con meno piacere e voglia e attendi il termine del tuo turno come se fossi un bambino nel periodo natalizio.
      Bruciare le navi in questo caso significherebbe esplorare nuovi settori, come l’energia rinnovabile o l’automazione industriale. Potresti dover imparare nuove competenze e quindi impiegare del tempo per ciò, ma potrebbe aprirti a opportunità più stimolanti.
    • Esempio: Un ingegnere informatico che lavora nel settore bancario da anni decide di “bruciare le navi” e di dedicarsi all’intelligenza artificiale. Frequenta un master online, sviluppa un portfolio di progetti e si candida per un ruolo in una startup innovativa.
  2. Cambiare azienda o progetto:
    • Se sei insoddisfatto del tuo attuale impiego o del progetto su cui stai lavorando, bruciare le navi potrebbe significare cercare nuove opportunità altrove. Questo richiede coraggio, poiché dovrai lasciare alle spalle ciò che conosci e adattarti a un nuovo ambiente di lavoro.
    • Esempio: Un ingegnere edile frustrato dal suo lavoro in una grande azienda decide di “bruciare le navi” e di avviare la sua attività di consulenza indipendente. Si concentra su un settore specifico del mercato e si crea una reputazione di esperto affidabile.
  3. Assumere nuove responsabilità:
    • Supponiamo che tu sia un ingegnere software che lavora su un progetto di sviluppo di app mobile. Se ti viene offerta la possibilità di guidare un team o di gestire un progetto più ampio, bruciare le navi significherebbe accettare questa sfida. Potresti dover imparare a gestire risorse, comunicare con gli stakeholder e prendere decisioni strategiche.
    • Esempio: Una ingegnere aerospaziale che lavora su un progetto di ricerca decide di “bruciare le navi” e di candidarsi per la posizione di responsabile del team. Assume la leadership del progetto e lo porta a termine con successo, ottenendo un riconoscimento a livello internazionale.
  4. Formazione continua:
    • L’ingegneria è un campo in costante evoluzione. Bruciare le navi potrebbe significare dedicarsi alla formazione continua. Ad esempio, potresti imparare nuovi linguaggi di programmazione, seguire corsi di aggiornamento o ottenere certificazioni per rimanere al passo con le ultime tendenze tecnologiche.
    • Esempio: Un ingegnere meccanico che desidera rimanere al passo con le ultime tecnologie decide di “bruciare le navi” e di dedicare il 10% del suo tempo alla formazione continua. Frequenta corsi online, partecipa a conferenze e workshop, e si impegna a imparare nuove competenze ogni anno.

Prendere una di queste decisioni potrebbe significare anche lasciarci alle spalle ciò che conosciamo.
Ho perso la certezza dello stipendio fisso, ma ho guadagnato un forziere di esperienze.
Ho imparato a gestire l’incertezza e a trovare nuove strade. Questo è il prezzo da pagare per la crescita personale.

Se uno si lascia delle vie di fuga è meno determinato a proseguire.
Il potere è rischiare il tutto per tutto, non avere paura di perdere quello che si ha.

Quindi, il concetto offre un potente principio guida per gli ingegneri smart che affrontano decisioni cruciali nella loro carriera. Attraverso l’analisi di situazioni concrete come il cambiamento di settore, l’assunzione di nuove responsabilità e la ricerca della formazione continua, abbiamo compreso come questa strategia possa essere applicata con successo nel contesto professionale.

Nella dinamica e in continua evoluzione industria dell’ingegneria, il coraggio di abbandonare il noto per abbracciare l’ignoto è spesso ciò che differenzia i professionisti mediocri da quelli eccezionali. Bruciare le navi richiede una valutazione accurata dei rischi e delle opportunità, insieme a una determinazione incrollabile nel perseguire gli obiettivi.

Ogni passo avanti, sebbene incerto, può portare a un’esperienza arricchente e a risultati sorprendenti. È attraverso la sfida e l’adattamento che gli ingegneri crescono, innovano e lasciano un’impronta significativa nel loro campo.

In questo spirito, incoraggio gli ingegneri smart a essere audaci nelle loro scelte, a non temere il cambiamento e a bruciare le navi quando necessario per raggiungere nuove vette di successo. Solo abbracciando l’incertezza e impegnandosi pienamente nelle sfide possiamo davvero realizzare il nostro pieno potenziale e contribuire al progresso dell’ingegneria e della società nel suo complesso.

In conclusione, la metafora di “bruciare le navi” ci ricorda l’importanza di fare scelte decisive e impegnarci pienamente nei nostri obiettivi, anche quando ciò comporta abbandonare la sicurezza delle vie di fuga.

I momenti cruciali della vita e della carriera richiedono coraggio e determinazione per affrontarli con successo. Attraverso la valutazione accurata dei rischi e delle opportunità, insieme a una volontà incrollabile nel perseguire i nostri sogni, possiamo raggiungere risultati straordinari e contribuire al progresso personale e professionale.

Solo abbracciando l’incertezza e affrontando le sfide con risolutezza possiamo realizzare il nostro pieno potenziale e lasciare un’impronta significativa nel nostro campo e nella società nel suo complesso.

In questo spirito, incoraggio gli ingegneri smart a essere audaci nelle loro scelte e a non temere il cambiamento, poiché è solo attraverso l’adattamento e il perseguimento costante dei nostri obiettivi che possiamo davvero distinguerci come professionisti eccezionali.

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Obiettivi Smart: che cosa sono? e come puoi impostarli per raggiungere i tuoi obiettivi?

Dare la giusta importanza ai propri obiettivi non solo semplifica e organizza la vita, ma conferisce anche una chiara direzione e un significato profondo.

Gli obiettivi costituiscono un elemento cruciale nella vita lavorativa di ognuno di noi, specialmente quando si tratta di avviare e gestire nuovi progetti.

Coloro che trascurano di definire obiettivi spesso si trovano incapaci di realizzare quanto desideravano e, altrettanto, chiunque fissi obiettivi senza una solida struttura organizzativa fatica a portarli a compimento.

La realizzazione di un obiettivo non è frutto del caso, bensì un processo che richiede pianificazione e metodo.

È essenziale definire con chiarezza i propri obiettivi prima ancora di mettersi in azione.

Troppe volte, ci prefissiamo traguardi irrealistici e impossibili, per poi smarrire la determinazione nel percorrerli e, alla fine, dubitare dell’utilità stessa di porsi degli obiettivi.

La pianificazione strategica è cruciale per garantire il successo a lungo termine.

Una metodologia di gestione degli obiettivi aziendali e non, particolarmente efficace è la strategia SMART, un acronimo che indica obiettivi Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Realistici e Temporizzati.

Questa strategia fu introdotta per la prima volta nel 1981 da George T. Doran e successivamente sviluppata dal Professor Robert S. Ruben. Applicare questa strategia può fare la differenza tra il successo professionale e la stagnazione.

In questo articolo, scoprirai cos’è una strategia SMART, una metodologia di gestione degli obiettivi che ti aiuterà a pianificare e realizzare i tuoi progetti in modo efficace. Ti spiegherò in cosa consiste, come applicarla e quali vantaggi ti porterà.

Continua a leggere per scoprire di più!

Il primo passo è stabilire che qualcosa è possibile; poi le probabilità faranno la loro parte.

Elon Musk

Sulla base di quali criteri dovremmo fondare la nostra strategia SMART?

S → Specific (Specifico)

M → Misurabile (Misurabile)

A → Achievable (Raggiungibile)

R → Relevant (Rilevante)

T → Time Based (Basato sul tempo)

Bene, ora che li abbiamo elencati, cominciamo a definirli uno ad uno!

Obiettivo Smart: Specifico

Gli obiettivi specifici sono chiaramente definiti e concentrati.

Ad esempio, “Acquisire due nuovi clienti in una specifica nicchia di mercato” è molto più focalizzato rispetto a un obiettivo generico come “Aumentare il fatturato”.

Concentrandosi su obiettivi così specifici, risulterà più facile tenere traccia dei progressi.

Ecco alcune domande che potrebbero aiutarti a definire il tuo obiettivo Smart:

  • Quali domande possono esserti utili per delineare obiettivi specifici?
  • Quali sono le fasi concrete del nostro piano?
  • Perché questo obiettivo è importante per la nostra strategia a lungo termine?
  • Perché dovremmo dare priorità a questo obiettivo rispetto ad altri?

Obiettivo Smart: Misurabile

Un obiettivo privo di misurazione lascia spazio a confusione e incapacità di monitorare i progressi.

È cruciale definire dati in questa fase. Definendo obiettivi e criteri misurabili, i professionisti possono valutare le proprie prestazioni e rimanere sulla giusta strada.

Quali possono essere in questo caso le domande da porci?

  • A che domanda possiamo rispondere per aiutarci?
  • Quali sono delle tappe intermedie ragionevoli?
  • Quale risultato si può considerare sufficiente? Quale no? Di quali dati abbiamo bisogno?

Un esempio di obiettivo SMART misurabile: se il tuo obiettivo è concludere una determinata mansione in un determinato tempo, è possibile che ti informerai, pianificherai il numero di operazioni da svolgere con i relativi tempi e seguirai i progressi compiuti. Questo è un piano d’azione molto più SMART rispetto a pianificare tutto alla giornata e sperare nella fortuna di finire prima.

Obiettivo Smart: Raggiungibile

Impostare obiettivi utopisti non è sicuramente ciò che ti serve per impostare una strategia.

Si parte da uno studio delle proprie capacità e possibilità per tracciare i propri limiti e possibilità.

Per esempio, leggere 5 libri sulla tua professione in 3 giorni o costruire un impero aziendale in una notte sono obiettivi irrealistici.

È bello sognare in grande, ma assicurati di farlo con la consapevolezza dei tuoi limiti e delle tue possibilità.

Quali possono essere le domande in questo caso?

Il tuo obiettivo è realistico data la tua situazione attuale e le risorse disponibili?

Quali sono le sfide che potresti incontrare nel raggiungere questo obiettivo?

Hai considerato come superare queste sfide?

Hai bisogno di ulteriori risorse o competenze per raggiungere questo obiettivo?

Obiettivo Smart: Rilevante

Un obiettivo deve avere un’importanza maggiore rispetto ad altri, altrimenti non si riuscirà.

Chiediti: perché desideri raggiungere questo obiettivo? Assicurati di avere motivazioni solide e utili che alimentino il tuo impegno.

In ambito professionale, un obiettivo è rilevante quando ha un impatto significativo.

Quali possono essere le domande da porci?

In che modo il tuo obiettivo si allinea con gli obiettivi a lungo termine?

Perché è importante per te raggiungere questo obiettivo?

Come questo obiettivo contribuirà al tuo successo generale?

Questo obiettivo è in linea con i tuoi valori e la tua visione a lungo termine?

Obiettivo Smart: Definito nel tempo

Gli obiettivi, sia personali che professionali, richiedono una scadenza definita.

Le scadenze spesso motivano, ma è importante gestirle senza stress.

Fai una pianificazione provvisoria e aggiustala giorno per giorno in base al progresso.

Tuttavia, sii cauto nel non essere troppo rigido, poiché potrebbe trasformare il raggiungimento degli obiettivi in una corsa contro il tempo stressante.

Quali possono essere le domande in questo caso?

Qual è la scadenza per il raggiungimento del tuo obiettivo?

Qual è il tuo piano di azione per raggiungere questo obiettivo entro la scadenza stabilita?

Come gestirai il tuo tempo per assicurarti di raggiungere il tuo obiettivo?

Perciò, abbiamo notato quanto può essere importante questa metodologia.

Ti consentirà di formulare obiettivi chiari, raggiungibili e significativi, fornendo contemporaneamente la base per sviluppare la necessaria motivazione, un piano d’azione ben strutturato e il supporto indispensabile per il loro raggiungimento.

La strategia degli obiettivi SMART si rivela efficace nel fornire chiarezza, concentrazione e motivazione, elementi fondamentali per raggiungere qualsiasi obiettivo.

Non solo migliorerà la tua abilità nel definire dettagliatamente gli obiettivi, ma ti spinge anche a stabilire una data di completamento.

Da notare che è un approccio facilmente adottabile da chiunque, ovunque, senza richiedere strumenti specialistici o formazione specifica.

Parlando di motivazione, nel contesto degli obiettivi SMART, è essenziale considerare anche la motivazione intrinseca, quella che scaturisce internamente senza dipendere da ricompense esterne.

La comprensione di questo aspetto arricchisce ulteriormente l’approccio, incoraggiando una spinta interna e duratura verso il raggiungimento degli obiettivi.

Modello per definire obiettivi SMART

Quando ti sentirai pronto per impostare una strategia SMART, suddividi il tuo obiettivo in più step.

Quindi applica i cinque elementi SMART e assicurati di coprire tutti gli aspetti.

Step 1: appuntati l’obiettivo iniziale, nella maniera più generica possibile in modo da poterlo raffinare successivamente.

  • Esempio: voglio migliorare il mio fatturato annuale

Step 2: Rendilo specifico: il tuo obiettivo ti soddisfa nella maniera in cui è scritto? Assolutamente no. Devi riscriverlo focalizzandoti sul tuo obiettivo in maniera specifica.

  • Esempio: Aumentare il fatturato annuo da €100.000 a €115.000 entro il 31 dicembre dell’anno corrente

Step 3: Rendilo misurabile: hai stabilito come misurerai il tuo obiettivo una volta che il progetto viene completato? In caso contrario, aggiungi una misurazione per il successo o il fallimento del progetto una volta terminato.

  • Esempio : Monitorare mensilmente il fatturato attuale rispetto all’obiettivo e regolarmente aggiornare il piano di azione.

Step 4: Rendilo raggiungibile: il tuo obiettivo è raggiungibile e possibile secondo le tue capacità? Assicurati che questo obiettivo specifico sia in linea con il progetto.

  • Esempio : Ridurre il tempo speso su progetti meno redditizi e concentrarsi su progetti più remunerativi e quindi essere maggiormente selettivo per restare focalizzato sull’obiettivo

Step 5: Rendilo realistico: il team impegnato nel progetto può realisticamente raggiungere l’obiettivo? Per quanto possa essere ambizioso, fai in modo che sia raggiungibile utilizzando le risorse a disposizione.

  • Esempio : Aumentare il fatturato per migliorare la stabilità finanziaria e consentire investimenti futuri nella crescita del business.

Step 6: Basalo nel tempo: Imposta una data limite chiara per monitorare l’obiettivo.

Ad esempio: Raggiungere il 15% di aumento del fatturato entro il 31 dicembre dell’anno corrente.

In questo articolo, ti ho mostrato cos’è la strategia SMART, una metodologia di gestione degli obiettivi che ti permette di definire e raggiungere i tuoi traguardi in modo specifico, misurabile, raggiungibile, rilevante e temporizzato.

Fammi sapere come va nei commenti, condividi questo articolo con i tuoi amici e colleghi SMART


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8 Qualità di un Leader di Successo

Alcune Qualità di un Leader di Successo: conoscerle è importante, per migliorarsi; possiamo (e dobbiamo) fare in modo che ognuna di esse diventi una nostra qualità.

L’unico tratto che accomuna davvero tutti i leader efficaci, se mai ne esiste uno, è la motivazione, una forma di gestione del sé che ci consente di mobilitare le nostre emozioni positive per proiettarci verso un obiettivo.

Daniel Goleman

Quando leggo o sento la parola leader, mi vengono subito in mente i grandi “condottieri” di imprese, quali Steve Jobs, e altra gente la cui faccia finisce nelle frasi motivazionali con espressioni facciali intelligenti di chi ha capito tutto nella vita.

leader di successo

In realtà, possiamo essere dei leader anche nel nostro piccolo mondo: che tu sia il titolare di uno studio tecnico, che lavori come libero professionista e ogni tanto collabori con qualche collega, o che tu sia un dipendente di un ente pubblico o di una società, è indifferente. Conoscere le qualità di un buon leader ci permette di lavorare su quegli aspetti di noi stessi che ci possono portare ad essere persone migliori nel lavoro e nella vita.

Anche se non sei a capo di nessuna azienda, studio o di nessuna unità operativa, avere un atteggiamento finalizzato al miglioramento di sé stessi ti permetterà di avere il giusto approccio per essere una persona migliore: lavorare su noi stessi porta risultati anche nel lavoro.

Le qualità che seguono sono alcune di quelle tratte dal libro di Dale Carnegie “Come diventare un Leader di successo“, del quale vi consiglio vivamente la lettura.

E’ un libro che ho ricevuto in dono da una collega di lavoro.

Io ho la fortuna di gestire alcune piccole realtà e ricevere un libro di questo tipo mi ha fatto molto piacere: è uno di quei libri di crescita personale che io chiamo “libri per conquistare il mondo“, ma nel leggerli ci si rende conto che più che conquistare il mondo altro non si fa che lavorare sul miglioramento di sé stessi.

E se poi, anche se non si conquista il mondo, almeno ci si sente una persona migliore di come eravamo ieri. 😁

1 – I Leader si ispirano a valori forti ed elevati principi etici, si comportano come esempio tanto nella vita privata quanto in quella professionale. Lavorare sodo, ma con etica permette di raggiungere i risultati prefissati. Fare, anziché parlare. Ma non solo l’azione distingue i leader; l’azione è mossa da principi, che mettono al primo posto l’etica e il rispetto, e non il raggiungimento del risultato. Il risultato è solo una conseguenza di una serie di azioni: e che ci crediate o no, si può raggiungere il risultato anche con comportamenti rispettosi e corretti.

2 – Sono proattivi e orientati al risultato. Le azioni che guidano un leader, che come abbiamo visto sono etiche e corrette, sono fortemente orientate al risultato. Un leader è colui che per primo vuole diventare padrone della conoscenza del dominio di interesse, così da poter prendere decisioni guidate dal buon senso.

3 – Hanno ottime capacità di ascolto. Quando penso ad un leader, la prima scena che mi viene in mente è il “OneManShow” che sale sul palco e cambia il mondo presentando l’ultimo modello di cellulare che … udite udite … tra le tante cose che fa … telefona! Wow, il mondo non sarà più lo stesso. In realtà un leader non è solo un comunicatore da palcoscenico; una delle qualità fondamentali di un leader è l’ascolto. Ascoltare e apprendere dall’ascolto è una delle qualità fondamentali: un leader che ascolta, e più in generare una persona che ascolta, è una persona che impara. Se vuoi conoscere l’importanza dell’ascolto, ti consiglio di leggere perché è importante non perdere nessuna buona occasione per stare zitti 🤐

4 – Sotto pressione, dominano le emozioni. Nella vita e nel lavoro ci si trova, spesso, in situazioni complicate. Ci si trova davanti a decisioni non facili da prendere. La capacità di dominare le emozioni sotto pressione (che può venire sia dall’importanza della decisione da prendere in una situazione difficile, sia dalla quantità delle situazioni da gestire) è un aspetto fondamentale per poter essere lucidi e prendere la decisione razionale anche quando “la pancia” direbbe altro.

5 – Hanno un atteggiamento positivo. Sembra scontato da dire, ma l’atteggiamento positivo è una di quelle qualità che un leader ha. Avere il giusto atteggiamento è anche fondamentale per reagire in modo efficace ai contesti: spesso, qualcosa può andare bene o male, dipende solo dal nostro atteggiamento. Che tu creda di farcela o di non farcela, avrai comunque ragione. Diceva il buon Ford.

6 – Mentalità aperta e accolgono suggerimenti. Anche questa sembra tanto semplice quanto scontata, eppure è qualcosa che non è da tutti. Accogliere suggerimenti, che si sposa con la capacità di ascolto che abbiamo indicato prima, è fondamentale per raggiungere i propri risultati personali e di gruppo. Attenzione: accogliere suggerimenti non significa smettere di pensare e far decidere gli altri. Mentalità aperta e accogliere suggerimenti deve essere quel valore aggiunto che porta quel punto di vista diverso rispetto al nostro che può permetterci di cogliere un’opportunità nuova, un miglioramento, un valore aggiunto che da soli non si riusciva a cogliere. Avere la capacità di accogliere suggerimenti è un forte segno di umiltà, altra dote fondamentale per un buon leader di successo.

7 – Sanno valorizzare i punti di forza di chi li circonda. Alcuni pensano che valorizzare chi li circonda li metterà in ombra. Niente di più sbagliato. I veri leader sono quelli che sanno riconoscere i punti di forza e instaurare nei propri collaboratori la sicurezza, la fiducia, e la capacità di esprimersi al meglio delle proprie potenzialità. Per tornare al sig. Jobs dei cellulari, lui assumeva sempre persone che sapevano fare qualcosa meglio di lui. Solo così un’azienda può crescere in modo sano. Assumendo e valorizzando le qualità e i punti di forza delle persone che ti circondano.

8 – Sono innovatori e non hanno paura di sperimentare nuove idee. Anche questo sembra qualcosa di scontato, eppure qualcuno dalla mentalità aperta non avrà paura di sperimentare qualcosa di nuovo, tanto nella vita quanto nel lavoro. Se fai ogni giorno le stesse azioni, come pensi di poter ottenere risultati differenti? Per ottenere risultati differenti devi cambiare azioni. L’apertura mentale e l’audacia nel provare qualcosa di nuovo sono due ingredienti fondamentali per un buon leader di successo.

La Barca di Chi Preferisce Stare al Sicuro Non Si Allontanerà Mai Dalla Riva.

Dale Carnegie

E tu … hai alcune di queste qualità? Ti aspetto nei commenti 😊

Unscripted. Esci dal copione. Vita, libertà e spirito imprenditoriale – Mj DeMarco

Non è Matrix, ma devi fare una scelta: vuoi una vita pre scritta, o vuoi uscire dal Copione che qualcuno ha pensato per te, e iniziare a Vivere. Esistono dei libri che ti svegliano, e Unscripted è uno di questi.

La Perseveranza è l’unica differenza tra il successo e il fallimento

Mj DeMarco

Ognuno di noi ha dei libri che lo colpiscono particolarmente.

Unscripted di Mj DeMarco è uno di quelli che mi ha colpito. Letteralmente.

E’ uno di quei libri che ti svegliano, e lo fa a suon di schiaffi.

Mentre lo leggevo era come se qualcuno mi volesse svegliare attraverso una serie di manate in faccia abbastanza forti da risvegliare qualcuno in coma.

Faccio una piccola premessa: è un libro americano.

E’ un libro di crescita finanziaria, quindi è scritto con quello scopo; è un libro che, come tanti libri del settore, è ricco di segreti di pulcinella.

A volte, è utile che qualcuno ti riveli, nuovamente, che il segreto per il successo è farsi il culo :).

Non un è libro per tutti; infatti se non hai l’ambizione di diventare un imprenditore, quel che succede è che prendi gli schiaffi e non impari nulla. Comunque, al di là dell’ambizione o meno di ciascuno di noi, tecnici smart, di voler diventare ricchi imprenditori, ci si può sempre portare a casa qualcosa di buono dalla lettura di un libro; ecco alcune lezioni che ci possiamo portare a casa dalla lettura di Unscripted.

Esci dal Copione: Il Momento del Vaffanc*lo

Siamo i sottoprodotti di uno stile di vita che ci ossessiona. Omicidi, crimini, povertà, queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con 500 canali, il nome di un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra, l’arredatrice, poche calorie, Marta Stewart. Fanculo Marta Stewart. Marta sta lucidando le maniglie sul Titanic, va tutto a fondo bello. Perciò vaffanculo tu e il tuo divanetto a strisce verdi di Omar Shab della String

Tyler Duren (Fight Club)

Unscripted possiamo tradurlo come “non scritto”, “non pianificato”, “non destinato” … e forse anche come “non condannato”.

Odiare il lavoro, accumulare debiti per una bella casa e una bella macchina.

Vendere il proprio tempo secondo un’equazione che non funziona: cinque giorni alla volta per ottenerne due in cambio.

Scambieresti 5 euro in cambio di 2?

Obiettivamente, visto così, fa male.

Fa male perchè è la dura verità: è la vita che tanti di noi conducono, e quando qualcuno ce lo fa notare, fa male.

Può essere però quel dolore positivo che ti stimola ad andare avanti; un po’ come il dolore del maratoneta durante la corsa.

Invecchiare sognando, e arrendersi a qualcosa che la società ha scritto per noi è quello che si chiama “il Copione“.

Il Copione è ciò che gli altri hanno scritto per noi, e ciò da cui dobbiamo scappare.

Il Copione è ricco di frasi fatte, e di pressioni sociali che vengono dal mondo che ci circonda:

L’uscita comincia dal capire che il Copione parla per frasi fatte:

  • avviare un’attività è rischioso;
  • per diventare ricco devi risparmiare e affidarti all’interesse composto;
  • la casa è un grande investimento;
  • per avere successo serve una laurea;
  • i soldi non fanno la felicità;
  • lavorare in una grande azienda offre agio e sicurezza.

Puoi scegliere se continuare ad accettare consigli mediocri da persone mediocri che conducono una vita mediocre; oppure puoi scegliere la strada per la felicità, fatta di libertà finanziaria e spirito imprenditoriale.

Può esistere, nella vita di ognuno di noi, quel momento nel quale ci rendiamo conto che non vogliamo più stare dentro i binari che qualcuno ha scritto per noi.

Generalmente c’è un evento scatenante; in altri casi è sufficiente un libro per generare quel momento di estrema lucidità in cui ti rivolgi alle regole che qualcuno ha scritto per te:

Vaffanc*lo.

Credenze, Pregiudizi e Cazz*te. I Detrattori del Tuo Successo sono Proprio Quelli che ti Vogliono Bene

Gli uomini non sono prigionieri del loro destino, ma sono prigionieri delle loro menti

Franklyn Roosvelt

I primi detrattori delle tue nuove scelte di vita passeranno per amici e parenti.

Alla tua decisione, più o meno drastica, avrai principalmente pareri contrari:

Ma che fai? Hai un lavoro sicuro? Perchè butti tutto quello per cui hai studiato?

Non lo fanno per male; anzi, pensano di consigliarti qualcosa di buono.

Eppure semplicemente non hanno ancora vissuto il loro momento risvegliante e non sanno che, i loro consigli che vengono dal Copione, non sono più la strada giusta per te.

Insieme a loro, dovrai liberarti di tutte quelle credenze e pregiudizi sbagliati che ci hanno insegnato fin da piccoli.

Quando vedi qualcuno ricco con una bella macchina, il 99% delle persone pensa

“sarà un figlio di papà ereditiere” oppure “chissà quale business illegale e disonesto porta avanti per avere tutti quei soldi”.

La realtà è dura da digerire, perchè è completamente diversa da queste credenze.

La maggior parte dei nuovi ricchi sono di prima generazione; quindi sì, esistono anche figli di papà che hanno ereditato una fortuna, ma tutti gli altri si sono fatti il mazzo tanto quanto te e me.

Anzi, a dirla tutta, si sono fatti il c*lo molto più di me e di te.

L’aspetto interessante è che le persone che hanno la convizione che la fortura degli altri sia solo fortuna (e non frutto di grande sacrificio) sono gli stessi che

  • ah ma io non ho tempo, e magari passano ore ai videogames o a guardare serie tv
  • ah ma io non ho tempo, e non leggono un libro dall’ultimo compito assegnato a scuola
  • ah ma io non ho tempo, e passano più tempo a fare aperitivi con amici che a lavorare sul proprio futuro

Sia chiaro: queste affermazioni non si devono tradurre in una vita di soli sacrifici, senza guardare la TV e dimenticandosi degli amici e del tempo da dedicare alle relazioni.

E’ il giusto equilibrio che conta; è la possibilità di premiarsi con un aperitivo in compagnia dopo che si è lavorato tanto per il proprio futuro.

Nemico #2: Liberati dei Venditori di Sogni

unscripted-non credere ai venditori di fumo

Gli imbroglioni hanno sempre saputo che il loro mestiere non è quello di convincere gli scettici, ma di permettere ai creduloni di continuare a credere quello che vogliono credere.

Thomas Sowell

Altro nemico di cui ti devi liberare sono i venditori di sogni.

Ormai ovunque, soprattutto in rete, è strapieno di persone che ti vendo:

  • un nuovo metodo supersegreto che i ricconi di Wall Street non ti vogliono raccontare
  • il metodo infallibile per generare 1 milione di euro al mese comprando e vendendo borracce su Amazon
  • una strategia per hackerare il sistema e vivere di rendita da Dubai, passando tutto l’anno al mare in bermuda

A che prezzo?

Alla modica cifra di 500 euro, ma scontato solo per oggi lo puoi avere per 47€

Occasione imperdibile.

Ecco, probabilmente il venditore di fumo di turno ti proporrà la sua infallibile strategia con dietro un’auto di lusso (presa a noleggio) da un posto esotico (su cui sarà arrivato con un volo low cost); puoi credere a quello che vuoi, ma ricordati:

  • se funzionasse, non verrebbe a dirtelo
  • se fosse così prezioso, non sarebbe così economico

Pensaci un attimo, e ragioniamo per assurdo: se il metodo, per soli 47 euro, permettesse a tutti di diventare ricchi in due settimane, tra due settimane avremo un paese di milionari.

E cosa accadrebbe? Se tutti sono milionari, significa che nessuno in realtà lo è. Il costo della vita si adeguerebbe al nuovo standard, e tutto come prima.

Quindi no, non esiste un metodo infallibile che per soli 47 euro ti permetterà di utilizzare la strategia supersegreta per diventare ricco.

Il Talento non Conta: Conta l’Esecuzione con una Mentalità Dinamica

Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati.

Micheal Jordan

Abbiamo chiuso la lezione precedente con la certezza che credenze sbagliate producono azioni sbagliate e risultati sbagliati.

Ora dobbiamo focalizzarci sul creare valore per i nostri clienti.

Assioma di partenza: il talento non basta.

Cullarsi su un potenziale talento che ognuno di noi può avere ci fa sentire speciali e ci fa cullare sugli allori.

Purtroppo si tratta di una falsa vittoria: il talento non è nulla; conta l’esecuzione.

A prescindere dal talento, dobbiamo costruire processi di

  • consapevolezza intelligente: lo sforzo costante è la base per ottenere risultati
  • identificare e visualizzare l’obiettivo del cambiamento, e definirlo in termini numerici
  • spezzare l’obiettivo futuro in singole azioni quotidiane, così da sapere come arrivare a meta
  • identificare le insidie che troverai lungo il percorso
  • cattive abitudini: prima le identifichi e poi crei degli ostacoli così da rendere difficoltoso ricaderci

Attenzione però, “esecuzione” non significa stampare un biglietto da visita con scritto CEO della propria azienda.

Prodottocrazia: i 5 Comandamenti

Il cliente soddisfatto è la migliore strategia di business

Michael Le Boeuf

La pubblicità può essere utile per velocizzare l’avvio di un business.

Tuttavia, se tutti i tuoi clienti vengono acquisiti solo grazie alla pubblicità a pagamento, hai un problema.

Secondo l’autore, infatti, la strategia a lungo termine deve basarsi su un passaparola positivo.

In questo modo, la tua azienda potrà sopravvivere anche se sceglie di non fare pubblicità.

Per generare una prodottocrazia, oltre alla costruzione delle relazioni con le persone, è necessario seguire i 5 comandamenti:

  • comandamento del controllo: devi vendere il tuo brand, non quello di un altro. Non devi scalare le piramidi, costruisci le piramidi.
  • comandamento dell’accesso: se chiunque può entrare facilmente nel tuo business, la barriera di accesso è troppo bassa e il tuo business
  • comandamento del bisogno: se trovi un bisogno trovi un’opportunità. Se soddisfi un bisogno, hai un business
  • comandamento del tempo: il tuo business deve restituirti tempo; devi creare qualcosa che possa generare introiti a prescindere dal tuo tempo. Un libro che hai scritto genera introiti anche dopo che l’hai scritto; se sei un consulente, guadagni solo in proporzione al tempo che dedichi.
  • comandamento dell’estensione: il valore deve essere replicabile. il valore che generi deve essere duraturo. i clienti devono essere replicabili. scegli un business che sia scalabile (ovvero cresce esponenzialmente rispetto allo sforzo che viene immesso).

Se non l’hai letto, è un libro consigliatissimo.

Spero che ti sia piaciuto.

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Libro – Le 7 Regole per Avere Successo – Stephen Covey

Avere successo non è causale. Vediamo le 7 regole descritte dal Stephen Covey, nel suo libro, e come queste possono aiutare noi tecnici smart nella vita di tutti i giorni.

L’abitudine è l’intersezione di conoscenza (cosa fare), abilità (come fare) e desidero (voler fare).

Stephen Covey

Avere successo, nella vita e nel lavoro, è un concetto tanto ampio e soggettivo.

Ognuno di noi ha il suo personale concetto di “avere successo“.

Tuttavia, esistono delle regole comuni, delle abitudini di comportamento che se applicate bene e con costanza, potranno portarci a risultati positivi qualunque sia il nostro concetto di “avere successo”.

Probabilmente le regole e abitudini da applicare per avere successo sono tante; per ora vediamo le 7 regole condensate dal buon Stephen Covey, nel suo omonimo libro “Le 7 Regole per Avere Successo

  • Regola 1 – Sii proattivo
  • Regola 2 – Comincia pensando alla fine
  • Regola 3 – Dai precedenza alle priorità
  • Regola 4 – Pensare Win/Win
  • Regola 5 – Prima cerca di capire, poi di farti capire
  • Regola 6 – Crea sinergia
  • Regola 7 – Affila la lama

Regola 1 – Sii proattivo

Fino a quando pensi che il problema stia là, quello stesso pensiero è il problema

Stephen Covey

Esistono due tipi di persone nella vita: le persone reattive e le persone proattive.

Le persone reattive sono quelle che si concentrano sulle cose che non possono cambiare o controllare.

Risultato? Si lamentano sempre.

E come darli torto. Se non possono cambiarle, non possono far altro che lamentarsi.

Emh … non è proprio così.

Le persone proattive, poste nella medesima situazione, non sprecano la loro energia nelle cose che non si possono cambiare.

Analizzano la situazione, e si concentrano sulle cose che, invece, è nel loro controllo cambiare.

L’azienda dove lavori ti tratta male, sei sottopagato, e non ti porta nulla se non lo stipendio puntuale?

Se sei reattivo, rimarrai lì. Ti lamenterai perchè non puoi cambiare i vertici aziendali e come gestiscono l’azienda.

Il consiglio è quello di essere proattivo: non puoi cambiare i vertici aziendali? non puoi cambiare come viene gestita l’azienda?

Perfetto. Concentrati sulle tue abilità, migliorale e vedrai che sarà più facile trovare una nuova azienda che ti garantirà un riconoscimento economico maggiore, un trattamento migliore e un apprendimento costante.

Sii proattivo.

Regola 2 – Comincia pensando alla fine

Se la scala non è appoggiata al muro giusto, ogni passo che muoveremo non farà che farci avvicinare più in fretta nel posto sbagliato.

Stephen Covey

Se il tuo funerale fosse fra tre anni, che cosa direbbero di te i presenti?

Se fosse oggi, non avresti più tempo per cambiare. Ma se immagini che sia fra tre anni, è un tempo sufficiente per porsi le domande giuste.

Come vorresti essere ricordato?

Che tipo di amico vorresti essere?

Che tipo di capo/collega vorresti essere?

Quali risultati vuoi che le persone ricordino di te?

e ancora … Come vorresti influenzare la vita delle persone intorno a te?

Lo so, l’esempio è un po’ macabro. Ma è necessario per rendere l’idea e chiarire il cocetto.

Significa che ogni tua azione deve essere ispirata da una chiara visione della destinazione a cui vuoi arrivare o dall’obiettivo che vuoi raggiungere.

Se hai in mente l’obiettivo finale, sarà anche più facile dire no alle cose che non ti avvicinano all’obiettivo stesso.

Diversamente, ogni passo sarà fatto in una direzione casuale, che non ti avvicinerà ai tuoi obiettivi/destinazioni.

Esempio pratico.

Se il tuo obiettivo è quello di acquisire nuove competenze dopo il lavoro per poter ottenere una promozione, perché vai tutti i giorni a bere una birra con gli amici dopo il lavoro?

Se il tuo obiettivo è quello di creare un nuovo business oltre il lavoro, perché allora passi il tuo tempo libero a guardare Netflix?

Prendi un foglio di carta e scrivi sulla sinistra i tuoi obiettivi, mentre sulla destra scrivi le varie azioni che compi tutti i giorni e le persone che incontri.

Se esegui questo esercizio per una settimana, ti accorgerai che la maggior parte delle azioni che compi e delle persone che incontri non contribuiscono ad avvicinarti ai tuoi obiettivi.

Comincia pensando alla fine.

E sii coerente (aggiungo io).

Regola 3 – Dai precedenza alle priorità

Tu devi decidere quali siano le tue maggiori priorità ed avere il coraggio – piacevolmente, sorridendo, e senza scusarti – di dire “no” alle altre cose. Ed il modo in cui puoi farlo è nell’avere un grande “sì” che ti brucia dentro. Il nemico del “meglio” è spesso il “buono”.

Stephen Covey

Definisci qual è o quali sono le tue priorità.

Passare del Tempo di qualità con la famiglia?

Curare le relazioni con gli amici?

Migliorarsi nel proprio lavoro?

Se per esempio la tua priorità è passare del tempo di qualità con la tua famiglia, come ci puoi riuscire se dopo che lavori tutto il giorno ti riposi guardando la tv?

Oppure vuoi concentrarti maggiormente sul tuo lavoro, ma hai molti incarichi universitari. Puoi utilizzare facilmente gli strumenti di scrittura di papertyper.net e aumentare la tua produttività. Dopotutto, avrai più tempo libero.

Non ti arrabbiare. Hai due scelte: continuare a trovare scuse, oppure definire le tue priorità e gestire le tue attività in funzione di questo.

Il buon Stephen consiglia l’uso del Quadrante di Gestione del Tempo.

Per costruire il quadrante del tempo è sufficiente prendere un foglio di carta e disegnare 4 aree.

Si tratta di una piccola matrice con 4 quadranti dove ognuno di essi sarà catalogato in base alle righe e colonne che definiscono le questioni urgenti e le questioni importanti.

Ecco un esempio di quadrante del tempo, noto anche come “Matrice di Eisenhower” o “Matrice di Covey”.

matrice covey eisenhower
Quadrante Gestione Del Tempo – Matrice di Eisenhower

Nel dettaglio si tratta, quindi, di inserire le attività nei vari quadranti, differenziandole per urgenza e importanza.

In questo modo avremo le nostre attività suddivise in:

  • urgenti e importanti
  • urgenti ma non importanti
  • importanti ma non urgenti
  • non urgenti e non importanti

Se proseguiamo nell’analisi delle varie attività e nel quando sono da compiere:

  • urgenti e importanti —> ATTIVITA’ DA FARE SUBITO!
  • urgenti ma non importanti —>ATTIVITA’ DA DELEGARE
  • importanti ma non urgenti —> ATTIVITA’ DA PIANIFICARE
  • non urgenti e non importanti —> DA PROCRASTINARE

Per fare un esempio pratico di attività che possiamo inserire nei vari quadranti, ecco un’altra immagine esplicativa

quadrante del tempo stephen covey
Estratta dal video – Le 7 regole per avere successo di Stephen Covey. del Canale Youtube “un po’ di più“, al quale vi consiglio di iscrivervi

Solo dopo aver scritto le nostre attività quotidiane nel quadrante di gestione del tempo, ci renderemo conto di quanto tempo sprechiamo, di quante azioni possiamo delegare a qualcun altro e di quante azioni, invece, dobbiamo pianificare e invece rinviamo per dedicarci alle questioni NON urgenti e NON importanti.

Dopo esserti liberato delle cose “urgenti e importanti” che vanno eseguite subito, puoi concentrarti sulle attività “non urgenti, ma importanti”.

Le persone veramente efficaci si concentrano su queste attività: non urgenti, ma importanti.

La maggior parte di noi dedica troppo tempo a ciò che è urgente e non abbastanza a ciò che è importante.

Regola 4 – Pensare Win/Win

Se io voglio vincere, non necessariamente tu devi perdere

Stephen Covey

Pensare a come approcciare le relazioni secondo il metodo Win/Win, Vincere/Vincere ti cambia la vita.

E’ solo dopo che inizi ad utilizzare questo metodo che diverse porte si spalancheranno per dare spazio alle tue opportunità.

L’autore porta un esempio di non cooperazione nel settore vendita di un’azienda.

I venditori non cooperavano, e, come azienda, non ottenevano i risultati desiderati.

Allora il manager dell’azienda decide di incentivare la cooperazione mettendo un premio per il miglior venditore.

Risultato? Nessuno. La cooperazione tra i vari venditori non migliorò, e questo perché l’incentivo era basato sulla competizione.

Aiutare l’altro venditore, avrebbe significato allontanarsi dal premio.

Alcuni vincono, e altri perdono.

Le relazioni non necessariamente sono a somma zero, dove c’è una parte che vince e una parte che perde.

Spesso possiamo trovare dei modi di cooperare che portano vantaggi ad entrambi.

E’ il motivo per cui le grandi aziende, anziché farsi la guerra commerciale, spesso fanno accordi di cooperazione per trarre entrambe dal mercato il maggior profitto.

Vuoi ottenere più risultati?

Concentrati sul vantaggio che otterrà l’altro dall’accordo con te, e vincerete entrambi.

Regola 5 – Prima cerca di capire, poi di farti capire

La maggior parte delle persone non ascolta con l’intento di capire; ascoltano con l’intento di rispondere

Stephen Covey

P: Dottore non vedo bene.

D: Provi questi occhiali.

P: Continuo a non vedere bene.

D: Impossibile, con me funzionano. Pensi positivo.

Una cura senza una diagnosi.

Ecco l’errore principale che facciamo nelle conversazioni.

Prescriviamo cure senza ascoltare con attenzione.

Senza ascolto empatico.

Sentenziamo, senza conoscere.

Sapevi che in una conversazione, le parole contano per meno del 10%?

E’ questo il vero motivo per cui, quando scrivi un messaggio, spesso vieni frainteso.

Le parole non trasmettono toni, e altri suoni.

E con una chiamata?

Meglio, ma non troppo.

Quando due persone non si comprendono e vorrebbero farlo, almeno una delle due propone “vediamoci e ne parliamo”.

La motivazione risiede nel fatto che in una conversazione il linguaggio del corpo conta per circa il 60%, mentre i toni e altri suoni per circa il 30%, e infine le parole per il 10%.

Motivo per cui, spesso puoi capire persone senza che aprano bocca.

Utilizzare l’ascolto empatico migliorerà le tue relazioni, sia a casa che a lavoro.

La prossima volta che qualcuno ti parla, interrompi quello che stai facendo, lascia il telefono, e concentrati sul suo messaggio.

Solo dopo che l’avrai ascoltato in modo empatico, l’avrai capito. E solo dopo che l’avrai capito, potrai fare una diagnosi ed eventualmente consigliare una cura.

Regola 6: Crea sinergia

Sii parte della soluzione, non del problema

Stephen Covey

Sapevi il perché gli uccelli volano con una formazione a V ?

Hanno scoperto che lo fanno, perché gli uccelli posti nella parte in fondo alla V godono della corrente d’aria creta dal movimento delle ali degli uccelli sul davanti.

E durante i viaggi, anche se la disposizione a V non cambia, quel che varia è la posizione degli uccelli all’interno della V.

Quindi a turno tutti potranno godere dei benefici creati dalla corrente d’aria degli uccelli davanti.

Creano sinergia.

La cooperazione ci consente di ottenere risultati in modo più efficace.

Regola 7: Affila la lama

Devi innaffiare i fiori che vuoi far crescere

Stephen Covey

Se tagli un albero con una lama spuntata, sarai fortunato se ci riuscirai.

Se arriva il tuo vicino di casa e ti dice “hey, se affili la lama, riuscirai a tagliarlo meglio e in meno tempo

“Scusa, ma non ho tempo di affilare la lama!”

Siamo fatti così.

Vogliamo stare bene e in forma, ma non abbiamo tempo da dedicare all’allenamento.

Vogliamo essere colti e intelligenti, ma non abbiamo tempo di leggere.

Vogliamo una grande famiglia e migliori relazioni con gli amici, ma non abbiamo tempo per loro.

Vogliamo essere entusiasti del lavoro di lunedì, ma non riusciamo a rilassarci a dovere nel fine settimana.

Dovresti imparare a pianificare non solo i giorni e i momenti di lavoro, ma anche quelli di riposo.

I momenti di riposo e di svago, sono tanto importanti quanto le ore di lavoro perché sono questi momenti di riposo che rendono i momenti di lavoro veramente produttivi.

Affila la lama.

Cosa abbiamo imparato

Se voglio davvero migliorare la mia situazione, posso lavorare sull’unica cosa su cui ho il controllo: me stesso

Stephen Covey

Qualunque sia l’ambito in cui tu voglia avere successo, che sia la vita privata, il lavoro da libero professionista, il lavoro da dipendente di un Ente o un’azienda, non importa.

Le regole condensate da Stephen Covey nel suo libro “Le 7 Regole per avere successo” sono applicabile a tutti i campi.

  • Regola 1 – Sii proattivo
  • Regola 2 – Comincia pensando alla fine
  • Regola 3 – Dai precedenza alle priorità
  • Regola 4 – Pensare Win/Win
  • Regola 5 – Prima cerca di capire, poi di farti capire
  • Regola 6 – Crea sinergia
  • Regola 7 – Affila la lama

Dovrai iniziare a d avere un migliore approccio alle cose, con un’attenzione particolare verso il prossimo: ascoltarlo, capire come portargli valore, creare sinergia. Sono tutti aspetti che sembrano portare vantaggio ad altri, ma che in realtà porteranno un successo indiretto anche a noi.

Per il resto, concentrati su te stesso: migliora e concentrati sulle cose che puoi veramente cambiare.

Non puoi cambiare tutto, ma puoi scegliere come reagire.

Produttività per Tecnici Smart: 5 consigli utili per migliorare la produttività giornaliera

E’ nascosto nell’etere l’assassino della tua produttività. Scopri 5 consigli per sopravvivere alla richiesta di attenzioni giornaliera, per focalizzarti sul tuo lavoro e suoi tuoi obiettivi.

La produttività non è mai casuale.

È sempre il risultato di un impegno per l’eccellenza, una pianificazione intelligente e uno sforzo mirato.

Paul J. Meyer

Penso che sia capitato a tutti.

Arrivi in ufficio, e hai già in mente il lavoro a cui dedicarti.

Hai pianificato di fare quel progetto che rimandi da tempo, o di chiudere quella relazione/perizia che il cliente aspetta ormai da giorni.

Arrivi a fine giornata … e ti sembra di non aver combinato nulla!

Com’è possibile? Sei rimasto in ufficio per 10 ore, eppure nulla di quello che ti eri prefissato è stato portato a compimento.

Delle volte, nemmeno iniziato.

Il fatto che capiti a tutti, non è certo una consolazione. In questo caso, il mal comune mezzo gaudio, di certo non aiuta.

L’unico lato positivo è che se capita a tutti, esisteranno dei rimedi: vediamo 5 consigli efficaci che puoi apportare alla tua giornata lavorativa per evitare che trascorrano le ore lavorative senza aver portato a termine nessun lavoro.

Si tratta di consigli che derivano dall’esperienza personale: per me funzionano e hanno migliorato la produttività della mia giornata.

1 – Non rispondere sempre e subito alle email

Email. Email. Email.

Email per ogni cosa.

E a qualunque ora.

Se ti sembra una buona idea rispondere in tempo reale alle email che ti arrivano, così da dare l’impressione all’esterno di essere una persone rapida e pronta; se pensi che leggere subito un’email sia dovuto, anche se poi scegli di non rispondere subito; se leggi qualunque email arrivi, in tempo reale, anche se si tratta di pubblicità (spam!).

Beh … sei sulla cattiva strada.

Rispondere in tempo record ad una email non farà sembrare di te uno produttivo; non ti porterà i lustri della persona efficiente che mette al primo posto i suoi clienti.

No. Darai solo l’impressione di non aver altro da fare. Non solo, ma questo si coniuga anche con il terzo consiglio, che è quello di non far dettare la tua agenda dai tuoi clienti, o potenziali clienti.

Se sei tra quelli che pur leggendo subito un’email, non rispondono proprio per non interrompere il lavoro che stanno svolgendo, anche qui sei in pieno errore. In primis, hai interrotto il tuo lavoro per leggere un’email. E prima di riuscire a rientrare nel deep-work, ovvero in quel lavoro intenso e profondo che si può dire produttivo, ci vogliono fino a 20 minuti.

Questo succede perchè hai scelto di interrompere un buon flusso di lavoro per leggere un’email; ogni email la puoi vedere come una task, un’attività da compiere. E non compierla subito avrà anche l’effetto, oltre a quello di aver interrotto la tua attenzione dal lavoro che stavi svolgendo, di tenere un ciclo aperto nella tua testa, ovvero hai inserito nella tua testa, inconsciamente, una nuova cosa da fare che rimarrà lì fino a quando non sarà completata.

E tutto questo non aiuta alla tua produttività.

Esiste un rimedio; una soluzione che funziona.

Imposta nella tua giornata dei momenti che dedicherai alla lettura dell’email, e alle risposte.

Dedicare uno slot di tempo predefinito all’interno della tua giornata lavorativa, ti farà passare quel senso di inadeguatezza che deriva dal non aver letto l’email in tempo reale, e allo stesso tempo non rovinerà tutto il lavoro importante che hai svolto durante la giornata.

Un esempio pratico potrebbe essere leggere e rispondere alle email poco prima della pausa pranzo, e/o mezz’ora prima di chiudere la tua giornata di lavoro, dopo aver terminato tutto ciò che avevi prefissato di compiere.

In questo modo darai comunque un segnale all’esterno di essere una persona rintracciabile e che risponde alle email, e allo stesso tempo non avrai buttato un’intera giornata di lavoro nel passare da una taks all’altra, senza portarne nemmeno una a compimento

2 – Spegni le notifiche

Le notifiche hanno l’obiettivo di catturare la nostra attenzione.

Notifiche sul cellulare per l’ultimo prodotto super scontato di Amazon che non puoi assolutamente perdere.

Zalando: non vorrai perdere l’occasione di risparmiare 1,99 € sull’ultimo capo firmato? Occasione irripetibile.

WhatsApp con il gruppo di amici e amiche: arriva il primo messaggio, e ciascuno risponde; non vorrai essere l’unico antipatico che pensa solo al lavoro?

Email: email di clienti, email di amici, email di pubblicità, email di notizie (che in realtà hanno la funzione di pubblicità) … email email email

Facebook. Non vorrai perdere l’occasione di rispondere all’ennesimo hater? Va certamente educato, non puoi lasciargliela passare liscia.

LinkedIn: ehi, il tuo profilo sta avendo successo! Collegati alla tua rete!

E chi più ne ha, più ne metta.

Posso andare avanti così per ore; sono sicuro che ti ritrovi in quello che sto dicendo.

E se sei tra quelli “bravi” che almeno ci provano e mettono il telefono in modalità silenziosa, ecco che l’ultimo gadget che hai ricevuto per natale, lo smartwatch, ti ricorda che il mondo ha bisogno di te.

Ricordati, lo smartwatch di smart ha solo il nome. nient’altro.

Ansia.

Esiste un rimedio anche a questo; una soluzione per evitare di passare la giornata da una notifica ad un’altra, senza aver svolto il lavoro per cui dovresti essere pagato.

Una prima soluzione è quella di disabilitare le notifiche push sul telefono.

Chi ha bisogno di te, ti chiamerà.

Se noterai, dopo aver spento le notifiche, sembrerà che il mondo può andare avanti anche senza una risposta immediata.

Una seconda soluzione è quella di liberarti della vista del dispositivo che attira la tua attenzione: il telefono può stare sul tavolo, ma con lo schermo rivolto verso il basso, lo smartwatch può essere “spento” durante il deep-work, la tab del browser con Gmail, WhatsApp, Facebook, e qualunque altro social che attira la tua attenzione possono rimanere chiuse e stai tranquillo che il mondo esterno se ne farà una ragione.

Elimina le distrazioni; le notifiche sono studiate appositamente per catturare la tua attenzione. E tutti guadagnano dalla tua attenzione.

Compreso tu. Se tieni per te la tua attenzione e la focalizzi sul tuo lavoro, a fine mese troverai il giusto compenso sul tuo conto in banca. :)

3 – Non far dettare la tua agenda dai tuoi clienti

Ingegnere, dobbiamo consegnare entro natale, è importante!

Dobbiamo consegnare entro ferragosto, è molto importante!

Dobbiamo consegnare entro ieri … ma lei mi sta dando il lavoro oggi … si, ma è importante!

Tutto è importante.

In realtà, quando tutto è importante significa che niente è veramente importante.

E’ certamente importante per il tuo cliente: lui vede solo il suo singolo lavoro che ti ha commissionato, e per lui è certamente la cosa più importante che esista.

Per te che gestisci diversi lavori, sono tutti importanti nello stesso modo.

Prima considerazione: non è importante.

Salvo qualche raro caso di scadenza improrogabile, le scadenze imposte da tuoi clienti ti porteranno a lavorare senza sosta solo per soddisfare la loro sete di avere il lavoro chiuso entro una certa data.

Il lavoro da chiudere entro natale? Se si consegna entro fine anno, spesso è uguale.

Prenditi il tempo necessario, e soprattutto detta tu i tempi. Ricordandosi sempre che, prima lo chiudi, prima vieni pagato.

Diventa però fondamentale mettere le cose giuste al posto giusto ,e dare le priorità giuste secondo il tuo schema, e non secondo l’imposizione che arriva dall’esterno.

Se hai un progetto per una richiesta di contributi entro il 25 dicembre, quel progetto è decisamente più importante della scadenza “entro natale” imposta dal cliente di turno a cui in realtà non cambia nulla se il suo progetto scala a fine dicembre.

Questo ci porta all’altra considerazione: non sacrificare i tuoi momenti di riposo per i capricci di qualcuno.

Se la scadenza imposta dal cliente non è veramente urgente, non sacrificare i tuoi sabati e domeniche solo per non sentirlo più.

Se è un cliente pretenzioso senza giustificato motivo, o cambia tecnico o aspetta il tempo giusto per te.

Ricordati che anche le fasi di riposo sono altrettanto importanti come il lavoro. Senza riposo non sarai produttivo.

4 – Appuntamenti: non “rovinare” la tua giornata

Saper fissare gli appuntamenti è importante.

Se il tuo orario di lavoro va dalle 9 alle 13, dovresti evitare di fissare un appuntamento alle 10.30.

Se durerà circa un’ora, avrà spezzato in due la tua mattinata di lavoro: è questo uno degli accorgimenti più importanti che devi attivare per le tue giornate lavorative.

Prendilo come consiglio personale: imposta gli appuntamenti con i clienti non quando va bene a loro, ma quando è più congeniale per te.

Gli orari migliori per fissare appuntamenti sono a ridosso della chiusura degli slot temporali: poco prima di pranzo e poco prima di finire la giornata.

Solo in questo modo riuscirai ad avere delle finestre temporali in cui sviluppare sessioni di lavoro importanti.

Personalmente, evito gli appuntamenti in prima mattina (a meno che non si tratti di visite in cantiere) per dedicare le ore più produttive della giornata a qualcosa che richieda alti livelli di attenzione.

5 – Definisci slot temporali di deep-work, e rispettali

Ultimo, ma non per importanza, è la definizione di slot temporali di lavoro profondo.

Il deep-work sono quelle sessioni di lavoro immersive, in cui dedichi tutta la tua attenzione e il tuo impegno solo a quel determinato lavoro o progetto.

Sono le ore di lavoro più intense e produttive.

Ma saranno tali se tutta la tua attenzione (tutta, e non parte!) sarà dedita a quel lavoro.

Sono le ore di lavoro in cui entri in quel flusso di ragionamento per il quale un’interruzione può essere fatale e riprendere dal punto di interruzione è spesso complicato.

Il deep-work è necessario per alcuni lavori di particolare complessità.

Se vuoi il mio consiglio, imposta slot temporali di deep-work giornalieri o settimanali ti aiuterà a rendere la tua settimana veramente produttiva.

Ricorda: se decidi di iniziare un sessione di lavoro intenso, non interrompere e non farti interrompere.

Avvisa i tuoi colleghi di non disturbarti per le prossime x ore, metti il telefono in modalità silenziosa o aereo, spegni qualunque notifica, e chiudi tutte le finestre del browser che non siano strettamente necessarie al deep-work.

Ma soprattutto, rispetta il deep-work, e rispettati mentre sei a lavoro.

Vuoi produrre? Staccati dal mondo esterno.

Niente è meno produttivo che rendere più efficiente ciò che non dovrebbe essere fatto affatto.

Peter Drucker

Pettinare la bambole non serve.

Anche se il mondo sembra chiederti questo.

Se vuoi aumentare la tua produttività, e se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi, non dimenticarti di:

  1. Trova il giusto momento per leggere e rispondere alle email
  2. Disattiva le notifiche. Puoi sempre organizzare il calcetto durante la pausa pranzo
  3. Sii padrone della tua agenda, non lasciarla organizzare dai tuoi clienti
  4. Trova i giusti momenti per gli appuntamenti, senza rovinare la tua giornata di lavoro.
  5. Deep-work. Impostalo. Fallo. Rispettalo.

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