Ponti Termici e Superbonus: sono ammessi al Superbonus 110% anche gli interventi per il miglioramento e la risoluzione dei ponti termici?
Quando l’Ingegnere perde l’Ingegno
Un mio cliente :)
Una delle domande frequenti che capitano tra tecnici e colleghi è:
Le spese per la risoluzione e il miglioramento dei ponti termici, rientra tra le spese ammesse al Superbonus 110%?
Spoiler: la risposta è Sì.
Da dove sorge questo dubbio?
Dobbiamo fare un passo indietro.
Il dubbio, in parte legittimo (solo in parte!), deriva dal fatto che tutte le spese finalizzate al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici rientrano tra quelle ammesse al Superbonus 110%; e quando si parla di spese per il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, si parla di spese per migliorare le prestazioni dell’involucro che racchiude il volume riscaldato.
La risoluzione dei ponti termici riguarda, spesso, la necessità di coibentare delle parti che non propriamente racchiudono il volume riscaldato, ma che incidono comunque nelle prestazioni del contenimento dei consumi energetici degli edifici.
L’esempio classico è quello del balcone: per proteggere con materiale coibente al meglio l’involucro riscaldato, non è sufficiente coibentare le pareti e dimenticarsi dei particolari come quello del balcone; per agire correttamente su una struttura esistente, dove il balcone è connesso in modo diretto e solidale con il solaio interno, è necessario studiare e applicare una risoluzione del ponte termico, che prevede, per esempio, l’installazione di pannelli coibenti in un perimetro che non necessariamente racchiude l’involucro riscaldato.
Ponte termico balcone
Se Le Spese Ammesse al Superbonus 110% sono Quelle per il Volume Riscaldato, come mai sono ammesse anche le Spese per i Ponti Termici?
Le ragioni sono almeno due.
La prima riguarda il buon senso e la buona pratica che deve guidare il nostro operato di tecnici smart.
Non può esistere un finanziamento pubblico che ci permette di migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, e parallelamente ci indica che dobbiamo fare una lavoro mal fatto.
Perché non tenere conto dei ponti termici, e quindi non progettare e coibentare le porzioni di fabbricato corrette per progettare i ponti termici con il Superbonus 110%, equivale a non fare un buon lavoro.
E’ come se lo Stato ci dicesse: puoi ridurre i consumi energetici dell’edificio, ma avrai problemi di formazione di muffe e condense.
Per avere futuri problemi di muffe e condense, meglio non fare nessun intervento di coibentazione. Questo perché si perde la salubrità dell’edificio, condizione necessaria affinché lo stesso edificio sia abitabile.
La seconda ragione deriva da una risposta ad un interpello posto all’Agenzia delle Entrate, che vediamo in dettaglio.
Esempio di risoluzione del ponte termico della soglia dell’infisso/finestra con un davanzale termico coibentato
Con l’interpello 665/2021, che potete scaricare in allegato, l’Agenzia delle Entrate mette nero su bianco quello che era palese e scontato.
Le spese per la risoluzione dei ponti termici sono agevolate e ammissibili al Superbonus 110%.
L’ha dovuto chiarire perché noi tecnici, troppo spesso, ci dimentichiamo l’approccio smart e ci facciamo prendere dal panico e nel marasma normativo dove domina l’incertezza, tendiamo ad avere un approccio troppo cautelativo, fino ad arrivare a conclusioni sbagliate ed illogiche.
E’ stato un dubbio condiviso da tanti, quello delle spese per i ponti termici ammesse (o non ammesse) al Superbonus.
(Io non ero tra quelli; ma qui non dobbiamo parlare di me :D )
Che cosa dice, l’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello 665/2021?
Le spese per i ponti termici sono ammesse al Superbonus 110% quando sono “strettamente correlate” ad eseguire un lavoro a regola d’arte.
Sarà necessario, affinché le spese sostenute per la risoluzione dei ponti termici siano ammesse al Superbonus, che il tecnico le ritenga necessarie per esigenze tecniche per il raggiungimento delle finalità della corretta coibentazione delle strutture opache racchiudenti l’ambiente riscaldato.
E ci mancherebbe, che non sono necessarie! (aggiungo io).
Ponti Termici e Superbonus 110%. Cosa Abbiamo Imparato?
Per poter fare un buon lavoro di coibentazione, che si possa definire eseguito a regola d’arte e secondo le norme tecniche e di buona tecnica, è necessario risolvere i ponti termici.
Pertanto, le spese sostenute per la risoluzione dei ponti termici sono ammesse al Superbonus 110%.
Lo dice il buon senso, e lo ha confermato l’Agenzia delle Entrate con l’interpello 665/2021.
Abbiamo scoperto l’acqua calda.
Scarica la risposta all’Interpello 665/2021 dell’AdE
Compila il form sottostante e ricevi l’interpello 665/2021 dell’Agenzia delle Entrate contenente la risposta affermativa sulla possibilità di portare al Superbonus 110% le spese sostenute per la risoluzione dei ponti termici.
L’interpello è molto lungo e risponde a diversi quesiti; ti consiglio di leggerlo tutto, ma se sei interessato solo alla parte relativa ai ponti termici, vai a pagina 17.
Come Cedere il Credito di Imposta dal Cassetto Fiscale Agenzia delle Entrate – Guida
Vediamo quali sono i passaggi da compiere per cedere i crediti presenti nel proprio cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Se sei un professionista smart, che applica lo “sconto in fattura” (leggi l’articolo dedicato se ancora non fai lo sconto in fattura nei tuoi lavori!), troverai nel tuo cassetto fiscale il credito di imposta ceduto dai tuoi committenti.
Ma che ce ne facciamo di questo credito di imposta?
Lo cediamo.
A chiunque tu decida di cedere questi crediti di imposta, prima dovrai fare un contratto con l’Ente/Istituto/Società che li acquisterà.
Una volta che hai il contratto in mano, ecco i prossimi passi da compiere.
Se sei un professionista smart, hai sicuramente SPID a disposizione, e puoi utilizzare questo metodo per l’accesso sul cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.
Alla fine della pagina troverai il bottone “Accedi al servizio“.
Indovina?
Sì, cliccaci sopra, e scegli “Accedi con SPID”.
Una volta entrato troverai una schermata di questo tipo.
Servizi Per > Comunicare > Piattaforma Cessione Crediti
Il passaggio successivo è semplice.
Semplice … una volta che lo conosci!
Dal menù sulla sinistra sarà sufficiente cliccare su:
Servizi per > Comunicare
Apparirà un elenco di servizi, e dovremo scegliere “Piattaforma Cessione Crediti“.
Panoramica della Piattaforma di Cessione del Credito
Una volta cliccato su Piattaforma Cessione Crediti ci troveremo una schermata molto semplice, con 4 tab e 4 icone.
Sia le tab che le icone puntano agli stessi sottoservizi, che sono
Monitoraggio
Cessione
Accettazione
Lista Movimenti
In “Monitoraggio” potete avere una schermata di tutti i crediti accettati, ceduti, o utilizzabili nel modello F24, suddivisi per anno e suddivisi per tipologia di bonus fiscale.
Sotto la voce “Cessione crediti“, troveremo i crediti che possiamo cedere.
Nella sezione “Accettazione crediti/sconti” troveremo i crediti in ingresso: per poter entrare nella nostra disponibilità ed essere poi ceduti troveremo prima accettarli.
In “Lista Movimenti” troveremo lo storico di tutti i crediti accettati/ceduti, suddivisi per codice fiscale, tipologia di intervento, e data: una sorta di “estratto conto” dei movimenti dei crediti di imposta, in entrata e in uscita dal nostro cassetto fiscale.
Schermata tab “Monitoraggio” all’interno della piattaforma per la cessione dei crediti di imposta
Come potete vedere, nella schermata Monitoraggio, troviamo i crediti di imposta in ingresso, accettati o rifiutati; in uscita, accettati, in attesa o rifiutati; e infine “utilizzabili in F24”.
L’aspetto interessante è che sono suddivisi per tipologia di bonus fiscale che ha generato quei crediti, e ulteriormente suddivisi per annualità a cui fa riferimento lo specifico credito di imposta.
Nella tab “Accettazione” abbiamo la possibilità di visionare i crediti in ingresso, che vengono aggiornati il 10 del mese successivo a quando viene posto il visto di conformità dal professionista fiscale (tipicamente il Commercialista”).
Schermata della tab Accettazione
Nella tab “Cessione” abbiamo la possibilità di visionare i crediti in ingresso che abbiamo accettato con la schermata precedente, e che possono essere ceduti.
Anche nella schermata della “Cessione“, si evince come lo schema sia sempre suddiviso per tipologia di credito: nella prima parte, infatti, vediamo i crediti ricevuti per un intervento di ristrutturazione, mentre nella seconda parte quelli derivanti dall’ecobonus. Tutti suddivisi per annualità (vi è la possibilità di cedere anche solo alcune delle annualità e non tutte).
L’ultima tab riguarda la “Lista Movimenti“; si tratta di una mega tabella dove possiamo vedere e ricostruire:
tutti i crediti in ingresso
tutti i crediti in uscita
i crediti sono suddivisi per
tipologia di bonus da cui deriva il credito (es: ristrutturazione, ecobonus, superbonus, ecc…)
annualità di competenza
codice fiscale di provenienza
codice fiscale di destinazione
protocollo
Form di ricerca nella tab “Lista Movimenti”
Dopo che inseriamo due date, o gli altri parametri nella schermata di ricerca, otteniamo un elenco suddiviso per le varie tipologia di bonus, suddiviso per cliente cedente o ente che prende il credito, per annualità, per intervento (qualora si tratti di superbonus)
Elenco movimenti
Quali sono gli Step per cedere il credito di imposta maturato?
Facciamo un passo indietro e vediamo, passo passo, quali sono gli step da compiere in ordine temporale.
Primo Step – Accettazione Credito di imposta sul sito dell’Agenzia delle Entrate (generalmente avviene il giorno 10 del mese successivo a quando il commercialista pone il visto di conformità)
Terzo Step – Si ritorna sul cassetto fiscale e si procede alla cessione dei crediti di imposta, accettati.
Si accede alla Tab “Cessione“
Si selezionano i crediti da cedere, suddivisi per annualità e per tipologia
Si inserisce il codice fiscale di chi riceverà i crediti (ad esempio il codice fiscale di Poste Italiane).
Importante: il credito di imposta che andrai a cedere dal cassetto fiscale deve corrispondere esattamente alle cifre, suddivise per annualità ed eventualmente per tipologia di bonus, che hai contrattualmente stipulato di cedere. Non un euro di più, e non un euro di meno!
Nella schermata che segue, ho selezionato le 10 annualità derivanti dal bonus ristrutturazione edilizia, per cederle al codice fiscale indicato (nell’immagine leggi l’errore perchè il codice fiscale è inventato!)
Cliccando su “Conferma“, viene inserito il codice fiscale indicato in tutte le annualità, in qualità di “Cessionario“.
Successivamente per procedere alle conferme definitive, sarà necessario cliccare nuovamente su “Cedi crediti selezionati“
Anche qui, è importante SELEZIONARE la casella “Si autorizza il cessionario alla visualizzazione, in fase di accettazione/rifiuto, del nominativo relativo al codice fiscale del cedente“
Completato anche questo passaggio, vi chiederà il PIN per confermare ulteriormente l’operazione.
Complimenti!
Complimenti! Se avete completato l’operazione, avete effettuato la vostra cessione del credito di imposta verso il cessionario scelto.
Ora non vi resta che aspettare il tempo necessario affinché il cessionario vi faccia il bonifico, e trasformi i vostri crediti (ormai suoi, dopo la cessione) in euro nel vostro conto corrente!
https://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/12/Screenshot-2025-01-17-130405.png4321026Enricohttps://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/09/Logo_Smartingegnere_web_Tavola-disegno-1-300x138.pngEnrico2021-12-08 08:02:592025-01-17 13:08:29Come Cedere il Credito di Imposta dal Cassetto Fiscale Agenzia delle Entrate – Guida
Come Fare il Contratto di Cessione del Credito con Poste Italiane
Tutorial: In questo articolo-guida, vedremo come effettuare il contratto con Poste Italiane per la cessione dei crediti di imposta maturati grazie ai bonus fiscali.
Come abbiamo scritto in questo articolo Come fare il Superbonus in modo intelligente, uno dei primi aspetti fondamentali è decidere quale Istituto, Banca, Ente, Impresa, Assicurazione andrà ceduto il credito.
In questo articolo- guida, vedremo le modalità operative di stipula del contratto di cessione del credito con Poste Italiane
eventuale altro paragrafo con riassunto dei concetti che andremo a vedere?
Quando si può fare il contratto con Poste per la cessione del credito
Quanti crediti si possono cedere a Poste Italiane
Qual è il momento di stipulare il contratto per la cessione del credito a Poste Italiane
Tutorial: Come effettuare il Contratto di Cessione con Poste Italiane
Ulteriori passaggi: Cassetto fiscale
Tempi di erogazione di Poste Italiane
Conclusioni
Quando si può fare il contratto con Poste per la cessione del credito
Poste Italiane è un soggetto che si è proposto sul mercato dei crediti di imposta con una proposta molto interessante.
La proposta di Cessione del Credito di imposta di Poste Italiane è arrivata qualche mese in ritardo rispetto ad altri istituti bancari, ma con delle modalità operative molto snelle, e con una proposta di acquisto in linea se non addirittura maggiormente conveniente rispetto a quanto proposto dagli altri Istituti di Credito e/o Assicurazioni.
Ad oggi è uno degli istituti preferiti dagli addetti al settore per la cessione del credito sia per la snellezza nell’acquisto dei crediti, che per la celerità con il quale vengono erogati i dindiniuna volta che sono stati trasferiti i crediti.
Quanto si può fare il contratto con Poste per la cessione del credito?
Il contratto per la cessione del credito verso Poste Italiane si può fare quando si è correntisti.
Per i privati che non sono ancora correntisti, nessun problema. Sarà necessario recarsi presso l’ufficio postale più vicino e aprire un conto corrente a nome di chi effettuerà la cessione del credito.
Per i liberi professionisti dovrebbe funzionare come per i privati, con la possibilità di aprire un conto corrente con discreta facilità.
Per le imprese che ancora non hanno un conto corrente con Poste Italiane, sarà possibile (con le regole attuali, dicembre 2021) aprire il conto corrente solo per le imprese che esistano da almeno 18 mesi.
Questa scelta è stata effettuata dalle Poste per evitare di acquistare crediti da quelle società nate ad hoc per il Superbonus, che potrebbero celare delle insidie e delle regolarità nella maturazione dei crediti (potrebbero, ma non è detto che sia così!).
Quanti crediti si possono cedere a Poste Italiane
Il quantum è dettato dalla tipologia di soggetto che effettua la cessione del credito di imposta.
Per i privati, l’attuale ammontare di cessione del credito massimo possibile, per anno solare, è fissato in 100 000 euro.
Per i liberi professionisti, l’importo massimo di cessione del credito ammesso per anno solare è stato fissato in 250 000 euro.
Per le imprese, l’importo massimo è variabile in funzione dell’impresa, con un minimo di 500 000 euro, fino ad un massimo di 5 milioni di euro, per anno solare.
Non preoccupativi, cari Tecnici smart, per i liberi professionisti e le imprese è prevista la possibilità di raddoppiare il plafond previsto da Poste Italiane per la cessione del credito.
Vedremo la modalità di incremento del plafond in un’altra guida; quel che occorre sapere è che se siete liberi professionisti potrete arrivare fino a 500 000 euro, e le imprese potranno raddoppiare, sempre nel limite di 5 milioni di euro (es: se la vostra impresa ha avuto un plafond di 500 000 euro all’anno, potrete fare richiesta per portarlo fino a 1 milione di euro).
Tipo di soggetto che cede i crediti
Credito massimo cedibile per anno solare
Possibilità di raddoppio del plafond
Privati
100 000 euro
no
Liberi Professionisti
250 000 euro
sì
Imprese
da 500 000 euro a 5 milioni di euro
sì
Qual è il momento di stipulare il contratto per la cessione del credito a Poste Italiane
Il contratto di cessione del credito verso Poste Italiane prevede che entro 5 giorni dalla stipula contrattuale, il cedente (noi) spostiamo i crediti del cassetto fiscale verso il codice fisale delle Poste Italiane.
Questo si traduce nel fatto che possiamo fare il contratto con le Poste per la cessione del credito o quando abbiamo i crediti effettivamente disponibili nel cassetto fiscale, oppure fino a cinque giorni prima della ricezione di questi crediti.
Personalmente aspetto sempre di avere la disponibilità dei crediti nel cassetto fiscale perchè le Poste sono molto rigide sulla coerenza degli importi indicati tar il contratto di cessione e quelli che poi vengono effettivamente ceduti; pertanto eventuali disallineamenti anche di pochi euro rishiano di inficiare l’operazione di cessione del credito verso Poste Italiane.
Tutorial: Come effettuare il Contratto di Cessione con Poste Italiane
Per poter effettuare il contratto di cessione dei crediti di imposta con Poste Italiane sono necessari alcuni requisti.
Ecco di cosa avrai bisogno:
accesso al tuo conto corrente sul sito delle Poste
accesso al tuo cassetto fiscale
forbici con punta arrotondata, per non farci male
colla vinilica
Fatto?
Bene.
Step 1 – Accedere
Per poter effettuare il contratto di cessione del credito di imposta, il primo passo è quello di accedere al proprio conto corrente delle Poste.
Una volta dentro, troverete una schermata di questo tipo per poter accedere alla pagina/sito dedicata per effettuare il contratto di cessione del credito.
Esistono altri punti di accesso:
Il primo è il sito, se sei un’azienda o un professionista con conto business, cessionecrediti.poste.it
Bpiol è il sistema di accesso per il cliente business (professionista o impresa)
Il secondo è tramite il sito delle poste, dove nel menu principale trovati questo link.
Si tratta di un punto di accesso per quei professionisti che hanno un conto personale, e non business.
In realtà, da qualunque link decidiate di entrare, l’esisto sarà lo stesso.
Dovrete solo stare attenti a rispettare il vostro tipo di account: se siete business accedete dai link per i business, se siete privati, dai link per i privati.
L’azione più semplice da seguire è quella di entrare nel proprio conto corrente e scegliere l’apposito link, come mostrato all’inizio di questo step.
Step 2 – Prima schermata
Se avete effettuato altre cessioni, vi troverete una schermata di questo tipo.
Se avete effettuato già altre cessioni, probabilmente non vi serve questa guida :)
Comunque, per procedere sarà sufficiente cliccare su uno dei due bottoni gialli che vedete in schermata “Richiedi cessione”
Se non le avete ancora effettuate, passate allo step successivo.
Step 3 – Prima schermata
Con la prima schermata Poste ci fornisce alcune informazioni preliminari, tra cui gli importi massimi e la sua facoltà decisionale.
Troviamo, inoltre, un link con maggiori informazioni e tre icone che descrivono in modo molto sintetito tutti i passaggi per la cessione dei crediti alle poste:
Fai il contratto
Sposta i crediti dal cassetto fiscale
Aspetta l’esito via email
Inizia!
Step 4 – Dati Anagrafici
Dopo aver cliccato sul bottone giallo “Inizia”, vi troverete davanti una schermata di conferma dei vostro dati anagrafici.
Se corretti, non vi resta che confermare la correttezza per attivare il bottone giallo e proseguire
Step 6 – Email
Nello step successivo non dovrete far altro che inserire la vostra email e confermarla.
Io utilizzo quella che ho indicato per l’apertura del conto corrente postale, in modo da non avere disallineamenti nelle loro anagrafiche. Non vi so dire se sia necessario, ma per far andare bene le cose, è fortemente consigliato.
Step 7 – Eventuale codice convenzione
Se non avete un codice convenzione (dubito che lo abbiate!), cliccate su Procedi
Step 8 – Scelta dei crediti da cedere
Ecco, ora entriamo nel vivo.
Dovreste stare molto attenti a non indicare i numeri sbagliati, altrimenti l’operazione di acquisizione dei crediti da parte delle poste, non andrà a buon fine.
L’immagine di sopra vi mostra l’esempio di uno o più lavori (oppure uno o più stati di avanzamento lavori) che hanno un importo lavoro totale da 100 000 euro in Superbonus, e che quindi hanno generato crediti per 110 000 euro (ovvero il 110% di 100 mila euro).
Poiché per il Superbonus gli anni per i quali si può usufruire della detrazione sono 5, dovremo andare ad inserire 1/5 del totale del credito per ogni anno di imposta successivo a quello in cui sono stati effettuati i pagamenti o sono state emesse le fatture nel caso di sconto in fattura.
Pertanto, avendo crediti per 110 mila euro, suddivisi per 5 anni, ogni annualità successiva al 2021 avrà un importo pari a 22 000 euro (110 000 / 5 = 22 000 €).
—– IMPORTANTE —– Se avete ottenuto i crediti come liberi professionisti o impresa, dovrete selezionare “NO” alla domanda che leggete nella schermata “E’ una prima cessione del credito di imposta?”.
Questo perché la prima cessione è solo nel caso in cui voi siate i committenti del lavoro che ha generato i crediti di imposta, e non nel caso in cui voi siate coloro che hanno eseguito tali lavoro, o che hanno effettuato prestazioni professionali. Infatti, la prima cessione avviene dal committente a voi professionisti, e successivamente noi professionisti cediamo alle Poste, pertanto non si può trattare di una prima cessione
Per semplicità, vi consiglio di copiare gli importi che trovate nel cassetto fiscale; nel cassetto fisale trovate i crediti già suddivisi per annualità, e non potrete sbagliare importi.
Questo è uno screenshot della schermata della piattaforma di cessione dei crediti dell’Agenzia delle Entrate.
Come vedete gli importi cedibili sono suddivisi per annualità.
Per riprendere l’empio precedente, avremo dovuto indicare per ogni annualità nel sito delle poste 16927,20 €, per cinque anni (dal 2022 al 2026) per un totale da cedere pari a 84 836 €
Step 9 – Simulazione del corrispettivo
Una volta indicati gli importi corretti, anno per anno, il sistema ci restituirà prima della sottoscrizione del contratto, una tabella riepilogativa nel quale viene indicato quanto viene pagato quel credito di imposta anno per anno.
Come possiamo vedere dalla schermata sottostante, in cui si sta effettuando una cessione di 7272 € per ogni anno di imposta, l’importo che le Poste pagheranno va a scendere di anno in anno.
Se rapportiamo il totale pagato con il totale ceduto, noteremo che l’importo pagato è pari al 93,636%.
Se rapportiamo il totale pagato con il totale dei lavori che hanno dato origine ai crediti, arriviamo alla percentuale del 103%.
Ecco una tabella esemplificativa
Importo lavori
importo del credito
importo riconosciuto da poste
rapporto tra credito ceduto ed euro ricevuti
rapporto tra lavori effettuati ed euro ricevuti
100 000,00 €
110 000 €
103 000 €
93,636%
103%
77 123,64 €
84 836 €
79 437,35 €
93,636%
103%
33 054,55 €
36 360 €
34 046,27 €
93,636%
103%
Per proseguire sarà sufficiente cliccare su “Prosegui”
Step 10 – Conto corrente di accredito
Nello step successivo, Poste ci chiederà di confermare il conto corrente di accredito
Step 11 – Stipula del Contratto
L’ultimo step riguarda a stipula vera e propria del contratto.
Dovremo andare ad aprire i vari link e collegamenti per visionare i contratti (diversamente non si potranno confermare le opzioni di dichiarazione di lettura), ed infine si attiverà il bottone giallo “Conferma”
Con l’ultimo click sul bottone giallo di conferma, avremo sottoscritto il nostro contratto di cessione con Poste Italiane.
Le jeux sont fait.
Ulteriori Passaggi: Cassetto Fiscale
Dopo il click su conferma, si aprirà un’altra pagina con tutti i documenti contrattuali (contratto, contratto accettato, privacy, ecc…).
Complimenti, il contratto con le Poste è completato!
Il passo successivo sarà quello di accedere al cassetto fiscale nel sito dell’Agenzia delle Entrate per effettuare lo spostamento dei crediti dal tuo cassetto a quello di Poste.
Ma questa guida, la tratteremo in seguito.
Tempi di Erogazione di Poste Italiane
I tempi di erogazione di Poste Italiane sono di cinque giorni lavorativi dopo l’accettazione del credito.
Tradotto?
Gli steps, con relative tempistiche, sono questi:
una volta che abbiamo i crediti nel cassetto fiscale, facciamo contratto con poste, e spostiamo i crediti dal nostro cassetto fiscale a quello delle Poste
Poste troverà dei crediti in ingresso. Mediamente ci mette circa 15gg per accettarli. Questi tempi sono variabili anche in funzione del carico di lavoro e delle richieste che le Poste dovranno gestire.
Dalla data di accettazione, in circa 5gg lavorativi troverete i vostri soldi sul conto.
Possiamo dire che dalla ricezione dei crediti alla ricezione dei soldi, se tutte le operazioni sono state eseguite tempestivamente e correttamente, nel giro di 20/25 gg avremo i nostri soldi sul conto corrente delle Poste.
E complimenti … sarete un po’ più ricchi di prima.
Sintesi
L’articolo è lungo, ma la procedura per la stipula del contratto di cessione dei crediti di imposta con Poste Italiane è molto semplice, come avrai potuto verificare tu stesso.
Se non vuoi perdere altre guide sulla cessione del credito di imposta, sui bonus fiscali in genere, sul Superbonus 110%, e sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate per la cessione dei crediti, iscriviti nel form sottostante.
https://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/11/come-fare-contratto-cessione-credito-poste-italiane-superbonus.jpeg5001200Enricohttps://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/09/Logo_Smartingegnere_web_Tavola-disegno-1-300x138.pngEnrico2021-11-27 12:20:042023-03-03 17:25:23Come Fare il Contratto di Cessione del Credito con Poste Italiane
Il Quadro Economico è necessario per avere una panoramica generale dell’intero lavoro: costruire il Quadro Economico fin da subito consente di avere un approccio smart al Superbonus
Il Pensiero è il lavoro più difficile che ci sia.
Ecco perché così poche persone vengono coinvolte in esso.
Robert Kiyosaki
Seconda puntata di quello che serve per avere un approccio intelligente, smart, al Superbonus 110%.
Oggi vediamo la costruzione del Quadro Economico del Superbonus 110%, e alcuni consigli utili e pratici per avere un Quadro Economico smart ed efficace.
Consiglio n.1 – Quando costruire il Quadro Economico per il Superbonus
Costruire il quadro economico è necessario per il Superbonus.
Non perchè lo chieda qualche ente specifico o perchè sia una documento necessario per realizzare un progetto o un lavoro.
No, è necessario per noi tecnici al fine di tenere sempre sotto controllo l’intervento nella sua globalità.
E’ come se fosse una panoramica dall’alto di quello che, finanziariamente, sarà il vostro progetto del Superbonus.
Quindi, quando andrebbe costruito il Quadro Economico per il Superbonus?
Sono due i momenti fondamentali:
1 – il primo è in fase preventiva, quando stai ancora valutando quali e quanti lavori possono essere effettuati in un immobile. In questa fase non serve essere precisi, ma serve per capire se tutti i costi stimati rientrano o no nei massimali previsti per ogni categoria.
2 – il secondo è in fase di costruzione del computo metrico. Questo è quello forse più importante perchè ci permette in fase di verifica dei congruità dei costi di avere sempre sotto controllo la totale struttura economica del lavoro.
Vediamo questa seconda modalità in dettaglio.
Consiglio n.2 – Per un buon Quadro Economico devi strutturare bene il Computo Metrico
Eh sì, seppur banale, voglio partire da questo consiglio.
Per verificare la congruità dei costi di un Superbonus, sappiamo che è necessario fare un computo metrico basato su prezzari regionali o prezzario DEI.
Il consiglio che mi sento di dare, seppur quasi scontato, è quello di strutturare il computo metrico per categorie e macro-categorie in modo da rispettare i “cassetti” di spesa previsti dal decreto.
Non esiste una regola specifica, ma permettetemi di darvi una struttura che secondo me funziona bene.
Prendiamo un caso di una casa singola:
Trainanti
Coibentazioni
verticali
orizzontali
coperture non disperdenti
Sostituzione impianto di riscaldamento/raffrescamento/acs
Trainati
Sostituzione infissi
Sistemi oscuranti
ACS / solare (solo se non integrati nell’impianto di riscaldamento)
Fotovoltaico
Batterie
Colonnina
Building automation
Questo è solo un esempio di “struttura” da dare al computo metrico per poter avere
Esempio di computo metrico strutturato per categorie, finalizzate ad una buona compilazione del Quadro Economico
Come si può evincere dall’esempio di computo metrico indicato in figura, la struttura va a ricalcare esattamente quella che ci servirà per una buona compilazione del quadro economico per il superbonus 110%.
Ho voluto evidenziare che, per ogni intervento, viene costruito il costo imponibile come da prezzario regionale o DEI, a cui viene aggiunta l’IVA a parte.
Vi ricordo, infatti, che i massimali di spesa indicati dal Superbonus 110% si intendono sempre come massimali di spesa comprensivi di iva e spese professionali, pertanto è corretto considerare anche l’IVA per una buona compilazione del quadro economico dell’intervento di Superbonus.
Consiglio n.3 – Oneri professionali. Come calcolarli e dove ripartirli?
Il calcolo preciso degli oneri professionali è una pratica un po’ lunga, e non semplice da affrontare in poche righe.
Ne parleremo in un articolo a parte.
Per ora vi posso dire che per gli interventi nelle case unifamiliari, o in quelle funzionalmente indipendenti (quindi condomini esclusi), possiamo standardizzare l’imponibile degli oneri professionali per i tecnici pari al 20% dell’imponibile dei lavori.
In questo 20% c’è praticamente tutto: dalle attività preliminari, alla progettazione, alla direzione dei lavori, al coordinamento della sicurezza, fino alle asseverazioni finali comprensivi di Attestati di Prestazione Energetica.
Per quanto riguarda la spesa per il visto di conformità fiscale, da corrispondere al Commercialista o altro professionista abilitato, questo può variare non essendo presente un tabellario. Dovrete contattare il professionista abilitato che se ne occuperà per capire quale sarà la sua parcella professionale.
Per ora, è sufficiente sapere che gli importi relativi agli oneri professionali imponibili di chi appone il visto di conformità può variare tra l’1% e il 5% del credito asseverato.
Nell’esempio sottostante potete vedere un esempio di Quadro Economico, derivante dal computo metrico strutturato secondo le indicazioni del paragrafo precedente, con il calcolo lordo dei contributi professionali.
Nell’esempio riportato, al calcolo dell’imponibile per i professionisti sono stati aggiunti la cassa previdenziale, pari al 4% e l’IVA pari al 22%.
Ora che abbiamo stabilito gli oneri professionali (pari alla somma di 37855,45 + 10826,66 = 48682,11 €) dobbiamo ripartirli nei “cassetti” del Superbonus.
Ripartizione Oneri Professionali
Partiamo da un concetto: non esiste una regola definita per effettuare la Ripartizione degli Oneri Professionali.
Non è prevista nel Superbonus: il DL 34/2020 infatti indica solo quelli che sono i tetti di spesa per categoria (es cappotto max 50k, infissi max 54545k, fotovoltaico max 48k, eccetera); tantomeno in altre norme di riferimento troviamo le modalità di ripartizione delle spese; e anche qualora le trovassimo, non vi è nessuna indicazione che queste ripartizioni siano quelle da utilizzare nell’ambito del Superbonus.
Ma allora come possiamo suddividere gli importi professionali?
Esistono diverse modalità, in funzione del professionista con cui parli.
I Proporzionali.
Partiamo dalla prima tipologia i Proporzionali: quelli che ripartiscono le spese in modo proporzionale al costo del lavoro.
Sono la maggior parte dei professionisti che lavorano con il Superbonus 110%.
Partono dall’assunto che, non essendoci indicazioni specifiche, quella più logica (e quindi per loro quella corretta) è una ripartizione proporzionale degli oneri professionali in base agli importi di spesa per categoria derivanti dal computo metrico.
Il vantaggio di questo approccio è che sembra quello più naturale in assenza di indicazioni specifiche da parte del legislatore.
Uno svantaggio è che spesso la ripartizione proporzionale non permette una buona gestione del lavoro, andando a caricare maggiori importi degli oneri professionali proprio in quelle categorie più onerose dove invece ci sarebbe bisogno di dedicare gli importi disponibili alla realizzazione dei lavori.
A chi difende a spada tratta questo approccio, faccio alcune considerazioni:
la prima è che non c’è scritto da nessuna parte che sia la modalità di ripartizione corretta
la seconda è che la ripartizione proporzionale pura non tiene conto del grado di difficoltà delle prestazioni professionali (progettare un impianto è più difficile che progettare la posa di un infisso, quindi perchè gli oneri di progettazione degli infissi dovrebbero essere maggiori, in valore assoluto, di quelli degli impianti?)
la terza è che la norma del Superbonus è finalizzata al risparmio energetico: perchè allora non preferire una ripartizione proporzionale per risparmio energetico ottenuto dalle singole categorie?
Potrei andare avanti ancora tanto. Quel che conta è che le obiezioni sono valide e che rendono il criterio proporzionale non necessariamente il più corretto.
Ciò detto, non significa che sia una modalità errata di ripartizione delle spese professionali nel Quadro Economico del Superbonus.
Gli anarchici.
La seconda categoria di tecnici sono quelli che, in assenza di indicazioni precise dal legislatore, ritengono di poter ripartire le spese nelle singole categorie in base allo “spazio che rimane”.
Per riprendere l’esempio numerico dell’immagine, abbiamo una ripartizione random, in funzione dello “spazio” disponibile.
Pertanto, nelle coibentazioni inseriremo solo 1100 euro, mentre in altre categorie inseriremo importi molto maggiori.
Non è una pratica errata; non significa che sia nemmeno quella giusta.
Il vantaggio è indubbio: è possibile spalmare gli oneri professionali laddove vi è spazio, trovando sempre (o quasi) un modo per chiudere il quadro economico con gli importi delle singole categorie rientranti nei massimali di spesa previsti dal Superbonus.
Parcellisti.
Questa terza categoria di professionisti sta in mezzo tra la prima e la seconda.
La ripartizione è suddivisa, non necessariamente in modo proporzionale e non necessariamente sena nessun criterio, stando attenti però a suddividere gli oneri professionali almeno per suddivisione di macro categorie.
Spiego: la parcella tecnica viene calcolata suddividendo gli importi tra le due macrocategorie relative ai lavori edili e agli impianti.
La ripartizione avviene suddividendo gli oneri professionali in due, proporzionali a quanto deriva dal calcolo della parcella in due macro categorie
lavori edili
impianti
Suddivisi gli importi professionali per queste macro categorie, si vanno a ripartire gli oneri in modo “anarchico” stando però attenti a rispettare i massimali previsti per le macro categorie di calcolo della parcella.
Altri ancora, prediligono una modalità ibrida dove la parcella tecnica segue questo criterio, mentre quella del Commercialista segue il criterio proporzionale puro.
Il vantaggio è che sembra una modalità più ortodossa.
Uno svantaggio è che si perde un grado di libertà nella costruzione del quadro economico
Sintesi
Non esiste una modalità corretta, e le altre sbagliate.
Lascio a voi la scelta della modalità che vi sembra più consona.
Io appartengo all’ultima categoria, senza necessariamente rispettare i massimali previsti per le macro categorie.
E questa mia interpretazione deriva dal chiarimento dell’AdE per il quale è stato chiarito che gli importi congrui vanno visti nella loro complessità e non nella loro singolarità, pertanto l’unica cosa che ritengo importante sia non superare i massimali previsti per gli oneri professionali. Quasi anarchico :) .
Per chiudere …
Se volete utilizzare il foglio di calcolo di cui ho postato le immagini per la costruzione del vostro Quadro Economico Superbonus, potete ottenerlo compilando il form sottostante.
Non ho inserito nessuna ripartizione specifica imposta per la ripartizione delle spese professionali, lasciando a voi la possibilità di scegliere come ripartirle secondo la modalità che ritenete corretta.
L’Allegato I del Decreto Requisiti del Superbonus 110% detta alcune indicazioni sui costi massimali specifici per tipologia di intervento. Vediamo quando si applica e quali alternative ci sono
Ogni cosa vale il prezzo che il compratore è disposto a pagare per averla
PUBLILIO SIRO
Ogni cosa vale il prezzo che il compratore è disposto a pagare per averla.
Quanta verità, in questa frase.
Eppure esiste un’eccezione a questa verità, quando si parla di Superbonus.
Questo perché alcune delle modalità previste dal superbonus permettono di uscire dal classico schema che regola un mercato.
Queste anomalie sono tre, e sono disruptive:
la prima riguarda il riconoscimento di un credito di imposta maggiore della spesa sostenuta. Spendo 100, ottengo 110
la seconda riguarda la possibilità di cedere questi crediti di imposta
la terza riguarda la possibilità di fare lo “sconto in fattura“, ovvero pagare l’esecutore del lavoro tramite il credito maturando (e maturato dal lavoro stesso)
Non ce n’è una più importante dell’altra: la combinazione di queste tre ha rotto le normali logiche di mercato, tanto che non conta più quanto costa qualcosa, ma che non ci sia il gesto del “pagamento”
E questo ha generato alcune dinamiche che vediamo, e a cui dobbiamo prestare molta attenzione per evitare dolori futuri.
Provo a spiegarmi.
Quando un committente non paga materialmente qualcosa (tradotto: quando non deve fare un bonifico e quindi manca il senso di perdita), il prezzo di qualcosa non conta nulla.
Basta che sia gratis.
Almeno nella sua testa.
E nulla conta se gli spieghi che paga con i crediti che va a maturare: no bonifico? si party :)
Non neghiamolo: questa dinamica fa comodo anche a noi professionisti.
Vediamo, però, gli aspetti a cui dobbiamo prestare attenzione, visto e considerato che il tutto si regge su una sola firma, la nostra di tecnici competenti.
E’ obbligatorio utilizzare gli importi specifici indicati nell’Allegato I?
Quali alternative abbiamo all’Allegato I ?
E’ obbligatorio utilizzare gli importi specifici indicati nell’Allegato I?
Il Decreto Requisiti (Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 6 agosto 2020 ” Requisiti tecnici per l’accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici – cd. Ecobonus”) emanato per il Superbonus è composto di una serie di allegati, tra cui il famigerato Allegato I.
Nell’Allegato I si trovano indicazioni di costi specifici (ovvero espressi per unità di misura, esempio €/mq, €/kW, ecc…) suddivisi per tipologie di intervento.
ALLEGATO I – Massimali specifici di costo per gli interventi sottoposti a dichiarazione del fornitore o dell’installatore ai sensi dell’Allegato A
Già il titolo ci fornisce alcune indicazioni interessanti:
massimali specifici di costo
sottoposti a dichiarazione del fornitore o dell’installatore
ai sensi dell’Allegato A
Si tratta quindi di costi specifici. Ma i due aspetti interessanti, che vediamo nel prossimo capitolo, sono le indicazioni dell’allegato A per le dichiarazioni del fornitore o installatore.
Prima di vedere questo dettaglio, vediamo quali sono questi costi
Come possiamo facilmente vedere dalla tabella, per ogni tipologia di lavoro, il MiSE ha fornito dei costi specifici.
Cappotto x €/mq, infissi y €/mq e così via.
Utilizzare questi costi specifici è possibile ma non è una regola fissa. E ora vediamo il perchè.
Quali alternative abbiamo all’Allegato I ?
Per rispondere a questa domanda non dobbiamo far altro che leggere già il titolo dell’Allegato I, il quale richiama l’Allegato A del Decreto Requisiti
Estratto del punto 13 dell’Allegato A del Decreto Requisiti del Superbonus 110%
L’allegato A al punto 13, sopra riportato, stabilisce le modalità con cui un professionista può stabilire se i costi previsti o sostenuti per le opere si possono o meno considerare congrui, e quindi ammetterli alle detrazioni.
Le modalità previste sono, e l’ordine non è per niente casuale:
Riferirsi alle opere compiute contenute nei prezzari regionali o in alternativa al prezzario DEI
Effettuare un’analisi dei prezzi specifica per l’opera, qualora questa non vi sia nel prezzario di riferimento (regionale o DEI)
In alternativa, può avvalersi (può, non deve!) anche dei prezzi indicati nell’Allegato I
La risposta alla domanda:
L’utilizzo degli importi indicati nell’allegato I è obbligatorio e vincolante?
Per fortuna no, e la risposta si trova proprio nell’Allegato A del medesimo Decreto Requisiti.
I costi indicati nell’Allegato I si possono utilizzare, per scelta o in assenza di voci specifiche per opere compiute nei prezzari.
Ma non sono obbligatori nè vincolanti.
Aggiungo, anche se i più attenti se ne saranno già accorti, che dopo la tabella dell’Allegato I vi è una frase molto importante:
I costi esposti in tabella si considerano al netto di IVA, prestazioni professionali e opere complementari relative alla installazione e alla messa in opera delle tecnologie
Anche questa frase è esemplificativa e ci indica che comunque i costi indicati nell’Allegato I possono essere superati con l’aggiunta delle opere complementari.
Rimangono obbligatori solo per gli installatori e fornitori e solo per quegli interventi dove la dichiarazione di congruità del costo da parte del professionista può essere sostituita da una loro dichiarazione.
Allegato A, Allegato I, Superbonus. Quali concetti possiamo riassumere?
Vediamo quali sono i concetti che possiamo portarci a casa dopo questo articolo.
L’Allegato A al Decreto Requisiti ci spiega come si può determinare la congruità del costo
L’Allegato A al Decreto Requisiti ci spiega quando e in quali casi è obbligo l’uso dei prezzi indicati nell’allegato I
L’obbligo di uso degli importi indicati nell’Allegato I non vige per i tecnici, ma solo per gli installatori e fornitori, e solo per gli interventi dove la dichiarazione di congruità del costo da parte del tecnico può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore/installatore
Gli importi indicati nell’Allegato I sono al netto di IVA, al netto di spese professionali, e al netto delle opere complementari
Per la dichiarazioni di congruità dei costi, i tecnici possono
utilizzare i prezzi delle opere compiute contenuti nei prezzari regionali o nel prezzario DEI
effettuare un’analisi dei prezzi specifica, qualora nei prezzari non vi siano le voci per le opere compiute previste in progetto
avvalersi, se vuole, degli importi indicati nell’Allegato I
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https://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/11/super-bonus-allegato-i.png442796Enricohttps://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/09/Logo_Smartingegnere_web_Tavola-disegno-1-300x138.pngEnrico2021-11-01 10:48:102025-01-17 12:34:11Allegato I Superbonus 110%
Superbonus e Domotica: anche le spese sostenute per la building automation rientrano nel Superbonus. Vediamo quali sono e fino a quanto sono ammesse.
L’intelligenza fa di nulla qualcosa
Paul Valery
Tra le spese ammesse al Superbonus vi sono anche quelle per la domotica.
Attenzione: non tutte le spese per la domotica però rientrano nel superbonus, ma solo alcune.
Ora vediamo perché anche le spese per a building automation rientrano tra quelle ammesse al superbonus, e fino a che importo.
Superbonus e Building Automation (Domotica)
Anche le spese per la building automation sono ammesse al Superbonus.
La motivazione potrebbe sembrare logica: una casa intelligente, è una casa che permette di risparmiare.
Eppure la motivazione non è così logica, e non tutte le spese per la domotica (buinding automation) rientrano nel superbonus.
La motivazione per la quale anche le spese sostenute per la building automation rientrano nel superbonus come interventi trainati va ricercato nel DL 34/2020 art. 119, che richiama ad essere “trainati” al superbonus tutti gli interventi di risparmio energetico che erano già incentivati con l’aliquota al 65%, ovvero tutti gli interventi previsti dal DL 63/2013
Il comma 2 dell’art. 119 del DL 34/2020 recita
2. L’aliquota prevista al comma 1, alinea, del presente articolo si applica anche a tutti gli altri interventi di efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, nei limiti di spesa previsti, per ciascun intervento di efficienza energetica, dalla legislazione vigente …
Quali e Quante sono le Spese di Building Automation ammesse al Superbonus 110%
Quali spese.
Per scoprire quali spese sostenute per la domotica sono ammesse al Superbonus non dobbiamo far altro che scoprire quali spese erano (e sono) ammesse agli interventi di risparmio energetico previsti dal DL. 63/2013
Nella guida agli interventi di risparmio energetico redatta dall’Agenzia delle Entrate leggiamo
Sono agevolabili, oltre alla fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature (elettriche, elettroniche e meccaniche), le opere elettriche e murarie necessarie per l’installazione e la messa in funzione, all’interno degli edifici, di sistemi di “building automation” degli impianti termici degli edifici.
Da questo scritto deduciamo che:
si tratta solo di opere interne di building automation
sono agevolate sia la fornitura che la posa in opera
sono agevolata anche le spese necessarie e propedeutiche alla realizzazione dell’intervento
sono agevolate solo le spese per l’automazione degli impianti termici degli edifici
Ecco, l’ultimo è un punto fondamentale.
Non tutte le spese per la domotica sono trainate al Superbonus, ma solo quelle per l’automazione degli impianti termici degli edifici, quali a titolo meramente esemplificativo, la termoregolazione.
Non sono ammissibili, invece, le spese per l’acquisto di dispositivi che permettono di interagire a distanza con le predette apparecchiature (telefoni cellulari, tablet, personal computer e dispositivi simili).
Dalla stessa guida leggiamo che non sono ammissibili, e qundi non rientrano tra quelle spese per la building automation che possono essere trainate al Superbonus, le spese per l’acquisto di dispositivi che permettono di interagire a distanza con le apparecchiature.
Quindi no, se pensavi di cambiarti pc o smartphone con il Superbonus, sbagliavi :)
L’immagine sopra riportata è un estratto dell’Allegato A del Decreto Requisiti emanato per il Superbonus
Dall’immagine possiamo dedurre i requisiti necessari per i sistemi di building automation:
mostrare consumi energetici
mostrare condizioni correnti e di regolazione
consentire accensione/spegnimento da remoto
Quanto si può spendere
Ed ora arriviamo al quantum.
Quali spese per la building automation sono ammesse lo abbiamo visto nei paragrafi precendenti.
Ma quanto si può spendere per la building automation e “scaricare” queste spese nel Superbonus?
La risposta va ricercata, come per il paragrafo precedente, nelle norme.
Nell’Allegato B del Decreto Requisiti del Superbonus troviamo una tabella riepilogativa degli interventi, che ci indica per ogni intervento, qual è la detrazione massima ammissibile
Estratto dalla Tabella dell’Allegato B del Decreto Requisiti
La Tabella, come detto, indica l’importo massimo detraibile.
Pertanto, poichè il Superbonus 110% prevede una detrazione del 110% della spesa sostenuta, allora il totale che si potrà spendere è dato da
15000 € / 1,1 = 13636,36 €
Superbonus e Building Automation: sintesi
Proviamo a fare sintesi dei tanti concetti esposti.
Le spese per la domotica (building automation) rientrano nel superbonus come interventi trainati
Possono essere trainati al Superbonus solo le spese che permettono la gestione degli impianti termici, e non tutte le spese per la building automation
Si possono detrarre anche le spese accessorie all’intervento di building automation, come ad esempio le opere edili connesse
Non sono ammesse spese per l’acquisto di smartphone e pc
La spesa massima ammissibile per la building automation al Superbonus è di 13636,36 €
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https://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/10/Superbonus-Building-Automation-Domotica.png6851026Enricohttps://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/09/Logo_Smartingegnere_web_Tavola-disegno-1-300x138.pngEnrico2021-10-31 18:03:222025-01-17 12:30:23Superbonus Building Automation Domotica
La maggior parte dei tecnici fornisce sempre le stesse risposte:
Mah .. sai … L’accesso agli atti al Comune … la verifica urbanistica, il doppio salto di classe energetica, APE Ante APE Post, il computo …
Aaaaaaa … risposta errata
Lascia che ti spieghi.
E’ vero, da un punto di vista prettamente tecnico, sono quelle le prime azioni da compiere.
Ma noi, non siamo solo tecnici, siamo tecnici smart.
E siamo anche degli imprenditori, quantomeno di noi stessi.
Ed ecco il primo vero e unico aspetto che conta per affrontare il SuperBonus in modo smart.
Chi Finanzia l’Operazione e Chi Compra i Crediti di Imposta
Eh sì
Dobbiamo partire proprio dalla fine se vogliamo affrontare il SuperBonus 110% in modo intelligente.
I primi due aspetti da chiarire sono proprio questi:
chi finanzia l’operazione
chi compra i crediti
E se non hai idea di chi possa finanziare l’operazione, devi partire proprio da chi comprerà i crediti.
Abbiamo tre possibilità:
Il cliente si tiene i crediti da portare in detrazione
Il cliente venderà i crediti all’istituto di credito per ripagare l’operazione
l’impresa si prenderà i crediti quale compenso per aver realizzato i lavori (sconto in fattura)
E chi finanzia l’operazione?
Semplice: chi disporrà dei crediti.
Il primo caso è semplice: il cliente si terrà il credito di imposta da portare in detrazione, e pertanto sarà lui a dover finanziare l’operazione attraverso la propria liquidità.
Il secondo caso è altrettanto semplice: il cliente cederà i crediti alla banca, che probabilmente gli avrà prestato i soldi per eseguire i lavori, così da chiudere la partita di giro.
In entrambi i casi, abbiamo chi compra e chi finanzia: solo adesso possiamo procedere ad eseguire gli aspetti tecnici.
Un po’ più di attenzione merita il terzo punto, ovvero lo sconto in fattura dove l’impresa o le imprese saranno ripagate del loro lavoro mediante il credito di imposta.
Sconto in Fattura: come Fare il SuperBonus bypassando la burocrazia bancaria
Lo ammetto: la modalità dello sconto in fattura è quella che preferisco.
Prima di vedere i vantaggi per tutte le parti in campo, vediamo quali sono i passaggi necessari per costruire un SuperBonus 110% con lo sconto in fattura.
La maggior parte penseranno:
E dove la trovo un’impresa che possa anticipare 150 mila euro di lavori ?
L’errore è proprio qui.
Se abbiamo tra le nostre cerchie delle imprese che possono anticipare 150k di lavori, ben vengano. Problema risolto.
Ma se non li abbiamo, come possiamo “strutturare” un SuperBonus con sconto in fattura?
E’ più semplice di quanti si pensi.
Innanzitutto, quei 150k, possiamo dividerli per stati di avanzamento lavori, con tranche minime del 30%.
Questo significa che non dobbiamo trovare un’impresa che sia in grado di anticipare 150k di lavori, ma che sia in grado di sostenere per il primo mese dei lavori da 45k, ovvero il 30% del totale della spesa.
Trovare un’impresa che possa anticipare 45k è decisamente più semplice che trovare un’impresa che possa farsi carico di 150k.
E se questa semplificazione non bastasse, come possiamo agire?
Ecco, quello che vedremo è il vero approccio smart al Superbonus.
SuperBonus Smart – Smussa i dettagli :)
Sconto in Fattura: Costruire la Squadra che Farà i Lavori
Riprendiamo l’ipotetico caso di sopra: 150 mila euro di lavori.
Questi saranno costituiti da diverse categorie di lavoro:
coibentazioni
infissi
fotovoltaico + batterie + colonnina
riscaldamento/raffrescamento
professionisti (tecnici/commercialista)
Se dividiamo gli importi, avremo una situazione di questo tipo
Come si evince dalla tabella, possiamo costruire un lavoro del Superbonus 110%, trovando un referente per ogni categoria, che si occupi di anticipare solo il suo piccolo 30%
Sarà così più facile chiedere al serramentista di ordinare gli infissi senza dover anticipare 30k, così come sarà più semplice trovare un’impresa edile che si possa far carico di iniziare il cantiere ed arrivare al 30% dei lavori di sua competenza quantificati in 13 500 €
L’aspetto fondamentale di questa operazione è che tutti gli attori coinvolti nello sconto in fattura siano “attrezzati” per la cessione del credito, in modo da poter far entrare liquidità nell’operazione e non trovarsi in tensioni finanziarie.
Squadra Che Vince al SuperBonus, Non Si Cambia
L’operazione finanziaria “costruita” per il superbonus 110% prevede che ciascuno si faccia carico del suo piccolo pezzo in modo da poter effettuare l’operazione nella sua totalità, dove ogni impresa si occupa del suo orticello.
In questo modo avremo
un cliente contento, che avrà dei lavori senza effettivamente impegnarsi con la banca e senza anticipare nessun costo
le imprese contente, perchè a fronte di piccole somme di anticipo, i lavori sono retribuiti mediamente sopra la media di mercato, potendosi applicare i prezzi delle opere compiute presenti nei prezzari regionali
E noi professionisti?
Saremo felici anche noi perché usciamo dalla ruota del criceto in cui sono finiti tanti colleghi che effettuano solo progetti per la banca e studi di fattibilità, pagati con noccioline, ed effettueremo un cantiere vero, dove le parcelle sono ben più remunerative dei normali importi che si applicano.
E tu, preferisci le noccioline, o vuoi mangiare una bella fetta di torta?
SuperBonus 110% Smart – E’ Possibile
Se hai dubbi o domande, scrivici compilando il form qui sotto
https://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/10/Superbonus-Smart-come-fare-il-SuperBonus-in-modo-intelligente.png528796Enricohttps://www.smartingegnere.it/wp-content/uploads/2021/09/Logo_Smartingegnere_web_Tavola-disegno-1-300x138.pngEnrico2021-10-17 18:11:242025-01-17 12:25:42Superbonus Smart: come fare il SuperBonus in modo intelligente